Pride Night, i giocatori dei San Francisco Giants con i versetti biblici sui cappellini arcobaleno. È polemica

Profondo imbarazzo per quanto fatto da Landen Roupp, JT Brubaker e Ryan Walker. L'ammonimento della Major League Baseball e la replica del repubblicano Josh Hawley, che ha parlato di "modello di discriminazione" nei confronti dei giocatori cristiani.

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Ha fatto non poco clamore tra i fan del baseball quanto avvenuto durante l’ultima partita dei San Francisco Giants, attesissima Pride Night del club, a causa di alcuni giocatori che hanno deciso di scendere in campo con dei versetti biblici appositamente scritti sui cappellini rainbow indossati in campo.

L’ammutinamento dei Giants

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Come riportato da NBC Sports Bay Area, Landen Roupp ha modificato il proprio cappellino con loro arcobaleno con la scritta “Genesi 9:12-16“, che narra la storia dell’alleanza di Dio con Noè dopo il diluvio universale, includendo la mitologia giudeo-cristiana dell’arcobaleno. Il versetto recita:

Dio aggiunse: «Vi do un segno dell’alleanza che stabilisco fra me e voi e tutti gli esseri viventi che sono con voi e per tutte le loro generazioni in futuro: pongo il mio arco tra le nubi. Sarà il segno dell’impegno che prendo verso il mondo. «Quando io accumulerò nubi sopra la terra, apparirà l’arcobaleno e io mi ricorderò della promessa fatta per voi e per tutti i viventi, a qualunque specie appartengano: le acque non scateneranno più il diluvio e non distruggerò mai più ogni vivente. Vedrò apparire l’arcobaleno nelle nubi e non dimenticherò il patto stabilito per sempre tra me e tutti gli esseri viventi nel mondo, di ogni specie”.

Tempestato di domande a fine partita, Roupp ha provato così a giustificarsi: “Si tratta semplicemente del patto di Dio e di una promessa che fa a tutti noi, della sua fedeltà e della sua misericordia”. “È qualcosa in cui credo fermamente e sono grato di vivere in un Paese dove abbiamo la libertà di credere in ciò che vogliamo… ed esprimere ciò che vogliamo“. Roupp ha ammesso di non aver mai scritto prima quel versetto sul suo cappellino, ma ha respinto l’ipotesi che l’aver atteso proprio la Pride Night avesse motivazioni anti-LGBTQ+. “Come dice il versetto, l’arcobaleno è un simbolo dell’alleanza di Dio con noi e del nostro impegno, come credenti, a rimanere saldi in essa. Non c’è alcun odio. È semplicemente ciò in cui credo e ciò che rappresento. Credo in Dio, e questo sono io“. Un giornalista ha poi chiesto a Roupp come avrebbe reagito se qualcuno della comunità LGBTQ+ si fosse sentito offeso dal versetto biblico inciso sul cappello durante la serata del Pride.

“Prima di tutto, da credente, li incoraggerei a leggere la Bibbia”, ha risposto Roupp. “Credo che Dio mi abbia benedetto in tanti modi e non penso che sarei qui adesso se non fosse per Lui. Quindi, come ho detto, non c’è alcun odio in tutto questo, sapete, viviamo in un Paese dove ognuno è libero di credere in ciò che vuole. C’è libertà di parola e cose del genere, quindi questo è tutto ciò che ho da dire al riguardo. Sono solo grato a Dio per avermi messo in questa situazione e per poter uscire e condividere il Suo Regno”.

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Ma anche altri due giocatori dei Giants hanno indossato versetti biblici sui loro cappellini, come riportato da The Athletic, via Them.Us. JT Brubaker ha incluso una sezione più breve dello stesso versetto, “Gen 9:13-15”, mentre Ryan Walker lo ha indossato sul lato del cappellino. Brady Klopfer, produttore di The McCovery Chronicles, ha espresso tutta la propria delusione per la trovata dei Giants, criticando in particolar modo Roupp per aver negato “l’odio” nel suo gesto.

Certo, nessun odio, Landen“, ha scritto Klopfer. “Solo tanta insicurezza da non poter indossare un cappello con qualche colore senza doverlo deturpare. Un uomo grande e forte spaventato da un piccolo arcobaleno. È difficile concepire una mascolinità così profonda“. Klopfer ha confessato di non ricordare che una trovata simile fosse mai accaduta nel corso delle precedenti Pride Night, sottolineando come l’omofobia sia prepotentemente riemersa nel corso della seconda amministrazione Trump. Ha definito la serata “bigotta e imbarazzante”. “In una serata dedicata alla celebrazione della comunità LGBTQ+ – che, inutile dirlo, rappresenta una fetta di popolazione piuttosto significativa ovunque, ma soprattutto a San Francisco – i Giants hanno invece lanciato un messaggio forte e chiaro: non tutti sono benvenuti (anche se, ovviamente, sono più che benvenuti a spendere qualche centinaio di dollari in biglietti e birra a prezzi esorbitanti)”. “I Giants continuano a trovare il modo di mettersi in ridicolo e da eluderci. Speriamo che la prossima volta si limitino al baseball“.

I giornalisti hanno chiesto al manager dei Giants, Tony Vitello, se avesse discusso quanto sarebbe poi accaduto con i lanciatori prima della partita. “Non proprio. Voglio dire, sapevo in generale che ognuno è libero di fare ciò che ritiene meglio”.

L’amminimento della Major League Baseball e le ‘scuse’ dei Giants

I tre giocatori dei Giants hanno ricevuto un avvertimento ufficiale della Major League Baseball, che ha comunicato loro come un comportamento simile non sarà più tollerato. “La scritta sul cappellino viola le nostre regole e, come di consueto, abbiamo avvertito i giocatori riguardo a future violazioni“, ha dichiarato Pat Courtney, responsabile della comunicazione della MLB, a The Athletic. “Per essere chiari, questo avvertimento verbale di routine a non indossare il cappellino nelle partite future non è disciplinare e non ha assolutamente nulla a che fare con il contenuto del messaggio”. “Rispettiamo il diritto dei giocatori alla libertà di espressione. … Abbiamo dato lo stesso avvertimento numerose volte in passato ai giocatori per messaggi come ‘Papà’, ‘Buona festa della mamma, ti voglio bene mamma’ e nomi di familiari“.

I Giants, tramite il San Francisco Standard, hanno dichiarato: “I San Francisco Giants sono orgogliosi di sostenere il Pride Night e la comunità LGBTQ+. Il baseball dovrebbe essere un luogo in cui tutti si sentano benvenuti, rispettati e valorizzati. Rispettiamo anche le scelte personali dei singoli giocatori riguardo alla partecipazione alle iniziative della squadra. Comprendiamo che le scelte dei singoli giocatori abbiano causato dolore e rabbia a molti membri della comunità LGBTQ+ e ci scusiamo per questo. Tali scelte non cambiano l’impegno della nostra organizzazione per l’inclusione, il senso di appartenenza e la creazione di un ambiente accogliente per tutti. Rimaniamo grati ai nostri tifosi, partner, dipendenti, giocatori e allenatori che contribuiscono a rendere il Pride Night una celebrazione significativa“.

A seguito dell’avvertimento della Major League Baseball ai tre giocatori dei San Francisco Giants, il senatore repubblicano Josh Hawley ha scritto una lettera al commissario Rob Manfred esprimendo preoccupazione per quello che ha definito un “modello di discriminazione” nei confronti dei giocatori cristiani.

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