Anche nel Medioevo esisteva una “vita LGBT” ampiamente riconosciuta, ecco i racconti che lo dimostrano

"Questi racconti ci dicono che le persone LGBT hanno una Storia, che ci sono sempre state, anche se non sono sempre state conosciute con le etichette che hanno oggi", ha sottolineato lo studioso di letteratura medievale Erik Wade.

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Da sempre il Medioevo evoca un’immagine di oscurità, stagnazione e atteggiamenti violenti e repressivi, ma una curiosa storia medievale riemersa in queste ultime settimane ha ribaltato il tavolo dei luoghi comuni.

In Irlanda è tornato alla luce un racconto del XII secolo, con lo studioso di letteratura medievale Erik Wade che ne ha condiviso alcuni passaggi su Twitter, tramutandolo in cinguettii virali. Wade si è imbattuto nella straordinaria storia contenuta nel libro di John Boswell del 1994, Same-Sex Unions in Premodern Europe. Nella storia, che è ambientata nell’VIII secolo, una donna va dal re irlandese Niall Frosach portando con sè un bambino, chiedendo il suo aiuto per risolvere un insolito problema.

Per la tua regalità e la tua sovranità“, implora la donna, “scopri chi è il padre carnale di questo ragazzo, perché non lo conosco. Giuro sul re che governa ogni cosa creata, che non vado con un uomo da molti anni“. Il re, dopo un momento di silenzio, chiede alla donna: “Hai avuto un giocoso accoppiamento con un’altra donna?“, intimandola di “non nascondere” nessuna storia d’amore tra persone dello stesso sesso. “Non lo nasconderò. L’ho fatto“, risponde la donna.

E il re le dice: “Quella donna si era accoppiata con un uomo poco prima, e il seme che lui le aveva lasciato è ruzzolato nel tuo grembo, e ha generato la vita. Quell’uomo è il padre di tuo figlio“.

Secondo Wade, questa ‘apertura’ LGBT in tempi medievali è tutt’altro che insolita. In tutta la letteratura medievale ci sono diverse allusioni LGBT, ma molte non sono conosciute perché i traduttori moderni ne sono rimasti alla larga. Wade afferma che alcuni studiosi hanno scritto di questa particolare storia, ma è stata “largamente ignorata”. Lo studioso è riuscito a rintracciare altre versioni della storia nel XV, XVI e XVII secolo da quando vi si è imbattuto per la prima volta. L’ultima di queste versioni è apparsa in una poesia chiamata “Labhram ar Iongnaibh Éireann”, che si ritiene sia stata scritta da un poeta chiamato Tuileagna Ó Mhaoil ​​Chonaire. Purtroppo, quando quella poesia è stata tradotta nel 1938, la storia delle amanti lesbiche venne tagliata – presumibilmente a causa del suo riferimento al sesso tra due donne – e di conseguenza la storia è svanita.

Ci sono almeno quattro versioni sopravvissute, distribuite su diverse centinaia di anni, suggerendo (almeno a mio avviso) che questa storia potrebbe anche essere stata semi-popolare“, ha detto Wade a PinkNews. “Nell’Europa occidentale medievale, la pressione della chiesa portava probabilmente a una certa repressione delle storie LGBT, ma ci sono molti esempi”. “L’inglese Hilary scrisse poesie d’amore a giovani uomini nel XII secolo, mentre lettere d’amore anonime tra donne sono apparse in un manoscritto tedesco dello stesso periodo. Le lettere d’amore potrebbero persino essere state insegnate come esempi di buona scrittura nelle scuole“.

Una poesia anonima del XII secolo vede un uomo e una donna discutere su cosa sia meglio: l’amore per lo stesso sesso o per il sesso opposto. “Questa poesia venne copiata in tutta Europa, quindi era chiaramente popolare“, osserva Wade, aggiungendo che le persone trans esistevano anche nella letteratura medievale. “Esistono anche storie di persone trans, dai cavalieri arturiani alla nascita segnati come donne ai santi, donne alla nascita ma in vita visti come monaci“.

Purtroppo, molti studiosi medievali hanno “respinto, ignorato o rifiutato di tradurre” storie di questo tipo. “Sono uno studioso della sessualità medievale, ma mi imbatto costantemente in storie come questa irlandese di cui non ho mai sentito parlare“. “Quindi è difficile dire quanto fossero comuni le storie queer: non solo per le persone medievali che disapprovavano, ma per la disapprovazione della gente moderna”. “Il Medioevo era complicato come oggi. C’erano molte idee contrastanti su ciò che ora chiamiamo omosessualità, diversi livelli di disapprovazione o approvazione e così via. Non otterremo mai una risposta chiara, non più di quanto si possa dire su tutto il XXI secolo. Gli studiosi che discutono di questi argomenti possono anche essere attaccati da persone infuriate che vogliono continuare a vedere il Medioevo come se fosse unicamente un periodo di “valori tradizionali” in termini di genere e sessualità, e che l’Europa medievale fosse tutta bianca. Ho ricevuto molti attacchi sul web per aver suggerito altre verità nella storia medievale, e i miei colleghi di colore subiscono abusi ancora peggiori.”

Ma per Wade e altri, queste storie sono “vitali“, perché “dicono alle persone queer e trans che hanno una storia, che ci sono sempre state, anche se non sono sempre state conosciute con le etichette che hanno oggi. Ho avuto studenti queer che mi hanno detto che hanno evitato di prendere lezioni sul Medioevo perché pensavano che il popolo medievale fosse solo una storia di oppressione. Non è vero, e penso che storie come queste ci dimostrino che le persone queer e trans non vivevano tutte nella paura o nascoste. Non conoscevo queste storie fino a quando non sono andato alla scuola di specializzazione, anche se ho seguito molti corsi medievali come studente universitario. Da giovane queer, anch’io li cercavo, ma erano difficili da trovare, il che è un grosso problema. Le storie di persone queer, trans, donne e persone di colore del passato non dovrebbero essere conosciute solo dagli studiosi. Queste storie possono salvare delle vite.”

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