‘Gli asessuali sono strani, sono malati’, polemica sulla trasmissione Radio2 condotta da Paola Perego

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Su Radio2, nel corso della trasmissione radio “Al posto del cuore”, sono stati pesantemente derisi gli asessuali.

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Solo pochi giorni fa vi abbiamo parlato degli ‘asessuali’, provando a spiegare cosa sia l’asessualità, ed oggi dobbiamo tornare a parlarne visto quanto accaduto il 4 agosto su Radio2, nel corso della trasmissione radiofonica “Al posto del cuore”.

Le conduttrici Paola Perego e Laura Campiglio hanno infatti affrontato il tema dell’asessualità, deridendola in lungo e in largo (QUI l’audio della puntata, dal minuto 10). Le due conduttrici hanno introdotto l’argomento come “una cosa alla quale dobbiamo dire no fermamente: asessuali”, per poi proseguire con un botta e risposta a dir poco imbarazzante.

“Sono quelli che non battono chiodo?”.
“No, peggio, rivendicano questa cosa come scelta di vita. Ma dove andremo a finire?”.
“Ma esistono? Sono uomini anche? Uomini che non hanno interesse per il sesso?” “Incredibile ma vero”.
“Secondo studi recenti sono l’1% della popolazione: è un morbo diffusissimo”.
“Sono malati, pazzesco”.
“Queste persone strane, perché sono strane…”.
“Rivendicano la loro scelta di vita così, senza vergogna, io non mi capacito”.
“Non è che vivono meglio loro? Non hanno distrazioni e le donne possono non farsi la ceretta…”.
“Paola, ti prego, smettila stai parlando come un’asessuale”.
“Questa loro condizione, questa loro malattia, diciamolo…”
“C’è una buona notizia: gli asessuali sicuramente non si riproducono, per cui sono una categoria in via di estinzione”.

Frasi che hanno fatto ovviamente infuriare le associazioni asessuali d’Italia, che da anni stanno facendo lavoro d’informazione, di attivismo sul territorio locale e nazionale, con i pochi mezzi a disposizione e con l’impegno e la passione di tanti volontari, per abbattere i tanti luoghi comuni che li riguardano. Le persone asessuali, per le quali il dato dell’1% è da considerarsi superato, si parla di cifre attorno all’5% per quello che riguarda lo “spettro” asessuale, sono spesso vittime di pregiudizi.

“Una trasmissione radiofonica di questo tipo, profondamente offensiva e disinformante, in onda alle 11 di mattina di un giorno praticamente festivo”, sottolineano attraverso un comunicato Gruppo Asessualità – Arcigay Milano, NovarArcobaleno, Arcigay Rainbow Vercelli Valsesia, Collettivo Asessuale Carro di Buoi e AVEN Italia, “non avrà certamente portato niente di buono, soprattutto verso quelle persone più giovani che, appena fatto “coming out” in famiglia, si siano sentite derise in questo modo, e quindi invalidate e messe in ridicolo di fronte ai propri affetti, e a quelle che ancora non sono “out”, ma che si sono sentite offese e trattate come fenomeni da baraccone su scala nazionale”.

L’asessualità, va sottolineato, si definisce come un orientamento sessuale caratterizzato dalla mancanza di attrazione sessuale verso tutti i generi. Si è cominciato a parlare di asessualità durante gli studi di Alfred Kinsey, alla fine degli anni ‘40, che notò una percentuale di persone (valutata fra l’1% e il 10%) che non avevano attrazione sessuale verso alcun genere. La prima associazione asessuale, all’epoca solo virtuale (AVEN- Asexual Visibility and Education Network), è stata fondata quasi 20 anni fa (risale al 2001). Gruppi asessuali partecipano ai Pride su scala mondiale dal 2008. In Italia, i primi gruppi asessuali hanno partecipato a un Pride la prima volta nel 2014, al Milano Pride. Nel 2018, i gruppi asessuali hanno partecipato, in forma organizzata a cinque Pride dell’Onda Pride, e in almeno tre di questi Pride alcuni attivisti della comunità asessuale figuravano come organizzatori.

“La visibilità è una delle ragioni dell’esistenza stessa delle associazioni e dei gruppi asessuali”, continuano. “Della visibilità fatta da Radio2 in questo modo , ne facciamo, volentieri, a meno. Non chiediamo le scuse da parte delle conduttrici. Chiediamo soltanto che, se i media, in generale, non hanno interesse a parlare dell’asessualità con cognizione di causa, di non parlarne. Tornino a parlare delle avventure estive di qualche reduce di qualche reality. D’altronde, è meglio essere inutili che dannosi”.

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