Recentemente visto al BFI Flare London LGBTQIA+ Film Festival e al Lovers di Torino, dove ha vinto il premio del pubblico, On The Sea di Helen Walsh uscirà domani nei cinema del Regno Unito e d’Irlanda, portando in sala una storia d’amore tra due pescatori interpretati da Barry Ward e Lorne MacFadyen.

On The Sea di Helen Walsh, la trama

On The Sea, due pescatori innamorati tra passione e repressione nel film di Helen Walsh - On the Sea poster - Gay.it

Il futuro è più che mai incerto per il cinquantenne Jack: per tutta la vita ha svolto la professione di raccoglitore di molluschi sull’isola gallese di Anglesey. Ma ora che la crisi ha colpito il settore della ristorazione, le richieste sono crollate e il lavoro diminuito drammaticamente. Per lui l’unica soluzione è comunque proseguire con la professione che, da generazioni, ne ha sfamato la famiglia: al suo fianco vorrebbe il figlio adolescente Tom, che, però, preferisce divertirsi più che lavorare con il padre. L’arrivo di Daniel, marinaio vagabondo che si avvicina da subito a Jack e a cui rivela i propri sentimenti, scuote ulteriormente le fondamenta su cui è costruita l’esistenza del pescatore: sebbene sia sposato con Maggie e non l’abbia mai tradita, dubbi laceranti e nuovi desideri emergono dentro di lui.

On The Sea si presenta al pubblico come un’esplorazione profonda della mascolinità che si svolge in un paesaggio dai forti contrasti, che divengono lo specchio dell’animo tormentato del protagonista e della comunità di cui fa parte.

On The Sea, parlano i protagonisti

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Intervistato da Press Association, Barry Ward ha sottolineato come l’ambientazione gallese potrebbe rappresentare comunità di qualsiasi parte del mondo, rendendo la storia incredibilmente universale.

Credo che questo sia, in un certo senso, il punto del film: la location gallese che abbiamo scelto può rappresentare qualsiasi luogo del mondo… Penso in particolare alle città operaie e industriali più tradizionali, dove, data la natura del lavoro manuale, c’è spesso una cultura un po’ più maschilista. Durante le riprese, entrambi stavamo leggendo Édouard Louis, un bravissimo scrittore francese”. “È originario di una città del sud della Francia, non costiera, ma industriale, e questo si sposa perfettamente con ‘On the Sea’. Quindi credo che sia una storia universale“.

Nato a Dublino, Ward si è soffermato anche sull’adozione dell’accento gallese per riuscire ad interpretare il ruolo. “Come attori, siamo sempre alla ricerca di sfide interessanti e in questo caso non sono mancate”. “L’accento, prima di tutto, è stato un problema, e il gallese è notoriamente difficile. Inoltre si trattava di un accento specifico di una zona del Galles, più a nord, vicino a Liverpool, quindi era uno strano accento ibrido. Abbiamo dedicato molto tempo a lavorarci su, ma poi, come ha detto Lorne, i dialoghi sono così scarni, data la bellezza e la sobrietà della scrittura di Helen, ma anche a causa del mondo in cui ci troviamo, che è molto maschilista.”

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Il film è stato descritto come un dramma tenero e toccante che esplora i temi della mascolinità, della repressione e del desiderio. Il co-protagonista, il 36enne scozzese Lorne MacFadyen, ha aggiunto:

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“Ho adorato la sceneggiatura e l’ambientazione mi ha colpito molto perché provengo da una comunità di pescatori sull’isola di Skye. Ho trovato che quel mondo fosse rappresentato molto bene, la comunità unita e un po’ chiusa e le pressioni che si subiscono cercando di esistere al suo interno come qualcuno che è un po’ diverso”. “Ho apprezzato molto anche il modo in cui Helen ha scritto i dialoghi e come ci fosse così tanto spazio tra le battute. Potevamo riempire i silenzi con informazioni ricche di contesto e retroscena. È una sceneggiatura davvero bellissima, e ha subito diverse revisioni, è stato un processo in continua evoluzione. Quindi una parte importante è stata la sceneggiatura, ma una parte altrettanto importante è stata la squadra. È interessante pensare a quanto sarebbe diversa se la storia fosse ambientata in un villaggio irlandese o scozzese, in una comunità simile, come un’isola aspra rispetto a Craggy Island. Credo che ci siano molte somiglianze. Un altro fattore comune è la classe sociale. Il modo in cui la sessualità viene trattata e percepita in certi settori e professioni può rendere più difficile per le persone queer, o che vivono con un’identità alternativa, lavorare in questi ambienti fortemente maschilisti ed eteronormativi. Credo che questo sia il tema ricorrente, ma sarebbe interessante capire dove risiedono le differenze. Sono sicuro che ce ne sarebbero di importanti che non conoscerei finché non le sperimentassi. Sarebbe interessante scoprirlo”.

Helen Walsh, 49enne regista e sceneggiatrice del film, ha pubblicato i romanzi di successo Senza pudore (2005), insignito del Betty Task Prize, Once Upon a Time in England (2008), per cui ha ottenuto il Somerset Maugham Prize, Go to Sleep (2011) e Il limoneto (2014), di cui sta curando l’adattamento per la tv. Al cinema ha esordito nel 2016 con il lungometraggio The Violators, per il quale ha ricevuto il riconoscimento come miglior regista emergente ai BAFTA. In ambito televisivo ha scritto e diretto per Channel4 la serie “The Gathering”, che ha ricevuto 3 RTS Awards.

On the Sea non ha al momento alcun distributore italiano.

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