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Francia, la legge che insegna il rispetto per gli animali a scuola non è ancora applicata

Sui social italiani circola come una buona pratica già in atto. In realtà è una norma del 2021 ancora ferma sulla carta, mentre in Italia il ddl Valditara limita persino l'educazione affettiva.

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La notizia circola sui social con tono di rassicurazione acchiappalike: in Francia, nelle scuole, i bambini imparano a prendersi cura degli animali come parte del percorso educativo. Empatia, responsabilità, rispetto per gli esseri viventi. Un’idea semplice e di grande valore, dicono i post sui social italiani di questi giorni. Che celebrano le soluzioni altrui come migliori delle nostre.

Peccato che la realtà sia più complicata. Ma anche più interessante.

La legge esiste, e non smentisce i buoni auspici. Il 30 novembre 2021 la Francia ha approvato la L. 2021-1539, che ha modificato l’articolo L312-15 del Codice dell’Educazione introducendo, tra gli altri, un obbligo specifico: l’insegnamento morale e civico deve sensibilizzare gli alunni, dalla scuola primaria al liceo, al rispetto degli animali da compagnia, presentati esplicitamente come esseri senzienti, e deve contribuire alla prevenzione di ogni forma di maltrattamento.

Più che lezioni di pet care, come ha scritto qualcuno in tono sprezzante, la norma d’Oltralpe è un obiettivo. Integrato in un insegnamento già esistente, con una collocazione precisa nel curriculum e una base normativa pubblica (verificabile qui).

Nel Codice dell’Educazione, il rispetto e l’empatia per gli animali domestici sono inseriti in un quadro di raccomandazioni di educazione civile e morale che comprende, tra gli altri obiettivi, la formazione ai valori repubblicani, la tutela dei diritti dell’infanzia, l’inclusione delle persone con disabilità, l’uso critico e responsabile di internet e la lotta al bullismo scolastico. Il tema animali arriva per ultimo, quasi in coda: un’aggiunta significativa sul piano simbolico a un impianto già denso, il che spiega in parte perché la sua attuazione concreta nelle classi sia rimasta, fino ad oggi, in sospeso. Purtroppo.

La norma francese infatti, a distanza di anni, non risulta ancora applicata. Due rapporti parlamentari successivi all’approvazione della legge hanno constatato la stessa mancanza: l’assenza di moduli specifici di sensibilizzazione all’etica animale nelle classi. Tra il 2023 e il 2024, più parlamentari hanno interpellato per iscritto il Ministero dell’Educazione nazionale sul punto. Il Senato francese, nella sua relazione sull’applicazione della legge, ha raccomandato esplicitamente di aggiornare le istruzioni ministeriali per tradurre finalmente in pratica quanto previsto dalla norma. Il potere legislativo (parlamento, cuore della democrazia) chiede al potere esecutivo (il governo, strumento della democrazia) di applicare la legge che lo stesso parlamento (in rappresentanza del popolo) ha approvato.

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I post social di queste ore che circolano in Italia, dunque, non sono una fake news: descrivono un’intenzione reale, sancita per legge. Ma la trasformano in una realtà già operativa, consolidata, diffusa nelle scuole. Ma in Franca questa norma non è purtroppo ancora esecutiva. È il meccanismo del “wholesome content” che circola senza verifica: una buona idea presentata come un fatto compiuto, quando è ancora un cantiere aperto.

La fonte della notizia rilanciata in Italia sui social è, guarda caso, un sito rivolto al mondo della scuola, noto per fare anche disinformazione su temi LGBTIQ+. Il tentativo è quello di un racconto sminuente, che spinga il ragionamento a ciò che una certa frangia anti-woke presenta come il “paradosso” di paragonare il rispetto per gli animali all’educazione sessuo-affettiva tra bambini.

E invece è proprio questo il punto. L’empatia e il rispetto per gli animali, come le scienza educative spiegano da anni, sono preziose nell’insegnamento del confronto con chi è altro, e del rispetto delle altrui caratteristiche, esigenze, preferenze, attitudini, individualità, identità.

La distanza tra una legge approvata e una legge applicata è spesso il territorio nel quale, in democrazia, si gioca la partita della qualità reale della vita dei cittadini. Approvare una norma è il primo passo, non l’ultimo. In questo caso servono istruzioni ministeriali, formazione degli insegnanti, strumenti didattici. In Francia lo sanno e il dibattito è aperto da anni su come si possa rendere concreta la raccomandazione sul rispetto verso gli animali.

In Italia siamo su un altro pianeta: l’attuale maggioranza di destra ha approvato alla Camera il ddl Valditara che vieta l’educazione affettiva a scuole materna ed elementari e la obbliga al consenso genitoriale per medie e superiori. Se in Francia si discetta sull’applicazione della norma di insegnamento al rispetto degli umani verso gli animali, in Italia non siamo ancora sicuri che sia giusto insegnare il rispetto tra umani, mentre la propaganda si affaccenda con solerzia a bollare il tentativo francese come una deriva woke che mescola animali e bambini.

Il tilt disordinato e caotico intorno a questa vicenda è presto riassunto: chi in Italia agita la legge francese come prova di un’agenda woke che accosterebbe animali e bambini è la stessa frangia politica che si oppone a qualsiasi norma sull’educazione al rispetto tra bambini.

© Riproduzione riservata.

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