Con un incremento di pubblico e incassi, si conclude questa sera al Cinema Massimo di Torino la 41ª edizione del Lovers Film Festival, il più longevo festival cinematografico LGBTQI+ d’Europa e terzo al mondo, diretto da VladimirLuxuria.
Sei giorni di proiezioni, talk e incontri (tra cui quello sull’Europride che ci sarà proprio a Torino nel 2027), con la cerimonia di premiazione presentata da Nicola Savino a cui ha fatto seguito la proiezione fuori concorso di Plainclothes di Carmen Emmi.
I premi del Lovers Film Festival 2026

All the Lovers – Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio va a “Un altre home / Another Man” di David Moragas (Spagna, 2025). La giuria presieduta da Lorenzo Balducci ha premiato il film per aver saputo rappresentare una realtà queer priva di stereotipi, costruita su personaggi realistici e abilmente interpretati, capace di inserire l’elemento drammatico all’interno di una commedia equilibrata e scandita da un umorismo amaro convincente.
Il film racconta la storia di Marc ed Eudald, coppia borghese trentenne che vive nel Barri Gòtic di Barcellona. Sei anni insieme, una routine apparentemente solida, fino all’arrivo di Carlos di fronte a casa: quella che nasce come semplice curiosità si trasforma in un gioco ossessivo di sguardi ricambiati, che mette in crisi tutto. Il film è anche vincitore del Premio Young Lovers – Libere Gabbie, assegnato dalla giuria presieduta da Walter Revello.

Real Lovers – Premio al miglior documentario a “Barbara Forever” di Brydie O’Connor (USA, 2026). La giuria presieduta da Vincenzo Patanè ha riconosciuto al documentario, presentato alla Berlinale, la capacità di ricostruire l’opera e la vita di Barbara Hammer, figura fondamentale del cinema lesbico e femminista scomparsa nel 2019, attraverso la sua stessa voce narrante. Un percorso in cui la presa di coscienza dell’identità si esprime in uno stile altrettanto radicale. Il film segue anche la ricerca della compagna Florrie Burke di uno spazio per l’immenso archivio della cineasta: una metariflessione su come conservare la memoria e rendere giustizia a un’opera.
Menzione Speciale alla sezione documentari va a “La face cachée de la terre / The Hidden Face of the Earth” di Arnaud Alain (Francia, 2026), per l’originalità e lo stile in simbiosi con la vicenda narrata: Dimitri, fotografo che sta perdendo progressivamente la vista, affida alla macchina fotografica il compito di salvare ciò che presto non vedrà più. Il film pone una domanda scomoda: come l’appartenenza alla comunità LGBTQI+ interagisce con la disabilità?
Future Lovers – Premio al miglior cortometraggio va a “Sunday Lunch” di Lyndon Henley Hanrahan (Regno Unito, 2026). La giuria presieduta da Fumettibrutti (Josefine Yole Signorelli) lo ha definito una dramedy in cui visivo e narrativo collaborano in modo efficace e pungente, con attori capaci di restituire con precisione temi legati all’attualità. Il corto racconta il ritorno a casa di Grace dai genitori tradizionalisti e ferventi cattolici: vuole dichiarare la propria sessualità durante il pranzo domenicale, con un prete e un fratello vegano a fare da contorno allo sconcerto generale.
Menzione Speciale va a “Two Black Boys” in Paradise di Baz Sells (Regno Unito, 2025), corto in stop-motion premiato per l’animazione e i personaggi vivi e riconoscibili. Due ragazzi costruiscono il proprio paradiso, ma il peso del razzismo e dell’omofobia invade quello spazio e li rigetta nel mondo reale.
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Premio Torino Pride e Premio Giò Stajano entrambi a “Ballata Femmenella” di Elettra Raffaela Melucci e Giovanni Battista Origo (Italia, 2026). Il Coordinamento Torino Pride ha motivato la scelta con la voce antica e universale del film, non solo napoletana, e con il suo sguardo politico rivolto alla difesa dei diritti sociali e civili. Il Premio Giò Stajano, dedicato alla memoria di una delle figure più significative della cultura LGBTQI+ italiana, celebra il documentario come ritratto di persone da sempre in lotta per affermare la propria identità. Il film dà finalmente voce alle femmenelle (o femminielli) di Napoli: una comunità riccamente rappresentata nell’immaginario popolare che, tra le voci di Porpora Marcasciano, la Tarantina, l’attivista Loredana Rossi e la prima coppia transgender sposatasi in Italia, racconta vite, desideri, lotte per il riconoscimento e la dignità.

Premio Matthew Shepard – Il Groviglio a “La più piccola / La Petite Dernière” di Hafsia Herzi (Francia/Germania, 2025), premiato dall’Associazione LGBTQIA+ Il Groviglio di Biella per l’efficace rappresentazione del conflitto interiore tra identità sessuale e modelli culturali e religiosi. Fatima, 17 anni, devota musulmana nata in Francia, si trova a fare i conti con sé stessa quando si iscrive alla facoltà di filosofia a Parigi. La protagonista Nadia Melliti ha vinto il premio come migliore attrice all’ultimo Festival di Cannes.
Premio Riflessi nel Buio a “Between Dreams and Hope” di Farnoosh Samadi (Iran, 2025), assegnato perché l’oppressione che si credeva oltre i confini si sta diffondendo in modo sempre più preoccupante anche in Europa. Il film racconta Nora e Azad, coppia che vive a Teheran: quando Azad decide di iniziare il processo di transizione, i due devono tornare al villaggio d’origine per ottenere dal padre i documenti necessari all’operazione. Le tensioni esplodono, Azad sparisce, e Nora resta sola a cercarlo.
Adoration Award, il nuovo premio istituito quest’anno per celebrare ciò che è stato particolarmente amato dalla comunità, va a “Sensualità a Corte” di Marcello Cesena, lo show cult della Gialappa’s Band approdato anche al cinema.
Audience Awards: il pubblico ha premiato “On the Sea” di Helen Walsh nella sezione lungometraggi, “Ballata Femmenella” per i documentari e “Two Black Boys in Paradise” per i cortometraggi.
