Menia, il senatore di Meloni che attacca i gay: la denuncia dell’ex fidanzata

Mentre le opposizioni chiedono le sue dimissioni per l'attacco alla coppia gay in aeroporto, riemerge una vicenda del 1997: la denuncia dell'ex fidanzata per inseguimento in autostrada.

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Articolo in aggiornamento

Quasi sconosciuto fino alla scorsa settimana, il senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia è balzato agli onori delle cronache per aver attaccato una coppia gay in pubblico, in aeroporto. La cui colpa era questa: carezze e baci nella lounge Ita di Fiumicino durante una videocall con amici.

Intervistato da Il Fatto Quotidiano, Menia non ha chiesto scusa per la propria sfuriata omofoba, e l’ha rivendicata, con orgoglio, perché a suo dire “questo non va bene: vale per un uomo e una donna, un uomo e un uomo e donna con un’altra donna. Loro (gli omosessuali, ndr) non sono più uguali degli altri: in un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico”.

Parole che hanno suscitato sconcerto, con le opposizioni unite nel chiederne le dimissioni e la maggioranza di governo silente.

Roberto Menia e la denuncia del 1997 per minacce all’ex fidanzata

Ma è dal 1997 che viene a galla una storia di cronaca relativa a Roberto Menia, oggi 62enne ex MSI/AN, poi con il PdL e infine con FDI, all’epoca deputato della Repubblica, e membro del Consiglio direttivo del gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale. Una storia all’epoca dei fatti raccontata sia da Il Piccolo, principale quotidiano di Trieste, sia da la Repubblica nel suo numero del 20 febbraio 1997, che riportiamo.

Il 19 febbraio del 1997 Menia venne denunciato dal padre della sua ex fidanzata, la giornalista Rai Gabriella Fortuna.

“Alla mezzanotte del 17 gennaio una pattuglia della locale Squadra Volante interveniva, presso il casello autostradale di Udine Sud, dove la sopracitata Fortuna Gabriella riferiva alla pattuglia di essere stata seguita e minacciata dal suo ex fidanzato. Il fatto sarebbe iniziato nella città di Trieste ove l’ex fidanzato, di nome Menia Roberto, l’aveva incrociata a bordo della propria autovettura e l’aveva inseguita per le vie cittadine nel tentativo di bloccarla utilizzando il proprio veicolo”.

Così iniziava il rapporto stilato dal dirigente del commissariato di Udine, Giovanni Belmonte, inviato alla Procura della Repubblica in seguito a un esposto presentato dal padre di Gabriella Fortuna, Diomede Fortuna, come confermò all’epoca anche Repubblica.

Tornando alla ricostruzione della movimentata serata, scriveva Il Piccolo, in base ai rapporti ufficiali della polizia il fatto era continuato anche in autostrada, in direzione Udine, con “manovre spericolate” da parte di Menia, che si legge nel rapporto dell’epoca “terrorizzava” l’ex compagna. La stessa Gabriella Fortuna, in un post scriptum autografo allegato al documento di polizia, riportato da la Repubblica, scrisse: “A conferma di quanto sopra, e con riserva di ulteriori ragguagli, aggiungo che nel corso dell’inseguimento il Menia ha ripetutamente cercato (sorpassandomi e poi frenando all’improvviso) di farmi perdere il controllo della mia vettura”.

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A sinistra l'articolo dell'epoca di Repubblica - a destra Menia con il saluto romano, in primo piano l'allora segretario di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini
A sinistra l’articolo dell’epoca di Repubblica – a destra Menia con il saluto romano, in primo piano l’allora segretario di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini

Secondo il padre di Gabriella Fortuna, si leggeva sul quotidiano di Trieste, il deputato aveva manifestato in passato un “carattere violento” che era alla base della separazione. Menia chiese di incontrarla dopo la rottura, lei accettò ma in un luogo pubblico. Lui era agitato, denunciò il padre della donna, con Gabriella che andò via a bordo della sua Ford. Ed è qui che prese forma l’inseguimento in autostrada, finché la giornalista non incontrò una pattuglia della Finanza in sosta in una piazzolla. Ai finanzieri, si leggeva su Il Piccolo, la donna disse che “il suo ex fidanzato aveva cercato di spingerla fuori strada e di creare un incidente stradale fermandosi a fari spenti sull’autostrada”. Una volta raggiunta l’ex compagna davanti alla pattuglia della Finanza, Menia negò la sua ricostruzione.

“Vista l’insistenza dell’uomo nel far desistere la donna nel dichiarare i fatti, e che la presenza dello stesso recava disagio per la donna, veniva invitato ad allontanarsi; pertanto l’uomo saliva sulla sua autovettura e partiva in direzione Udine”, c’era scritto nel rapporto ripreso da Il Piccolo. Il giorno dopo il padre di Gabriella, un notaio, si era presentato in questura per la denuncia ai danni dell’allora deputato.

Interpellato all’epoca da la Repubblica, Menia dichiarò: “Sono allibito che sia uscita questa notizia. Non so veramente che cosa dire e non ho proprio voglia di parlare. Penso di essere abbastanza intelligente per risolvere certe questioni in modo normale”.

La notizia uscì, perché ci fu la denuncia. Oggi quel deputato è il senatore di Fratelli d’Italia che attacca le coppie gay in aeroporto per carezze e baci pubblici.


Nota della redazione: Non è noto come si sia concluso il procedimento giudiziario seguito alla denuncia del 1997 e se ci sia stato procedimento giudiziario. I fatti riportati in questo articolo sono tratti da fonti giornalistiche dell’epoca — la Repubblica del 20 febbraio 1997 e Il Piccolo di cui alleghiamo scansione — nonché dal rapporto ufficiale della Squadra Volante di Udine. Gay.it si riserva di aggiornare l’articolo ove emergessero dettagli sulla vicenda.

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