Nell’Italia del governo Meloni può capitare che un senatore di Fratelli d’Italia, Roberto Menia, attacchi una coppia gay in pubblico, in aeroporto.
62enne ex MSI/AN, poi con il PdL e infine con FDI, Menia si è scagliato contro una coppia di ragazzi che in videochiamata con amici si stava semplicemente scambiando dei gesti d’affetto, all’interno della lounge Ita di Fiumicino, senza infastidire nessuno.
“Questo è un posto pubblico, non potete fare quello che volete. Basta, le effusioni fatevele a casa vostra, non qui”, ha urlato il senatore nei confronti dei due quarantenni, rimasti scioccati. Dopo aver protestato, la coppia è stata costretta a chiamare gli assistenti della lounge Ita di Fiumicino, che non hanno però cacciato il senatore di Fratelli d’Italia, tanto da costringere il capogruppo del M5s Luca Pirondini, anch’egli presente, a frenare il collega: “Gli ho detto che non doveva azzardarsi a dire cose del genere a una coppia di ragazzi che erano seduti al tavolo e non facevano niente di male, l’omofobia nel nostro Paese non è ammessa”, ha raccontato il senatore pentastellato a Il Fatto Quotidiano. Ad andarsene, dopo un po’, sono stati proprio i due quarantenni, indignati per quanto avvenuto.
Roberto Menia rivendica l’attacco a coppia gay
Roberto Menia, dal canto suo, non si è pentito di nulla, rivendicando il proprio comportamento. “Avevo questi due signori seduti vicino alla lounge ma a me da ragazzino hanno insegnato l’educazione”, ha detto a Il Fatto. “Che quando sei all’aeroporto o al bar, non ti sbaciucchi non ti tocchi. E invece loro si mostravano a tocchettarsi e a baciarsi a vicenda. Questo non va bene: vale per un uomo e una donna, un uomo e un uomo e donna con un’altra donna. Loro (gli omosessuali, ndr) non sono più uguali degli altri: in un posto pubblico bisogna comportarsi come ci si comporta civilmente in un luogo pubblico“. Come se nell’Italia di Menia le coppie eterosessuali non si scambino baci ovunque, dall’aeroporto alla spiaggia, dal ristorante alla strada, senza che giustamente nessuno gli dica niente. Secondo il senatore i due uomini da lui attaccati lo avrebbero insultato (“mi hanno detto ‘crepa’, ‘ti venga un tumore’”), perché “sono abituati a fare vittime. Lei quando va con il suo ragazzo o la sua ragazza in pubblico cosa fa, si tocca? Erano tocchi continui. Hanno infastidito diversi. In molti mi hanno detto: ‘Bravo hai fatto bene’”.
Roberto Menia ha da sempre posizioni politiche fortemente conservatrici in materia di diritti civili. Si oppone al matrimonio egualitario e all’adozione per le coppie dello stesso sesso ed è stato promotore di battaglie per la tutela della famiglia tradizionale e contro la gestazione per altri, appoggiando iniziative di “Pro Vita & Famiglia”. Tra le sue attività da senatore nella corrente legislatura si ricordano i DDL come primo firmatario per il ripristino della festività nazionale del 4 novembre, per il riconoscimento dell’italiano come lingua ufficiale della Repubblica, per la promozione della conoscenza della tragedia delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata nelle giovani generazioni e per estendere la capacità giuridica dal nascituro al feto. Un DDL antiabortista, quest’ultimo, disconosciuto persino dalla ministra Eugenia Roccella.

