Educazione sessuale, ironia e consapevolezza. Nell’intervista rilasciata a MySecretCase, Senza Cri si muove tra risposte spontanee, momenti divertenti e riflessioni tutt’altro che banali.
Il risultato è una conversazione che alterna leggerezza e contenuti importanti, soprattutto quando si parla di consenso, identità e libertà sessuale.

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Senza Cri parla di sesso a MySecretCase
Fin dalle prime domande, l’artista gioca con l’ironia – come quando scopre il significato di “coregasm” e commenta divertito: “Hai capito i gym bro!”.
Ma sotto la superficie c’è molto di più.
Tra termini poco conosciuti e pratiche da scoprire, l’intervista diventa anche un piccolo viaggio nell’educazione sessuale. Senza Cri ammette candidamente di non sapere tutto – e proprio questa sincerità rende il confronto autentico.
Quando si parla di dental dam o pratiche meno mainstream, la curiosità prende il posto del giudizio. Non c’è imbarazzo, ma apertura. Ed è proprio questo uno dei punti più forti dell’intervista: normalizzare il fatto che non si sappia tutto, ma che si possa imparare.
Poi si parla di sesso a tre:
“Con un amico o con una sconosciuta? Un po’ come ti pare, perché dipende, sai. Con l’amico magari c’hai l’imbarazzo del dopo. Se mi è mai capitato? No!”.
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Consenso e rispetto: “Parlarne è bellissimo”
Uno dei momenti più centrali arriva quando si affronta il tema del consenso. Senza Cri non ha dubbi e mette le cose in chiaro:
“Si può anche intuire dal corpo, però c’è gente che magari non ha quell’empatia, quindi credo verbalmente… Cioè patti chiari, amicizia lunga.
Secondo me si deve parlare del sesso. È chiaro che ci possa essere dell’imbarazzo, però più ne parli in realtà metti le cose in chiaro, cioè è bellissimo”.
Un messaggio semplice ma fondamentale. Il consenso esplicito non rovina il momento, anzi può renderlo più consapevole e persino più sexy.
Una posizione netta, che si inserisce perfettamente in un discorso più ampio sulla responsabilità emotiva e relazionale.
Identità non binaria: “Non è orientamento, è chi sono”
Spazio anche all’identità di genere, spesso ancora confusa con l’orientamento sessuale. Senza Cri risponde senza esitazioni:
“No, sono io! No, è un po’ diverso. L’identità di genere fa parte dell’ambito dell’identità di genere, quindi non quello che mi piace, ma quello che io sono. Che è la mia vita come individuo”.
Amore vs sesso: la posizione (romantica) di Senza Cri
Alla domanda “sesso senza sentimenti, top o flop?”, la risposta è immediata:
“Flop. Quando faccio le cose ci metto per forza amore”.
Una visione che racconta molto anche della sua vita privata. Senza Cri è infatti legato ad Antonia, conosciuta durante l’esperienza ad Amici di Maria De Filippi. Un rapporto che, a quanto emerge, si basa proprio su autenticità e coinvolgimento emotivo.
Sesso, libertà e zero tabù
Nel finale, arriva forse la sintesi più bella dell’intervista:
“Il sesso è la cosa più libera del mondo, chi più ne ha più ne metta. Non letteralmente perché poi ci si fa male. Con lubrificazione almeno, ecco magari sì.
Se preferisco il dirty talking o cose cucciolosine durante il rapporto? Ma scusa perché dobbiamo parlare durante il rapporto? Pensavo che intendessi parlare anche di questo. Durante il rapporto se stiamo parlando forse non sta andando benissimo, secondo me. La voce solo per cantare giustamente. Cioè una chiacchierata sembra un po’ too much. Parliamone prima… o dopo”.
Ed in merito ai sexy toys:
“Usateli, giocate, divertitevi. Cioè il sesso è una di quelle cose così divertenti che insomma… una delle mie cose preferite”.
Tra battute sulla “discografia italiana” che rovina il momento e riflessioni sul consenso, Senza Cri ha dimostrato che si può parlare di sesso in modo leggero senza perdere profondità.
