Un gatto cucciolo colpito da un proiettile in piombo, sparato intenzionalmente con un’arma ad aria compressa. E, cinque giorni prima, la scomparsa dell’altra gatta di casa. È quello che hanno vissuto Andrea e Saverio, una coppia gay residente a Melzo, in provincia di Milano. A contattare la redazione di Gay.it è stato Saverio, che ha segnalato i due episodi chiedendo attenzione pubblica sul caso.
Il primo evento risale al 4 aprile: la gatta Penelope esce per la sua solita passeggiata nel giardino di proprietà e non torna più. Il 9 aprile, nel pomeriggio, tocca al gatto Hermes, cucciolo di meno di un anno, rientrare a casa gravemente ferito. L’intervento veterinario urgente, con estrazione del proiettile e accertamenti diagnostici, ha permesso di salvarlo, ma le sue condizioni restano incerte. “Ha superato le prime due notti“, racconta Saverio, “ma non sappiamo ancora se avrà danni permanenti. Dobbiamo ancora attendere qualche settimana, è molto probabile di sì“.
I veterinari hanno chiarito che solo la distanza ha evitato il peggio: “L’unica cosa che ha salvato il nostro gatto è stata la distanza dalla quale è stato sparato il proiettile“, spiega Saverio. “Se fosse stato sparato da più vicino, il gatto sarebbe morto sul colpo. Un’arma di questo tipo può uccidere tanto un animale, quanto una persona“.
La coppia ha presentato denuncia ai Carabinieri. Il proiettile, in piombo, è stato acquisito agli atti insieme ai referti veterinari. Saverio solleva anche un tema legato all’arma: se si trattasse di un’arma soggetta a obbligo di denuncia e questa non fosse stata dichiarata, ci sarebbe un’ulteriore aggravante.
Quanto al movente, Andrea e Saverio hanno dei sospetti. Nelle vicinanze sembrerebbero sentirsi galline e polli, suggerendo la presenza di un pollaio in zona residenziale, attività non consentita in un contesto urbano. “Perché è successo solo ai nostri animali?“, chiede Saverio. “Perché hanno sparato al nostro gatto? Perché hanno fatto sparire la nostra gatta? Qualcosa in questa storia non torna“.

Non viene esclusa una matrice discriminatoria: “Siamo una coppia gay e non possiamo escludere un possibile movente discriminatorio o intimidatorio“, ci spiega Saverio nella sua prima email di contatto alla redazione.
Contattata quindi da Gay.it, la coppia ha spiegato che vive nel quartiere da gennaio 2024 e riferisce di non aver subito in precedenza episodi di omofobia manifesta, ma di aver registrato altri casi di maltrattamento di animali nella zona. “Con questi due eventi successi nel giro di una settimana, mi sembra una chiara presa di posizione di qualcuno che ha qualcosa contro di noi e contro i nostri gatti“.
“Ad oggi, non ci sentiamo più sicuri nel nostro contesto abitativo“, conclude Saverio. La coppia sta valutando ulteriori iniziative, tra cui una petizione e una raccolta fondi.


