Sabato 6 giugno il Trastevere Stadium di Roma ha ospitato il “Pride Match”, triangolare di calcio promosso da Lupi Roma, Nazionale Giornalisti e Trastevere Calcio, con il sostegno di Roma Capitale e della Lega Nazionale Dilettanti e la partnership di Roma Pride, Corsa di Miguel, Ufficio Outsport di AiCS e Gaynet. Tra i presenti all’evento Fabio Canino, showman ma anche autore nel 2019 del romanzo dedicato a una storia d’amore nel mondo del calcio dal titolo “Le parole che mancano al cuore”.
Un Calcio all’omobitransfobia nello sport
Il Pride Match di Roma è nato per celebrare il Pride Month attraverso lo sport, traendo ispirazione dal Pride Match di Seattle che il 28 giugno vedrà coinvolti Paesi dichiaratamente omobitransfobici come Iran ed Egitto, nel corso del mondiale di calcio 2026. Al cospetto di circa 100 tifosi, che sono entrati in campo durante l’intervallo per giocare con le bombe d’acqua, il triangolare dell’Orgoglio è stato caratterizzato da tre partite.
Giornalisti – Trastevere, finita 0-1; Lupi – Trastevere, finita 0-2; e infine Lupi – Giornalisti, finita 4-4. Il Trastevere Calcio, che milita in serie D, quarta divisione del campionato italiano, ha così conquistato la giornata di festa davanti ai Giornalisti e ai Lupi Roma, associazione di sport e cultura contro tutte le discriminazioni e per l’inclusione sociale, affiliata ad AICS (riconosciuta dal CONI), OPES e CSI (Centro Sportivo Italiano). Nata come associazione sportiva dilettantistica, Lupi Roma Outsport promuove cultura, aggregazione ed educazione attraverso lo sport. Nel corso della giornata c’è stato spazio anche pr l’esibizione musicale di Anna Koshkina, artista e attivista russa.
A presentare l’evento Rosario Coco, Presidente Gaynet e Coordinatore Uff. Outsport di AiCS, con Fabio Canino, attore, autore, conduttore, speaker radiofonico e storico giudice di Ballando con le Stelle, che ha ricordato come l’omosessualità nel calcio sia ancora oggi un tabù, facendo riferimento proprio al romanzo pubblicato nel 2019. “Le Parole che mancano al cuore, presentato anche al Parlamento europeo, non ha ancora trovato un produttore disposto a farci un film o una serie tv. Mi dicono tutti “bellissima la storia, ma sai in Italia”. Altrove fanno le serie con gli hockeisti queer, ma ci arriveremo anche noi. Dicono che gli italiani non siano pronti, ma sono i politici a non esserlo”. Canino è stato celebrato con una targa speciale, da lui dedicata a “tutti i calciatori e calciatrici che non hanno ancora avuto la possibilità di raccontare il proprio amore LGBTQIA+”.
Marilena Grassadonia, Coordinatrice Politiche Diritti LGBT+ di Roma Capitale”, si è detta “molto orgogliosa di questa iniziativa e della campagna di comunicazione che è partita in città: la promozione di una cultura dei diritti, passa anche attraverso la diffusione di immagini che parlano di come anche le persone LGBTQIA+ vivono e praticano lo sport. Roma Capitale continuerà a fare la sua parte”.
Gabriele Mangion, presidente di Lupi Roma, ha aggiunto a Gay.it:
“Il calcio è lo sport più amato e seguito in Italia, ma purtroppo è anche un ambiente dove i tabù, gli stereotipi machisti e le discriminazioni sono ancora troppo radicati, sia sugli spalti che dentro gli spogliatoi. C’è un disperato bisogno di cambiare rotta, e iniziative come il Pride Match servono proprio a questo: a dimostrare che un altro calcio è possibile. Con i Lupi Roma lavoriamo ogni giorno per un obiettivo semplice ma rivoluzionario: rendere il campo di gioco uno spazio sicuro e accessibile a tutti e tutte, senza distinzioni di orientamento sessuale o identità di genere. Vogliamo abbattere i pregiudizi e far sì che chiunque ami questo sport, anche chi non dimostra grandi capacità tecniche, possa giocarlo e viverlo a testa alta. Il calcio deve unire, non escludere: il nostro gol più grande sarà quando non ci sarà più bisogno di spiegare perché l’inclusione è un diritto di tutti.”
