Pochi minuti in scena ma folgoranti, tanto dall’ipotizzare una nomination agli Oscar 2027 come miglior attrice non protagonista. Penelope Cruz, che la statuetta la vinse nel 2009 con Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen, si è spesa in lungo e in largo al Festival di Cannes per promuovere La bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo, film uscito dalla Croisette con 20 minuti di standing ovation al termine della première mondiale e un enorme premio alla regia per i sempre più lanciati Los Javis.

Grazie alla distribuzione Netflix negli USA, La Bola Negra potrà contare su una ricca campagna Academy, con i bookmakers che hanno già ipotizzato un’autentica pioggia di nomination per la sorprendente opera seconda dei due registi spagnoli, fino all’anno scorso fidanzati.

Penelope Cruz e la piccola ma indimenticabile parte in La Bola Negra

L’attrice, che interpreta una cantante di cabaret nella pellicola, si è confidata alla stampa spagnola durante il Festival, lodando i due registi, l’amato Pedro Almodovar con cui ha girato 7 film e Federico García Lorca, che scrisse solo quattro pagine del romanzo incompiuto a cui Calvo e Ambrossi si sono ispirati per La Bola Negra, prima di essere assassinato nel 1936.

Avevano paura di mandarmi la sceneggiatura perché si vergognavano che il ruolo fosse così piccolo. Non so se duri 15 o 20 minuti; non li ho contati e non mi interessa“, ha precisato a ElPais Penelope, rimasta colpita dal progetto e dalla profondità della scrittura dei Los Javis. Cruz desiderava inoltre cantare e ballare, cosa “non facevo in un film dai tempi di Nine”. “Prima di iniziare a fare cinema volevo fare la ballerina, ho studiato per questo, quindi quando si presentano queste opportunità, mi rendono felice”. “È un personaggio che rappresenta un sogno di libertà che nessuno dei protagonisti possiede. Nessuno di loro si sente a proprio agio dove si trova. Non sono chi vorrebbero essere, non riescono nemmeno a condividere il loro vero io con le persone a loro più care, e lei rappresenta l’opposto. Anche se conduce una vita miserabile. Cosa la salva dalla depressione? Il suo legame con l’arte, il suo desiderio di tornare a Madrid per fare arte. È stato un onore darle vita“.

Penélope Cruz da Oscar in La Bola Negra: “Non viviamo in un mondo giusto per la comunità LGBTQ+" - La Bola Negra e gia cult queer il film dei Los Javis con Lorenzo Zurzolo. Essere queer in 3 diverse ere - Gay.it
La bola negra di Javier Ambrossi e Javier Calvo

La Bola Negra, che verrà distribuito in Italia da Movies Inspired probabilmente a inizio 2027, è la storia di tre uomini gay, le cui vite sono intimamente intrecciate attraverso la sessualità e il desiderio, il dolore e l’eredità, in tre epoche diverse: 1932, 1937 e 2017. Un dramma audace e straziante, ambientato sullo sfondo della Guerra Civile Spagnola e della sua eredità ancora viva.

Ossessionata da Lorca, Penelope è tornata sull’omosessualità a lungo negata dello scrittore spagnolo. “Bisogna davvero voltarsi dall’altra parte per non notare l’omosessualità di Lorca, perché è presente in ogni suo scritto, in ogni riflessione sull’identità, persino sul pericolo. Anche se non usa personaggi femminili”.

Penelope Cruz icona e alleata della comunità LGBTQIA+

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Penélope Cruz da Oscar in La Bola Negra: “Non viviamo in un mondo giusto per la comunità LGBTQ+" - penelope cruz - Gay.it

Cruz si è poi soffermata sul tema dei diritti, con quelli della comunità LGBTQIA+ intrecciati sempre più alla lotta femminista, perché l’intersezionalità è diventata centrale. Quando il movimento MeToo è esploso l’attrice ha partecipato all’iniziativa Time’s Up a sostegno delle vittime. “Comunque la si chiami, questa lotta deve continuare, per tutta la vita. Non abbiamo ancora raggiunto un punto in cui possiamo rilassarci, come se tutto fosse risolto. O come quando mi chiedono, come è successo oggi, quanto sia curioso che tre film con protagonisti gay siano stati presentati consecutivamente a Cannes. Ho risposto che provo la stessa sensazione di quando mi chiedono in ogni festival cosa penso del numero di film diretti da uomini rispetto a quelli diretti da donne. A prima vista possono sembrare questioni diverse, ma tutto si riduce al raggiungimento di un giorno in cui la giustizia sarà veramente fatta e ci saranno vera uguaglianza e rispetto. Finché queste domande continueranno a essere poste, sarà segno che non siamo dove dovremmo essere, che non viviamo in un mondo giusto né per la comunità LGBTQ+ né per le donne. C’è ancora molta strada da fare e ci muoviamo molto lentamente“.

Da Pedro Almodovar ai Los Javis

Penélope Cruz da Oscar in La Bola Negra: “Non viviamo in un mondo giusto per la comunità LGBTQ+" - Carmen Maura e Penelope Cruz in Volver © El Deseo 2005 - Gay.it
Carmen Maura e Penelope Cruz in Volver – © El Deseo 2005

In conferenza stampa a Cannes Penelope Cruz si è soffermata sul lungo sodalizio cinematografico con Pedro Almodovar, diventato nel tempo suo grandissimo amico, tanto da sentirsi al telefono quasi tutti i giorni. “Sono stata molto fortunata ad aver lavorato con Almodóvar per così tanto tempo. Ho girato sette film con lui. È stato il mio mentore in molti modi. Ricordo che da adolescente guardavo in tv le sue interviste e mi chiedevo perché non fosse il presidente della Spagna. Fin da quando avevo 12 anni è sempre stato un modello importante per me, oltre ad essere un regista geniale“. 
 L’attrice si è infine definita una grande fan dei Los Javis, sin dal loro primo film “La llamada“, uscito nel 2017: “Ho scoperto questa storia, ho sentito che era molto più importante di un semplice film. Lo dico sempre, non siamo pazzi, sappiamo che i film non possono cambiare il mondo, ma possono contribuire, in alcuni casi, a migliorare le cose, a riaccendere dibattiti importanti, a toccare i cuori in un modo che risveglia qualcosa, soprattutto nelle giovani generazioni. Quando vedo persone lottare per diritti che non dovrebbero mai essere messi in discussione, sento il bisogno di incanalare questo impegno in qualche modo. E per fortuna sono riuscita a farlo nei film che ho realizzato“.

52enne dal 201o sposata con Javier Bardem, Penelope Cruz ha vinto fino ad oggi un Premio Oscar e un BAFTA, tre premi Goya su quattordici candidature, un David di Donatello, un European Film Award, una Coppa Volpi alla Mostra del Cinema di Venezia e un Prix d’interprétation féminine al Festival di Cannes.

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