Negli ultimi anni, termini come “non binary“, “genderqueer” e “genderfluid” sono diventati sempre più comuni, ma spesso possono generare confusione.
Se hai mai provato smarrimento di fronte a queste parole, questa guida fa al caso tuo. Qui risponderemo in modo chiaro e diretto alle domande più comuni sull’identità di genere non binaria.
In questo articolo
- 1 Cosa vuol dire”non binary”? È una moda recente?
- 2 Che differenza c’è tra non binary e transgender?
- 3 E le persone transgender non binarie? Chi sono?
- 4 Non binarietà: cosa significano i termini “Cis mimetismo”, “passing”, “non med”, “microdosing”?
- 5 Che riconoscimento legale c’è in Italia per le persone non binary?
- 6 E da un punto di vista sanitario?
- 7 Cosa significa linguaggio inclusivo? Come comunicare con le persone non binary?
- 8 Qual è il significato della bandiera non binary?
- 9 Bibliografia e risorse utili:
Cosa vuol dire”non binary”? È una moda recente?

E le persone transgender non binarie? Chi sono?
Le persone non binarie affrontano vari ostacoli legati alla loro identità di genere, incluse le lotte contro il cis mimetismo e il passing. Questi termini si riferiscono rispettivamente al tentativo di apparire come una persona cisgender (cioè, una persona il cui genere coincide con quello assegnato alla nascita) e al tentativo di apparire come il sesso opposto a quello assegnato alla nascita per conformarsi alle aspettative sociali. Entrambi sono modi per cercare di adattarsi o evitare discriminazioni, ma possono essere limitanti e non autentici per chi non si identifica pienamente né come uomo né come donna.
Non med e microdosing sono due concetti legati al percorso di affermazione di genere. “Non med” si riferisce alla decisione di non intraprendere procedure mediche, come ormoni o chirurgie, per il percorso di affermazione di genere. Questo può essere una scelta personale per coloro che vogliono vivere la propria identità di genere senza trattamenti medici.
Il microdosing è una pratica in cui si assumono ormoni, ma a dosaggi molto più bassi rispetto alle dosi standard. Questo approccio è spesso scelto da persone non binarie che desiderano modifiche fisiche più lievi e graduali, senza i cambiamenti rapidi e drastici che possono derivare da dosi più alte. Per esempio, una dose ridotta di testosterone può portare a una transizione più lenta e controllata, consentendo alla persona di adattarsi gradualmente alle modifiche fisiche.
Che riconoscimento legale c’è in Italia per le persone non binary?

E da un punto di vista sanitario?
In ambito sanitario, le persone non binarie possono incontrare diverse difficoltà, principalmente a causa della scarsa comprensione e preparazione del personale medico riguardo le loro specifiche esigenze. Tradizionalmente, la medicina si è concentrata su un modello binario di genere, con trattamenti e protocolli specifici per uomini o donne, che non sempre si adattano a chi non si identifica in questi termini.
Per le persone non binarie, questo può significare affrontare ostacoli nell’accesso a cure adeguate, specialmente per quanto riguarda eventuali terapie ormonali ed il supporto psicologico. Ad esempio, il personale medico potrebbe non sapere come gestire una terapia ormonale in dosi ridotte, che è spesso preferita da chi cerca un’androgenità meno marcata.
Inoltre, il misgendering, ovvero l’errore nel riconoscere l’identità di genere del paziente (che in vari casi è proprio mancanza di rispetto), è comune e può causare stress aggiuntivo e disagio. Questo ambiente può scoraggiare le persone non binarie dal cercare assistenza sanitaria, aumentando il rischio di problemi di salute non trattati.
Una maggiore formazione e sensibilizzazione tra i professionisti della salute è fondamentale. Questo include l’apprendimento su come riconoscere e rispettare l’identità di genere dei pazienti, comprendere le loro specifiche esigenze sanitarie, e garantire trattamenti personalizzati piuttosto che standardizzati.
La ricerca clinica ha evidenziato anche la carenza di studi inclusivi di persone transgender e non binarie, il che porta a una scarsa comprensione delle loro specifiche necessità sanitarie. È necessario un maggiore impegno per includere l’identità di genere non binaria nei studi clinici, per migliorare l’assistenza e il trattamento medico che ricevono.
Infine, migliorare la comunicazione tra il personale medico e i pazienti non binari è cruciale. È importante usare un linguaggio neutro e inclusivo, chiedere e rispettare i pronomi e i nomi di elezione dei pazienti, e evitare di fare supposizioni sulla loro identità di genere o sulle loro necessità sanitarie basandosi solo sull’aspetto. Queste pratiche aiutano a costruire un ambiente di cura rispettoso.
Cosa significa linguaggio inclusivo? Come comunicare con le persone non binary? 
Il linguaggio inclusivo è un modo di comunicare che rispetta e valorizza tutte le persone, evitando termini o espressioni che possano essere discriminatori o escludenti. Si tratta di utilizzare parole che non stereotipizzano o etichettano, ma che riconoscono la dignità e l’identità di ognuno, indipendentemente dal genere, dall’orientamento sessuale, dall’etnia o da altre caratteristiche personali.
Quando interagiamo con persone non binarie è importante essere attenti al linguaggio che usiamo per rispettare la loro identità. Ecco alcuni suggerimenti su come farlo:
Prima di tutto, è fondamentale non presumere il genere di una persona basandosi sull’aspetto o sul nome. Se non siamo sicuri di quale pronome o nome preferiscano, possiamo chiedere gentilmente: “Quali pronomi preferisci?” o “Come preferisci che ti chiami?“. Questo mostra rispetto e volontà di riconoscere la loro identità.
Evitare espressioni che implicano un genere specifico può aiutare a rendere il linguaggio più inclusivo. Ad esempio, al posto di termini come “uomo” o “donna” quando non è necessario specificare il genere, si può usare “persona”.
Quando parliamo di professioni o ruoli, possiamo utilizzare termini neutri o specificare entrambi i generi. Ad esempio, invece di “il candidato ideale”, si può dire “la persona ideale per questo ruolo”. Questo evita di escludere implicitamente qualcuno basandosi sul genere.
È importante anche evitare stereotipi e generalizzazioni. Non dobbiamo presumere che una persona debba comportarsi o apparire in un certo modo a causa del genere che le è stato assegnato alla nascita. Rispettare le preferenze di abbigliamento, comportamento e espressione di genere delle persone non binarie contribuisce a creare un ambiente più inclusivo.
Nel caso in cui si commetta un errore, come usare il pronome sbagliato, è meglio correggersi con naturalezza e continuare la conversazione senza farne un problema. Questo dimostra che siamo disposti a imparare e a rispettare l’identità dell’altra persona.
Comunicare con le persone non binarie in modo rispettoso significa anche evitare domande intrusive o personali sulla loro identità di genere o sul loro percorso. Se la persona desidera condividere queste informazioni, lo farà di sua iniziativa.
Adottare un linguaggio inclusivo richiede attenzione e pratica, ma è un passo importante verso una società più accogliente e rispettosa delle differenze. Significa riconoscere che ogni individuo ha il diritto di essere chiamato e trattato in accordo con la propria identità, contribuendo così al benessere e alla dignità di tutti.
Qual è il significato della bandiera non binary?

La bandiera non binaria è un simbolo che rappresenta la comunità non binaria, ideata nel 2014 dall’attivista Kye Rowan. Questa bandiera è stata creata per dare una rappresentazione visiva e unica alle persone di genere non binario, distinguendosi dalle altre bandiere legate alle identità di genere.
Ogni colore della bandiera ha un significato specifico che riflette le diverse esperienze e identità all’interno della comunità non binaria:
- Giallo: Rappresenta coloro il cui genere esiste al di fuori del binario maschile e femminile, un genere non definito in termini binari. Il giallo è spesso utilizzato per mostrare qualcosa come diverso ed indipendente.
- Bianco: Simboleggia tutti i generi o l’assenza di genere, rappresentando la presenza della luce e/o del colore.
- Viola: Rappresenta coloro che percepiscono il loro genere come qualcosa tra il maschile o il femminile, o una combinazione di mascolinità e femminilità. Il viola è il risultato della miscela dei colori tradizionalmente associati al maschile e al femminile (rosa e azzurro).
- Nero: Simboleggia le persone che si percepiscono come prive di genere.
La bandiera non binary non solo fornisce un simbolo di identità per le persone non binarie, ma serve anche a promuovere la visibilità e l’orgoglio di queste identità.
Bibliografia e risorse utili:
- Nonbinary Wiki: Una risorsa comunitaria con informazioni dettagliate sulle identità non binarie. nonbinary.wiki
- “Non Binary: Memoirs of Gender and Identity“ a cura di Micah Rajunov e Scott Duane: Una raccolta di storie personali di persone non binarie.
- “Gender Queer: Un Memoir“ di Maia Kobabe: Un romanzo grafico che esplora l’identità di genere e la sessualità.
- dossier “Le Identità Non Binarie” dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia (PDF)
- TED Talks: 1)“Understanding Non-Binary Identities“ di Fox Fisher e Owl Fisher; 2) Oltre il binario di genere – L’esistenza non-binary in Italia di Lou Ms. Femme
- Genderqueer and Non-binary genders (PDF). Meg-John Barker, Walter Pierre Bouman e Christina Richards
- Intervista a Loris Patella, sessuologo. Ci spiega il significato di non binary – Gay.it (2021)
- Bandiere della comunità LGBTQ+ – Gay.it
- Significato di LGBTQIA+ – Gay.it
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Cosa ne pensi?
Ma basta con ste categorie farlocche... Nessuno, a livello comportamentale, segue alla lettera definizioni di ruoli maschile e femminile come si intendevano nel 1858. Purtoppo per loro, anche loro sono persone normali. Il loro disperato e patologico bisogno di attenzione puo' essere curato con terapia, oppure potrebbero fare qualcosa di notevole per farsi notare. Basta anche fare volontariato. Non e' indispensabile essere antipatici e scardinati.