Senza Cri pubblica su Instagram una foto a petto nudo e la accompagna con una frase breve e diretta: “La mente in burrasca, ma il cuore pulito questo sono io, non vedo l’ora di vedervi sottopalco”. Dietro quelle parole c’è un anno di differenza rispetto alla scorsa stagione, quando lo stesso corpo portava ancora i segni del tape usato per il binding.

Senza Cri
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Senza Cri: “Questa è la mia prima estate”, il petto libero dal tape

L’artista pugliese, oggi 25enne, è una persona non binaria e usa i pronomi maschili. Lo aveva già fatto in un monologo a “Le Iene”, parlando di un petto stretto “fino a farmi male” e di un corpo che cambiava più in fretta di quanto l’anima riuscisse a seguirlo.

Sui social qualcuno ha condiviso una foto in cui Cri piange dopo una sessione di binding particolarmente dura.

Lui stesso risponde su X e chiarisce il contesto: “La foto in cui piango corrisponde alla scorsa estate, mi ero appena distrutto col tape. Mando un abbraccio a tutte le persone MERAVIGLIOSE che ogni giorno si costruiscono su misura della loro identità e della loro felicità. Massimo supporto. La mia storia, le vostre”.

Nella sua community di Instagram, Senza Cri a giugno confessava di stare passando un periodo difficile dal punto di vista psicologo, mentre oggi, dopo aver pubblicato il post in cui si mostra finalmente libero, ha voluto condividere un messaggio con i fan più stretti, scrivendo: “Oggi post breve, ma intenso. Ho il cuore che trema, grazie per esserci. Questa è la mia prima estate”.

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Il binding e il peso di un gesto quotidiano

Il binding, la pratica di comprimere il petto per renderlo meno visibile, è comune tra le persone trans e non binarie che desiderano un torace più piatto, allineando l’aspetto fisico alla propria identità di genere. Se eseguito con materiali non adatti, come il nastro adesivo medico o bende elastiche usate in modo improprio, può causare gravi dolori fisici, lesioni alla pelle e problemi respiratori.

Nel suo monologo televisivo a Le Iene, l’artista non binario Senza Cri ha raccontato questa pratica, descrivendo la sofferenza di “stringere il petto fino a farsi male” durante la crescita come l’unico modo allora conosciuto per sopravvivere ai cambiamenti del proprio corpo. L’utilizzo della testimonianza di una persona non binaria è fondamentale in questo contesto: dimostra visivamente come la disforia legata ai caratteri sessuali secondari (come il seno) non riguardi esclusivamente l’affermazione, ma colpisca anche chi cerca semplicemente una neutralità corporea fuori dagli schemi tradizionali.

Oggi, per Senza Cri, quel dolore rappresenta un capitolo chiuso grazie alla consapevolezza di sé. La chiusura del suo intervento sposta il racconto dal piano personale a quello collettivo: non parla solo della propria storia, ma si rivolge direttamente a chi sta attraversando un percorso simile, offrendo ascolto e supporto tra pari senza alcuna pretesa di salire in cattedra.

Chi è Senza Cri

Nato a Brindisi nel 2000, Senza Cri si fa conoscere al grande pubblico con Amici 24, nella squadra di Lorella Cuccarini, e successivamente con la partecipazione a Sanremo Giovani 2025 con il brano “Spiagge”.

È legato sentimentalmente ad Antonia Nocca, conosciuta proprio nella scuola di Amici.

 

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