Arieti gay salvati dal macello: Rainbow Wool ha aiutato quasi 2.000 persone a fuggire dall’omofobia

Rainbow Wool, la fattoria degli arieti gay nata con Grindr, ha aiutato quasi 2.000 persone a fuggire dall'omofobia: la storia continua dopo il lutto di Stücke.

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Arieti gay
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A novembre 2025 avevamo raccontato la sfilata newyorchese “I Wool Survive”, nata dalla collaborazione tra Grindr e Rainbow Wool, la fattoria tedesca che salva dal macello gli arieti omosessuali.

A distanza di qualche mese, in un’intervista esclusiva a People, il fondatore Michael Stücke e la sua collaboratrice Nadia Leytes raccontano il prosieguo di quella storia: un bilancio umano enorme e un lutto che ha segnato profondamente il progetto.

Arieti gay
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Arieti gay: un gregge nato per salvare vite

Rainbow Wool nasce nel 2023 dall’idea di Nadia Leytes, che lavora in pubblicità ed è originaria della Russia, paese dove l’omosessualità resta fortemente discriminata.

Leytes scopre che gli arieti che si rifiutano di accoppiarsi con le femmine, circa l’8% del totale secondo le stime scientifiche, vengono considerati improduttivi dagli allevamenti tradizionali e finiscono al macello.

Ne parla con l’amico Michael Stücke, pastore tedesco di Löhne che alleva pecore dal 1995, e insieme decidono di recuperare questi animali invece di lasciarli morire.

Il progetto diventa presto una missione condivisa anche con Johan, marito di Michael Stücke, conosciuto nel 2005. Per accertarsi che gli arieti accolti in fattoria siano davvero omosessuali, il team li sottopone a un periodo di osservazione con le femmine durante la stagione riproduttiva: solo chi continua a non mostrare interesse entra a far parte del gregge arcobaleno.

Se il montone continua a rifiutare qualsiasi accoppiamento, spiega Stücke, “è un chiaro segnale che non è interessato”.

“A quel punto lo inseriamo nel nostro gregge… e succede parecchia attività, se capite cosa intendo”, scherza. “Accade davvero nel giro di pochi minuti”.

Lana di montoni gay salvati dalla macellazione per la nuova collezione proposta da Grindr.

Dalla fattoria alla passerella di New York

Nel 2025 Rainbow Wool viene contattata da Grindr, che propone una collaborazione per portare la storia del gregge sulla scena internazionale. Michael Stücke, che vive in una fattoria tedesca, ammette di non conoscere l’app prima di quel momento, e di aver dovuto crearsi un profilo per capire come funzionasse.

“Ho cominciato a capire la forza di questa piattaforma: il modo in cui riesce a mettere in contatto le persone gay di tutto il mondo, comprese quelle che vivono in Paesi dove essere omosessuali è ancora illegale”, racconta. “È stato allora che ho capito quanto avremmo potuto fare insieme in termini di sensibilizzazione”.

Da quella collaborazione nasce “I Wool Survive”, la collezione in maglieria firmata dallo stilista Michael Schmidt, già al lavoro con icone come Madonna, Cher e Hailey Bieber, presentata a New York nel novembre 2025 e realizzata interamente con la lana delle pecore salvate da Stücke.

Schmidt racconta a People di aver visitato di persona la fattoria, descrivendola come un luogo idilliaco dove gli animali vivono una vita serena, e di aver accettato il progetto senza esitazioni, colpito dal lato umano della storia oltre a quello animalista.

Anche George Arison, amministratore delegato di Grindr, ammette di non aver mai pensato all’esistenza di arieti gay prima di quella settimana, e sottolinea come l’iniziativa costringa chiunque la guardi a confrontarsi con una realtà ancora difficile: in decine di paesi del mondo essere gay resta un reato.

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Montoni gay e asessuali, una collezione dalla loro lana: Bill Kaulitz è ambassador

Il lutto che ha segnato il progetto

Dietro la sfilata newyorchese c’è anche un dolore privato. Prima della nascita di Rainbow Wool, Johan aveva ricevuto una diagnosi di tumore nel 2021. È morto il 4 gennaio 2026, e per questo Stücke non ha potuto assistere di persona allo show che ha trasformato il suo progetto in un caso internazionale.

“Johan era il cuore di questo progetto”, racconta Nadia Leytes:

“Era la nostra passione comune, di tutti e tre. Prima di morire ci ha detto che Rainbow Wool doveva continuare, così come la fattoria, perché questo progetto trasmette un messaggio positivo in un mondo sempre più attraversato dall’ostilità e dalla crescita delle campagne anti-LGBTQ+”.

Quasi 2.000 persone portate in salvo

Rainbow Wool è un’organizzazione non profit e devolve tutti i proventi a LSVD+, la principale associazione tedesca per i diritti delle persone LGBTQIA+. Grazie anche al sostegno economico arrivato con la collaborazione con Grindr, Michael Stücke e Nadia Leytes raccontano di essere riusciti ad aiutare quasi 2.000 persone in fuga da paesi dove essere gay significa rischiare il carcere o la pena di morte, portandole in salvo in Europa.

Una parte della collezione “I Wool Survive” sarà battuta all’asta, mentre altri capi entreranno in produzione: in entrambi i casi parte dei ricavi continuerà a finanziare la fattoria e la sua missione.

Michael Schmidt riassume così il senso di tutto il progetto:

“È straordinario pensare che tutto questo sia nato dall’iniziativa di un solo uomo. Le azioni di una persona, dall’altra parte del mondo, sono riuscite a toccare migliaia di vite. Dimostra che ciascuno di noi può fare la differenza, se decide di esporsi e di illuminare una realtà che merita di essere conosciuta”.

Infine aggiunge:

“Alla fine, ciò che mi interessava davvero era smontare l’assurda idea secondo cui l’omosessualità sarebbe una scelta. È proprio questo il senso dell’intero progetto. Se l’omosessualità esiste anche nel regno animale, in modo osservabile, documentabile e scientificamente dimostrabile, allora l’argomento secondo cui si tratterebbe di una scelta non regge più. Le pecore non scelgono di essere gay o eterosessuali. Semplicemente lo sono”.

 

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