Un prete di 69 anni della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, in provincia di Lecce, è stato posto agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nell’ambito di un’inchiesta su presunti abusi sessuali ai danni di uno studente minorenne. Secondo quanto appreso da Repubblica, la misura cautelare è stata eseguita dagli agenti della Squadra mobile di Lecce su ordinanza del gip Francesco Valente, dopo la denuncia presentata dalla madre del ragazzo.
La vicenda, ancora al vaglio della magistratura, riguarda episodi che sarebbero avvenuti nella sacrestia di una chiesa, durante momenti presentati come confessioni e benedizioni propedeutiche “per allontanare Satana”.

Prete arrestato in Salento: cosa emerge dall’inchiesta
Secondo quanto ricostruito, la presunta vittima sarebbe uno studente di scuola superiore che si era rivolto al sacerdote perché convinto di essere posseduto dal demonio.
Il ragazzo non sarebbe stato un frequentatore assiduo della chiesa, ma avrebbe manifestato la convinzione di avere bisogno di una benedizione “su tutto il corpo” per scacciare il male. Proprio nella sacrestia, durante incontri legati alla confessione e alla benedizione, si sarebbero verificati gli abusi contestati.
Gli episodi al centro dell’indagine, secondo le informazioni riportate, sarebbero tre: il 30 novembre scorso, il 22 aprile e l’8 maggio. La Procura ha ritenuto sufficientemente gravi gli elementi raccolti da chiedere una misura cautelare, poi accolta dal gip.
Il sacerdote è stato collocato ai domiciliari con braccialetto elettronico “per la gravità delle condotte e per il rischio dell’indagato di reiterare nel reato”, come riportato dalla ricostruzione del caso.
La denuncia della madre e l’avvio delle indagini
A far partire l’inchiesta sarebbero state le confidenze del ragazzo alla madre. La donna, dopo aver ascoltato il racconto del figlio, si è presentata in commissariato per denunciare il sacerdote, in passato anche insegnante di religione.
Il fascicolo è affidato alla pm Erika Masetti. Tra gli accertamenti previsti ci sarebbe anche il sequestro del telefono del prete, con l’obiettivo di verificare l’eventuale presenza di messaggi, foto o video utili a confermare o smentire il racconto del minorenne.
La fase investigativa resta dunque aperta. Gli inquirenti, secondo quanto emerso, vogliono approfondire il passato del sacerdote e ricostruire i suoi rapporti con altri parrocchiani, per escludere o accertare eventuali ulteriori episodi.
Il sacerdote, assente dalla parrocchia da alcuni giorni, sarebbe stato temporaneamente sostituito. Nelle scorse ore è comparso davanti al gip al Palazzo di giustizia di Lecce per l’interrogatorio di garanzia.
La difesa del sacerdote: “Una benedizione speciale su tutto il corpo”
Durante il confronto con il giudice, il sacerdote ha respinto le accuse. Secondo la sua versione, il ragazzo avrebbe manifestato un profondo disagio personale e avrebbe più volte parlato di suicidio perché “la vita, per lui, era triste”.
Il religioso avrebbe inoltre sostenuto che il giovane si dicesse convinto di essere posseduto dal demonio e che fosse stato lui a chiedere un “rito di purificazione”. In quel contesto, il sacerdote si sarebbe offerto di “fare una benedizione speciale su tutto il corpo”, negando però che il suo comportamento sia mai sfociato in atti sessuali o in condotte equivocabili.
La difesa è rappresentata dall’avvocato Mario Serafini, che dovrebbe presentare un’istanza per chiedere la revoca della misura cautelare. Sarà la magistratura, sulla base degli elementi raccolti e degli ulteriori accertamenti, a chiarire il quadro dei fatti.
In questa fase, è necessario ricordare che il sacerdote è indagato e che le accuse dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. Allo stesso tempo, la misura cautelare disposta dal gip segnala la gravità con cui la Procura valuta gli elementi finora emersi.
La nota della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca
Sulla vicenda è intervenuta anche la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, che ha diffuso una nota esprimendo “profondo dolore nell’apprendere il presunto coinvolgimento di un proprio presbitero in fatti integranti il delitto di abuso” sessuale su un ragazzo minorenne.
La diocesi ha manifestato “vicinanza e attenzione verso il giovane e la sua famiglia” e ha chiesto “perdono per eventuali responsabilità del presbitero”.
Nella stessa nota, la diocesi afferma di confidare “nell’operato della magistratura” e assicura “la massima disponibilità e collaborazione nella verifica dei fatti, in conformità alle procedure previste e alla normativa canonica”. L’auspicio espresso è quello di arrivare “al più presto” al chiarimento della “dolorosa vicenda”.
Parole che arrivano mentre il caso continua a produrre forte turbamento nella comunità locale e nella diocesi, chiamata ora a confrontarsi con un’indagine delicatissima, che coinvolge un sacerdote e un ragazzo minorenne.
Il caso salentino si inserisce in un contesto più ampio, segnato negli ultimi anni da numerose denunce di abusi sessuali all’interno della Chiesa cattolica e da una crescente richiesta di trasparenza, responsabilità e tutela delle vittime.
Nel caso specifico, secondo la ricostruzione dell’inchiesta, il ragazzo avrebbe cercato aiuto perché convinto di essere posseduto dal demonio. Una condizione di fragilità psicologica e spirituale che, se confermata, renderebbe ancora più delicato il quadro contestato dagli investigatori.
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