L’arte queer sulla Luna, come simbolo “dell’unità e delle opportunità sconfinate della comunità LGBTQ”

"Significa che ora qualsiasi persona LGBTQ+, ovunque sulla Terra (o nello spazio) potrà guardare la Luna e sapere che, indipendentemente da ciò che sta accadendo sul nostro Pianeta, non saremo mai cancellati".

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L'arte queer sulla Luna, come simbolo "dell'unità e delle opportunità sconfinate della comunità LGBTQ" - Larte LGBTQIA atterra sulla Luna - Gay.it
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Un Pride sul suolo lunare, perché no? Due missioni spaziali prive di equipaggio in viaggio verso la Luna hanno portato con sé vari messaggi, compresa un’opera d’arte LGBTQ+ progettata per “promuovere il sostegno” nel settore spaziale e oltre.

Humanity’s Journey Into the Galaxy: We are All made of Stardust

L'arte queer sulla Luna, come simbolo "dell'unità e delle opportunità sconfinate della comunità LGBTQ" - Queer art the Moon - Gay.it
“Humanity’s Journey into the Galaxy: We are All made of Stardust”. (Rania Djojosugito and Khushi Shah/ Space Pride)

In collaborazione con l’Interstellar Foundation e Space Pride, le aziende aerospaziali private Firefly Aerospace e Intuitive Machines hanno lanciato due missioni, Blue Ghost Mission 1 e IM-2 Mission, contenenti un disco Nanofiche con l’opera d’arte incisa sulla sua superficie. Una copia digitale dell’opera d’è disponibile anche in una “piramide di sopravvivenza” all’interno del lander lunare.

Chiamato Humanity’s Journey Into the Galaxy: We are All made of Stardust, il dipinto è stato creato dagli operatori di Space Pride Rania Djojosugito e Khushi Shah ed è stato selezionato per far parte dell’iniziativa ASPIRE One Record nel 2023.

L’iniziativa, creata dalla Interstellar Foundation, nasce per preservare il patrimonio culturale e scientifico della Terra sulla Luna, archiviando dati e registri vitali in una serie di missioni. Dopo il lancio del 15 gennaio 2025, la missione Blue Ghost 1 è stata la prima ad atterrare dolcemente sulla superficie della Luna il 2 marzo, arrivando nel Mare Crisium Lunar. IM-2, nel frattempo, è atterrato a Mons Mouton solo pochi giorni dopo il lancio nel febbraio del 2025.

Khushi Shah, vicepresidente di Space Pride nonché artista del progetto, ha sottolineato via PinkNews come l’arte sia un modo per trasmettere una “combinazione unica di pensiero critico, curiosità e creatività”. “Mentre raggiungiamo le stelle e i pianeti oltre la Terra, è importante mostrare tutte le forme di cultura e connessione umana”.

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La co-creatrice dell’opera d’arte e direttrice operativa di Space Pride, Rania Djojosugito, ha aggiunto che l’arte è un “potente strumento” per invocare un senso di “comunità e umanità“.

L’opera d’arte, che raffigura un buco nero che assorbe un arcobaleno, simboleggia il “potenziale infinito dello spazio” e “l’unità e le opportunità sconfinate della comunità LGBTQ+”.

Un’opera che arriva mentre la rappresentanza LGBTQ+ nel settore spaziale è sotto attacco da parte delle politiche dell’amministrazione Trump. L’agenzia aerospaziale statunitense NASA ha ricevuto l’ordine di cancellare i contenuti LGBTQ+ e DEI dal suo sito web, che includeva diverse risorse e blog su dipendenti e funzionari LGBTQ+. Una delle pagine, precedentemente chiamata “Diversity at NASA“, è stata modificata in “special observations“, cancellando tutti i blog che presentavano dipendenti neri, donne e LGBTQ+.

Il presidente di Space Pride, Scott Scoular, ha precisato come l’avere opere d’arte LGBTQ+ sulla luna non sia “solo fonte di ispirazione per coloro che lavorano nel settore spaziale“, ma per tutti. “Significa che ora qualsiasi persona LGBTQ+, ovunque sulla Terra (o nello spazio) potrà guardare la Luna e sapere che, indipendentemente da ciò che sta accadendo sul nostro Pianeta, non saremo mai cancellati“.

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