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Bingo, è tornata Margherita Vicario: “Lottiamo tutti insieme per vincere la battaglia del DDL Zan”

Nel brano Orango Tango cita Giorgia Meloni e il “Family Day", ma "senza preti e massoni, pieno di trans e di gay che cantano ‘Happy Day’”.

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33enne attrice e cantautrice romana, Margherita Vicario è tornata oggi nei negozi di dischi con Bingo, sua seconda fatica musicale dopo 8 anni d’attesa. Vista al cinema in film come To Rome with Love e Pazza di Me, Arance & martello e The Pills – Sempre meglio che lavorare, ma anche in tv con Amore pensaci tu e Nero a Metà, Margherita è da sempre paladina della comunità LGBT.

Toh Magazine l’ha intervistata, celebrandola come icona da scoprire, nel caso in cui non sappiate ancora chi sia. Tra i brani presenti nel disco spicca Orango Tango, pezzo in cui Margherita cita Giorgia Meloni e il “Family Day”, ma “senza preti e massoni, pieno di trans e di gay che cantano ‘Happy Day’”. Un pezzo scritto di getto, senza pensare troppo alle eventuali conseguenze.

Sono troppo istintiva perché dico che comunque scrivo canzoni ma non mi metto a ragionare su cosa possa scaturire dopo. Scusa se divago, ma mi viene in mente un commento che non dimenticherò mai sotto al post di un’altra mia canzone, Mandela, in cui uno scrisse: “stendiamo un velo pietoso sui contenuti, ma la canzone mi piace da impazzire”. Ho pensato chi se ne frega di quelli che potrebbero pensarla diversamente da me, una canzone ha una vita a sé. Penso che essere leggeri e divertenti sia un modo per non farsi nemici. Poi nello specifico della Meloni e del family day, io parlo per la mia esperienza personale di ragazzina di 16 anni che dopo aver fatto casini col fidanzatino fa il giro delle farmacie fino alle 4 del mattino per cercare di trovare la pillola del giorno dopo. Questo per dire che c’è sempre un punto di partenza personale in quanto cittadina di questo paese, quindi se io ce l’ho col family day è perché trovo aberrante che la sfera religiosa sia così radicata nel pubblico quando invece è una cosa che dovrebbe essere privata.

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Parole chiare, quelle di Margherita, neanche a dirlo favorevole al DDL Zan: “Penso che a forza di insistere l’unione faccia la forza e quindi stiamo lottando tutti affinché vinceremo questa battaglia. Dobbiamo fare il possibile, siamo fiduciosi, noi da cittadini possiamo solo esercitare una pressione su chi poi detiene il potere. Il mio pubblico è molto trasversale va dagli ottantenni ai bambini. Se devo dirti quale sia il mio target è quello della studentessa universitaria. Te lo dico con certezza perché mi scrivono sempre, vedono come una sorta di figura più grande che le comprende. Per quanto riguarda la comunità LGBTQI+ sicuramente sono più le lesbiche, mi ricordo i primi concerti che erano dei tripudi di lesbiche. Adoro!“.

Sul finire, una doverosa puntualizzazione sull’attacco del primo pezzo: “‘Ti prego Dio anche se non esisti’ mette in chiaro il mio punto di vista da subito. La chiesa come istituzione non mi piace, non mi è mai piaciuta“. Amen.

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