68enne avvocatessa e sociologa, figlia di un falegname e cresciuta insieme a 7 fratelli e 7 sorelle in una casa popolare di Galway, Catherine Connolly ha stravinto le elezioni irlandesi ed è diventata la nuova presidente della Repubblica d’Irlanda.
Indipendente appoggiata da tutti i partiti di sinistra, Connolly ha ottenuto il 63% delle preferenze, lasciando l’avversaria Heather Humphreys al 29%.
Catherine Connolly presidente di un’Irlanda inclusiva

“Sarò una voce per la pace, una voce che si basa sulla nostra politica di neutralità, una voce che esprime la minaccia esistenziale dal cambiamento climatico”, le sue prime parole.
Connolly, che succede al laburista Michael D. Higgins rimasto in carica 14 anni, ha promesso di sostenere coloro che non hanno voce.
“La nostra opinione pubblica e la nostra democrazia hanno bisogno di un dibattito costruttivo. Insieme, possiamo dare forma a una nuova repubblica che valorizzi tutti, che valorizzi e promuova la diversità e che abbia fiducia nella nostra identità”.
Nella sua storia politica Connolly si è sempre battuta per i diritti riproduttivi, la giustizia sociale e la neutralità, impegnandosi a combattere “razzismo, intolleranza e violenza“, che a suo dire “non hanno posto nella nostra società“. In passato ha sostenuto l’uguaglianza matrimoniale, diventata realtà nel 2015 con uno storico referendum nella cattolicissima Irlanda.
“Ho fatto campagna per l’uguaglianza matrimoniale a Galway e mi sono espressa al Dáil [la camera bassa del parlamento irlandese] a favore dei diritti LGBTQ+ all’estero e in patria, anche a sostegno del Gender Recognition Act e contro la terapia di conversione. Incitare alla paura e all’odio verso la comunità LGBTQIA è abominevole“, si legge sul suo sito ufficiale, dopo aver chiesto una legge che ignorasse i reati inflitti nel secolo scorso per rapporti sessuali consensuali tra uomini.
“Non aveva nulla a che fare con la giustizia o l’equità. Era omofobia allo stato puro e un insieme di valori che non avevano nulla a che fare con l’amore tra due persone. È ora che ce ne liberiamo. Non stiamo solo riconoscendo l’ingiustizia, ma stiamo anche avviando un processo che ci permetterà di rimediare a tale ingiustizia e di raggiungere finalmente l’equità”.
La nuova presidente d’Irlanda ha espresso pubblicamente il proprio sostegno alla comunità trans e non binaria, mai come in questo momento sotto attacco anche nel Regno Unito.
“Abbiamo bisogno di una società inclusiva. Non abbiamo bisogno di divisioni, non abbiamo bisogno di un linguaggio che divida. Ho lavorato come psicologa clinica e mi sono formata in Inghilterra. Conosco il dolore e la sofferenza che si provano quando si sente di non appartenere al genere giusto. So che è un processo doloroso, molto doloroso, ed è qualcosa su cui non mi soffermerò con leggerezza. Ma devo dire che, prima del mio arrivo, il governo ha approvato il Gender Recognition Act, una legge che consente a chiunque di decidere di cambiare genere e registrarsi di conseguenza, a partire dai 18 anni”.
Il ruolo del presidente d’Irlanda può durare al massimo 14 anni (due mandati) ed è di fatto quasi simbolico, paragonabile a quello del Capo dello Stato in Italia, ma il trionfo elettorale di Catherine Connolly ribalta quanto avvenuto l’anno scorso, quando a vincere fu il centrodestra con il premier Micheál Martin.
Catherine Connolly sarà la 3a donna presidente d’Irlanda dopo Mary Robinson (1990-1997) e Mary McAleese (1997/2011).
