Amici di Maria De Filippi e quei figli di vip nel paese tinello

Ah Maria De Filippi e la famiglia italiana, meraviglioso scrigno di emozioni e rancori, virtuosi amori e silenziose paroline di raccomandazione.

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Amici 24 Ilan Muccino Samuele Riefoli DArt_
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Ah Maria De Filippi e la famiglia italiana, meraviglioso scrigno di emozioni e rancori, virtuosi amori e silenziose paroline di raccomandazione. Del resto, c’è poco da raccomandare: basta il nome. Maria ha costruito un impero sulla decostruzione della famiglia italiana: genia.

Siamo a Settembre e succede che a Mediaset si scalda, come una pastasciutta avanzata, la nuova, croccante stagione di Amici (partenza 29 Settembre). Ed ecco la solita passerella di cognomi illustri che, magicamente, trovano spazio in tutto ciò che in questo paese può essere definito “occasione”. Ma occasione di cosa? Di perpetuare i soliti nomi?

Mattia Marzi su Il Messaggero ha fatto le pulci a questo scempio di parenti serpenti, e noi riverberiamo il suo ficcanasare.

Ad Amici è il turno di Ilan, figlio del regista Gabriele Muccino, che ha deciso di approdare sul palco più prestigioso della Fascino PGT, azienda di produzione di De Filippi. C’è da sorprendersi? Nel filamentoso mondo del nepotismo italico, il talent di Maria De Filippi è sempre pronto a celebrare “il merito”, e si conferma ancora una volta rifugio dorato per i rampolli delle celebrità.

 

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Ebbene sì, Ilan Muccino, 21 anni, figlio del regista di capolavori come Ricordati di me (2003), A casa tutti bene (2018) e L’ultimo bacio (2001), ha superato “miracolosamente” tutti gli step necessari per conquistare il suo posto, in quella che dovrebbe essere la “scuola” più prestigiosa d’Italia. Risate? C’è poco da ridere e – tra l’altro – c’è poco da prendersela con Maria De Filippi: ella è lo specchio riverberante delle migliori (?) e peggiori nevrosi collettive italiane. Da una parte il privilegio dei pochi, dall’altra la passiva adorazione da parte di tutto il resto del volgo.

E insomma, non osiamo immaginare quanto ardui siano stati gli step e gli esami e le prove e le verifiche e i casting e i test per uno che fa di cognome Muccino. E poche ciance:  il “provino finale” sarà solo una formalità, non sia mai che il nostro Paese rinunci a un talento. Ilan è nato dal matrimonio tra il regista e la musicista Elena Majoni, è cresciuto tra star e musicisti, e dopo qualche no (per esempio, da Amadeus a Sanremo Giovani), è riuscito a trovare comunque il suo spazio. Grazie ai contatti di famiglia? Forse. Grazie al talento? Sul suo Spotify ho ascoltato “Luce”, “Oceano” e “Nove cicatrici” e poi l’ultimo brano “Acqua e sapone” (molto carino): il ragazzo si muove dalle parti di Thasup (non si sarà scelto il padre, ma ha scelto un buon maestro).

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Ma non è finita qui. Tra i banchi e i dispetti della nuova classe di Amici potrebbe esserci un altro cognome che risuona nei corridoi dell’immensa e plurisecolare cattedrale del familismo italico: Samuele Riefoli, in arte DArt, figlio di Raf. Ma guarda un po’, anche lui pronto a inseguire il suo sogno nel mondo della musica, nonostante qualche dichiarazione del padre che in passato si diceva contrario ai talent. Ma, come si sa, in Italia cambiare idea è più facile che cambiare canale in TV e il battito animale vince sempre su tutto.

 

 

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È vero, anche Angelina Mango, figlia del compianto Pino Mango e Laura Valente, ex Matia Bazar, ha trovato in Amici la piattaforma di decollo che l’ha lanciata fino alla vittoria a Sanremo 2024. Anche per lei il percorso è stato in qualche modo spianato da chiari legami di sangue. Forse la creatività e il talento si tramandano con il DNA, o forse no, ma nella meritocrazia del nostro Paese si sa che avere un cognome importante può sempre aprire qualche porta. Certo, bisogna ammettere che con Angelina, il successo sembra assai meritato. E d’altra parte, non ricadano sui figli le colpe dei padri (vero anche questo, n’è?).

C’è poi anche LDA! Un altro caso eclatante di nepotismo trionfante. Luca D’Alessio, figlio di Gigi, era riuscito a entrare ad Amici senza troppi sforzi, mentre Tancredi Cantù Rajnoldi, figlio del direttore creativo di Giorgio Armani, anche lui non pare aver trovato troppi ostacoli nel suo percorso. Chissà perché, eh?

E, per concludere, uno degli “emergenti” dell’ultima edizione: Holden. Il suo vero nome? Joseph Carta, figlio di Paolo, che guarda caso è anche il marito di Laura Pausini.

Del resto, la questione del nepotismo e la ridondanza di cognomi noti lungo le filiere del merito italico, non riguarda soltanto gli artisti musicali. L’estensione del proprio, meritato privilegio al parente di turno penetra tutta l’industria discografica, ma anche quella cinematografica, e anche quella editoriale, e anche la politica, e anche l’economia, e pure – ovviamente – la finanza… perché questo non è un Paese, è un tinello.

E Maria De Filippi lo sa bene: in attesa di unə altrə Berlusconi premier.

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