Nata come alternativa a Grindr e pensata specificamente come uno spazio “per gli uomini”, Goose si propone come app basata sulle connessioni spontanee, anziché sui classici algoritmi di swiping. Al posto del classico meccanismo di compatibilità gli utenti si scambiano un “wave” (un saluto) per segnalare un interesse e sbloccare la chat.
Se due persone si salutano, in sostanza, sono connesse. “È più leggero, più naturale e riduce la pressione fin dall’inizio“, si legge nella descrizione ufficiale su Google Play.
Goose, una nuova app di dating gay. Ed è subito polemica

Un’app appena nata negli USA e subito andata incontro a polemiche. Un’inchiesta di Wired sostiene infatti che Goose starebbe utilizzando profili fake realizzati con l’AI per attirare nuovi utenti. Creata dall’attore Derek Chadwick e David Aliagas, Goose punta meno agli incontri occasionali e più ad ipotetiche durature relazioni, con un report di Wired che ha rivelato la scoperta di “oltre una ventina” di account presumibilmente generati dall’intelligenza artificiale. Account ora magicamente non più disponibili, perché apparentemente disattivati dopo l’uscita del report.
Secondo Wired alcuni degli avatar di questi account sono stati “ritenuti con una probabilità superiore al 90%” generati dall’AI. Questi account poco utilizzati, inoltre, presentavano un rapporto follower/persone seguite definito “anomalo“.
“Gli account sembrano far parte di una rete molto più ampia di influencer maschili attraenti, apparentemente generati dall’AI, che promuovono l’app, contattando uomini gay tramite messaggi privati o aggiungendoli alle loro Storie degli Amici più stretti. Molti di questi account commentano frequentemente le foto degli altri, utilizzando le stesse emoji a forma di cuore e di fuoco”, si legge all’interno del report.
I giornalisti di Wired hanno parlato con diversi uomini che hanno interagito con account presumibilmente generati dall’intelligenza artificiale. Ryan Cheam ha dichiarato alla testata di aver pensato che l’account con cui interagiva appartenesse a “un normale ragazzo gay“. Tuttavia, ha iniziato a sospettare qualcosa quando l’account lo ha invitato a unirsi a una “rete selezionata di ragazzi” su Goose. “Da un lato sono lusingato di essere il loro pubblico di riferimento“, ha confessato Cheam a Wired. “Ma la necessità di attirare i ragazzi gay con l’inganno per convincerli a iscriversi mi sembra davvero sospetta”.
Nelle linee guida di Goose, scrive PinkNews, l’azienda raccomanda agli utenti di “rimanere autentici“. Le linee guida vietano poi agli utenti di “condividere contenuti creati tramite strumenti di generazione o modifica dei contenuti“. La Federal Trade Commission (FTC) proibisce l’utilizzo di account generati dall’AI per impersonare persone reali e creare false testimonianze.
Né Aliagas né Chadwick hanno risposto alla richiesta di commento da parte di Wired, ma un portavoce dell’azienda ha respinto le accuse della rivista rilasciando una dichiarazione a The Advocate.
“Goose sta rivoluzionando il settore delle app per la comunità LGBTQ+ creando un luogo in cui persone reali possano stringere vere amicizie, avere appuntamenti e sentirsi parte di una comunità. Il nostro team ha selezionato personalmente ogni persona che ha ricevuto un invito alla nostra app e siamo orgogliosi della comunità che stiamo costruendo”. “Lavoriamo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per mantenere la nostra app sicura e libera dai profili falsi che hanno rovinato altre piattaforme. Chiaramente i nostri concorrenti se ne stanno accorgendo”.
Dal lancio di Goose, gli utenti hanno notato che i suoi termini e condizioni contengono alcune regole definite estreme. Tra le tante, una “Licenza e liberatoria per i contenuti degli utenti“, che di fatto permette a Goose di utilizzare il “nome utente, l’immagine, la voce e le sembianze” di un utente, nonché le foto a tempo condivise all’interno dell’app.
© Riproduzione riservata.

Cosa ne pensi?