Udine, gli Alpini rifiutano il Pride nello stesso giorno: “Noi incompatibili”. FVG Pride cambia data “per responsabilità verso la comunità”

Polemica a Udine tra Alpini e FVG Pride 2026 sulla data del 26 settembre. Il corteo LGBTQIA+ viene rinviato: “In uno Stato democratico non esistono soggetti che decidono chi può esserci”.

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Gli Alpini non vogliono sfilare nello stesso giorno del FVG Pride: cambia la data del corteo LGBTQIA+
Gli Alpini non vogliono sfilare nello stesso giorno del FVG Pride: cambia la data del corteo LGBTQIA+
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A Udine scoppia il caso tra Alpini e FVG Pride 2026. La sovrapposizione tra la storica sfilata delle penne nere e il corteo LGBTQIA+ previsto inizialmente il 26 settembre ha acceso una dura polemica, conclusa con la decisione del Pride di cambiare data. Dopo giorni di tensioni, lettere ufficiali e prese di posizione pubbliche, gli organizzatori del Pride hanno annunciato la loro scelta, spiegando che non nasce da un’imposizione istituzionale ma da “un’assunzione di responsabilità verso la nostra comunità”.

Alpini contro FVG Pride, foto OverlandChannel
Alpini contro FVG Pride, foto OverlandChannel

Il nodo delle date: prima la richiesta degli Alpini, poi quella del FVG Pride

Secondo quanto riportato dal Fatto Quotidiano, il 3 dicembre scorso la sezione Alpini di Udine aveva presentato al Comune richiesta ufficiale per organizzare la propria sfilata nelle giornate del 26 e 27 settembre, ottenendo l’accoglimento della domanda e la definizione del percorso con il coinvolgimento della Prefettura.

Successivamente sarebbe arrivata la richiesta del FVG Pride ODV di organizzare il corteo proprio il 26 settembre. Da qui l’apertura del caso: due eventi diversi, nella stessa città e nello stesso giorno.

Il presidente degli Alpini di Udine, Mauro Ermacora, avrebbe scritto al sindaco chiedendo una scelta netta da parte dell’amministrazione comunale tra le due manifestazioni.

Gli Alpini: “Incompatibili col Pride”

La frase che ha fatto più discutere riguarda il contenuto della lettera inviata al Comune. Il presidente della sezione Alpini avrebbe definito la propria associazione “assolutamente non compatibile con la posizione del FVG Pride”.

Sempre secondo quanto emerso, nella comunicazione si leggeva che gli Alpini, “per motivi storici, morali e statuari”, non riuscivano “a trovare nemmeno un millimetro quadrato di sovrapposizione” con il corteo arcobaleno.

Parole che hanno immediatamente innescato la polemica, perché sembrano spostare il confronto dal piano logistico a quello valoriale e identitario.

Il Comune di Udine: “Garantiamo il rispetto delle libertà di tutti”

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Alberto Felice De Toni, dal canto suo ha provato a stemperare il clima. Il messaggio emerso da Palazzo comunale è stato quello della tutela del diritto di tutte le realtà coinvolte a manifestare.

La posizione del Comune è stata sintetizzata nella volontà di “garantire il rispetto delle libertà di tutti”, respingendo l’idea di una contrapposizione tra eventi o diritti concorrenti.

Un chiarimento importante anche alla luce di alcune ricostruzioni iniziali circolate online: la modifica della data del Pride non sarebbe stata decisa dal Comune, ma dagli stessi organizzatori del corteo LGBTQIA+.

La risposta del FVG Pride: “Lo spazio pubblico appartiene a tutte e tutti”

Dura e politica la replica del FVG Pride ODV, affidata a una nota diffusa dopo l’incontro con l’amministrazione.

La presidente Alice Chiaruttini ha respinto “critiche” e “ultimatum”, rivendicando il significato originario del Pride:

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“Il Pride nasce per affermare diritti, dignità e libertà e non può essere ridotto o definito da logiche di esclusione o da visioni che negano la possibilità stessa di condividere anche solo un millimetro dello spazio pubblico”.

La nota prosegue con un principio democratico netto:

“In uno Stato democratico non esistono soggetti che possano stabilire chi può esserci e chi no”.

 

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Il Pride cambia data: “Scelta di responsabilità”

Pur contestando l’impostazione dello scontro, il FVG Pride ODV ha scelto di rinviare il corteo a una nuova data, che sarà comunicata nei prossimi giorni.

Gli organizzatori spiegano che si tratta di:

“Una scelta che nasce da un’assunzione di responsabilità verso la nostra comunità”.

Un messaggio che lascia intendere la volontà di evitare tensioni, strumentalizzazioni o possibili criticità organizzative, mettendo al centro la serenità e la partecipazione delle persone LGBTQIA+ del territorio.

La stessa organizzazione ha aggiunto di aspettarsi, proprio per questo gesto, “una risposta ancora più forte” in termini di adesione e presenza.

Il sostegno del vicesindaco

A intervenire è stato anche il vicesindaco Alessandro Venanzi, che ha ringraziato il Pride per la decisione presa.

Secondo Venanzi, si tratta di una “scelta consapevole”, capace di contribuire a “un clima di rispetto, inclusivo e senza contrapposizioni”.

Ha inoltre precisato:

“Non si tratta di stabilire priorità tra diritti o tra manifestazioni ma di creare le condizioni perché tutte possano svolgersi al meglio”.

FVG Pride 2026 resta confermato

Nonostante il cambio di data, il Pride del Friuli Venezia Giulia resta confermato per il 2026. L’evento si terrà sempre a Udine, con una nuova collocazione in calendario che sarà annunciata a breve dagli organizzatori.

Dopo le polemiche, il nuovo appuntamento del FVG Pride 2026 potrebbe ora di trasformarsi in una mobilitazione ancora più partecipata. Per molti non sarà soltanto una parata, ma una risposta collettiva a chi ritiene incompatibili visibilità LGBTQIA+ e spazio pubblico.

© Riproduzione riservata.

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