Una coppia di espositori arrivata da Torino per partecipare al mercatino dell’antiquariato di San Benedetto del Tronto sarebbe stata presa di mira con pesanti insulti omofobi. Dopo la denuncia pubblicata sui social da Lorenzo Borsetti e Diego Brunato, sulla vicenda è intervenuta la consigliera di Parità della Provincia di Ascoli Piceno, Paola Petrucci, che ha chiesto una presa di posizione collettiva e invitato gli autori delle offese ad assumersi le proprie responsabilità.

Insulti omofobi contro due espositori arrivati da Torino

L’episodio risale a venerdì 26 giugno e avrebbe coinvolto Lorenzo Borsetti e Diego Brunato, una coppia giunta da Torino per prendere parte al mercatino dell’antiquariato organizzato a San Benedetto del Tronto.

I due avevano raggiunto la città marchigiana per partecipare alla manifestazione con il proprio stand. Secondo quanto ricostruito dal Resto del Carlino, mentre Lorenzo Borsetti era alla ricerca di una cena da asporto sarebbe stato avvicinato e pesantemente insultato da alcuni avventori di un locale situato nelle vicinanze del mercatino.

A intervenire sulla vicenda è stata Paola Petrucci, consigliera di Parità della Provincia di Ascoli Piceno, che ha indirizzato una lettera aperta al Consiglio comunale, alla Giunta e all’intera cittadinanza. I contenuti dell’intervento sono stati illustrati dalla consigliera insieme a Paola Casciati e al consigliere comunale Fabrizio Leone.

“Lorenzo Borsetti e Diego Brunato, una coppia di espositori giunta con entusiasmo da Torino per partecipare alla manifestazione con il proprio stand, sono stati bersaglio di un attacco verbale violento e degradante. Mentre erano alla ricerca di una cena da asporto, Lorenzo è stato aggredito pubblicamente con insulti omofobi tra i più beceri da parte di alcuni avventori di un locale nelle vicinanze”, ha dichiarato.

La denuncia social della coppia: “Non è accettabile”

Lorenzo Borsetti e Diego Brunato hanno raccontato l’accaduto in un video pubblicato sui social, spiegando di trovarsi a San Benedetto del Tronto per lavorare alla fiera dell’antiquariato. Nel filmato Lorenzo riferisce di essere stato insultato mentre cercava qualcosa da mangiare: “Mentre ritornavo indietro c’è stato un grido che mi ha accompagnato per tutta la lunghezza della via: fr*cio”.

La coppia ha chiarito che la denuncia non riguarda l’organizzazione del mercatino, definita “impeccabile”, né l’andamento del lavoro, ma il clima incontrato durante la permanenza in città. “Nel 2026 non è normale una cosa del genere”, afferma Lorenzo, che racconta come l’episodio gli abbia ricordato le discriminazioni subite negli anni del liceo.

“Non è accettabile e va denunciata”, aggiunge, sottolineando che il video è stato realizzato anche per informare altre persone LGBTQIA+ e permettere loro di scegliere con maggiore consapevolezza i luoghi da frequentare. Diego conclude richiamando la necessità di tutelare il proprio benessere: “Prima dei soldi c’è altro, c’è l’equilibrio, c’è la serenità”.

Paola Petrucci: “Un atto vile che ha ferito l’intero territorio”

Nella lettera aperta, la consigliera di Parità ha sottolineato come le offese non abbiano colpito soltanto Lorenzo Borsetti e Diego Brunato, ma abbiano rappresentato una ferita per l’intera comunità locale.

“Un atto vile che ha ferito non solo la dignità delle persone colpite, ma l’intera sensibilità civile del nostro territorio”, ha affermato Petrucci.

La consigliera ha ricordato anche la funzione istituzionale ricoperta e il compito di vigilare sul rispetto del principio di non discriminazione. La figura della consigliera di Parità, nominata dal ministero del Lavoro, interviene infatti sui temi delle pari opportunità e delle discriminazioni, in particolare negli ambienti lavorativi.

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“In qualità di Consigliera di Parità per la Provincia di Ascoli Piceno — figura istituzionale e pubblico ufficiale nominata dal Ministro del Lavoro a tutela del rispetto del principio di non discriminazione — mi corre l’obbligo di sottolineare la straordinaria gravità di questo gesto”, ha spiegato.

Petrucci ha quindi ribadito che gli insulti legati all’orientamento sessuale non possono essere tollerati negli spazi pubblici e lavorativi.

“L’odio, il pregiudizio e l’aggressione verbale basati sull’orientamento sessuale non possono trovare alcuna cittadinanza né tolleranza in una società che si professi democratica e inclusiva”, ha aggiunto la consigliera.

Le scuse istituzionali a Lorenzo Borsetti e Diego Brunato

Paola Petrucci ha rivolto pubblicamente le proprie scuse a Lorenzo Borsetti e Diego Brunato, parlando a nome delle istituzioni rappresentate e della maggior parte della comunità picena.

“A Lorenzo e Diego desidero porgere, a nome delle istituzioni che rappresento e della stragrande maggioranza della comunità picena, le più sentite e sincere scuse”, ha scritto.

La consigliera ha voluto chiarire che il comportamento attribuito ad alcuni avventori del locale non può essere considerato rappresentativo dell’intero territorio di San Benedetto del Tronto e della provincia di Ascoli Piceno.

“Quanto accaduto non rispecchia l’anima di questa terra. Siamo profondamente rammaricati per l’accoglienza che avete ricevuto e per il dolore che vi è stato ingiustamente arrecato”, ha proseguito Petrucci.

L’appello agli autori degli insulti e agli eventuali testimoni

Oltre alla condanna e alle scuse, Paola Petrucci ha rivolto un appello diretto alle persone che avrebbero pronunciato gli insulti omofobi. La consigliera ha chiesto loro di uscire dall’anonimato e di assumersi la responsabilità del proprio comportamento.

“Chiedo inoltre un atto di responsabilità collettiva: invito gli autori di questo gesto a palesarsi e ad assumersi le proprie responsabilità”, ha dichiarato.

L’invito è stato esteso anche agli eventuali testimoni presenti al momento dell’accaduto. La loro collaborazione potrebbe contribuire a ricostruire con maggiore precisione quanto avvenuto e a identificare le persone coinvolte.

Petrucci ha quindi sollecitato “eventuali testimoni che abbiano assistito alla scena a collaborare con le autorità per fare piena luce sull’accaduto”.

Lorenzo Borsetti e Diego Brunato hanno scelto di denunciare pubblicamente l’episodio attraverso i social. Una decisione definita coraggiosa dalla consigliera di Parità, anche perché esporsi dopo aver subito un’aggressione omofoba può significare affrontare ulteriori commenti ostili, tentativi di minimizzazione o nuove forme di violenza verbale.

La guida di Gay.it su come reagire agli insulti omofobi online

La denuncia della coppia è avvenuta attraverso i social, uno spazio che può servire a rendere pubblico un episodio, ma nel quale le persone LGBTQIA+ sono spesso esposte anche a ulteriori attacchi. Gay.it ha dedicato una guida agli strumenti disponibili per reagire agli insulti omofobi e transfobici, con i consigli dell’avvocata Silvia Tiburzi. Il primo passo è conservare le prove, attraverso screenshot, registrazioni dello schermo, link, date e informazioni sui profili coinvolti, evitando di rispondere con altre offese.

A seconda del caso, è possibile segnalare i contenuti alle piattaforme, rivolgersi a un’associazione LGBTQIA+ o a una persona legale esperta e valutare una diffida, una richiesta di risarcimento o una denuncia-querela. “Denunciare, oltre che far bene a se stessi, fa bene anche ad altre persone, perché ogni testimonianza contribuisce a formare consapevolezza, coraggio, giurisprudenza e nuovi strumenti di tutela”, ha spiegato Tiburzi.

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