Non ha ancora una distribuzione italiana Christy di David Michôd, atteso biopic sulla pugile queer Christy Martin interpretata da una trasformata Sydney Sweeney. La star di Euphoria ha dato anima e corpo per la pellicola, costata 15 milioni di dollari e appena uscita nei cinema d’America. Con numeri disastrosi.
Christy di David Michôd fa flop al box office

Sbarcato in 2,184 sale, Christy ha incassato appena 1,310,888 dollari al suo primo weekend di programmazione, rimanendo fuori persino dalla Top10, con 600 dollari a copia di media. Un disastro. Il 2° flop consecutivo della lanciatissima Sydney, dopo Eden di Ron Howard, che a metà dicembre sarà di nuovo in sala con Una di famiglia di Paul Feig. Proprio Sweeney, tramutata in nuovo idolo repubblicano grazie ad una chiacchieratissima campagna pubblicitaria di una marca di jeans che ha scomodato persino Donald Trump, ha voluto difendere Christy, con cui punta al sogno chiamato Oscar dopo aver preso 14 kg per interpretarla con credibilità.
Sydney Sweeney orgogliosa di Christy

“Sono profondamente orgoglioso di questo film“, ha precisato su Instagram. “Orgoglioso del film che ha fatto David. Orgoglioso della storia che abbiamo raccontato. Orgoglioso di rappresentare una persona forte e resiliente come Christy Martin. Questa esperienza è stata uno dei più grandi onori della mia vita. Questo film è sinonimo di sopravvivenza, coraggio e speranza. Attraverso le nostre campagne, abbiamo contribuito a sensibilizzare l’opinione pubblica su tantissime vittime di violenza domestica. Abbiamo tutti aderito a questo film con la convinzione che la storia di Christy potesse salvare vite umane. Grazie a tutti coloro che hanno visto, sentito, creduto e crederanno in questa storia per gli anni a venire. Se Christy ha dato anche a una sola donna il coraggio di fare il primo passo verso la sicurezza, allora avremo avuto successo. Quindi sì, sono orgogliosa. Perché? Perché non creiamo arte solo per i numeri, la creiamo per avere un impatto. E Christy è stato il progetto più significativo della mia vita. Grazie Christy. Ti amo“.
Chi è Christy Martin?

Attualmente sul set della 3a stagione di Euphoria, che arriverà in tv nel 2026, Sydney Sweeney è stata elogiata dalla critica per la sua Christy Martin.
Tra le pugili più influenti di tutti i tempi, Martin ha contribuito a legittimare la presenza femminile in questo sport: la “Rocky femminile”, venne definita. Christy scioccò il mondo diventando una superstar dopo aver vinto un sanguinoso incontro prima che Mike Tyson e Frank Bruno salissero sul ring, nel 1996. Ma la carriera di Martin è esplosa nel 1989, dopo aver incontrato il suo manager/allenatore, e poi marito, Jim Martin. Sono gli anni in cui Christy deve decidere se rendere pubblico o meno il suo orientamento sessuale, e sceglie di tenere segrete le sue relazioni con le donne. Presto Christy divenne la prima donna a firmare con l’iconico promotore Don King e l’unica pugile donna ad apparire sulla copertina di Sports Illustrated. Il suo carisma, il suo aspetto e la sua resilienza sul ring le hanno fatto guadagnare un’enormità di tifosi, fino a diventare campionessa dei pesi welter. Ma dietro il personaggio pubblico, Christy ha dovuto affrontare i propri demoni personali, relazioni tossiche e un brutale attentato alla sua vita. Nel 2010 Christy rischiò di morire per mano di suo marito, che provò ad ucciderla pugnalandola. L’uomo è stato poi riconosciuto colpevole di tentato omicidio di secondo grado e condannato a 25 anni di carcere. Martin ha successivamente sposato l’ex rivale Lisa Holewyne, il 25 novembre 2017. Su Netflix è disponibile un documentario dedicato alla vita e alla carriera di Martin, Untold: Deal with the Devil.
Al fianco di Sydney nel film troviamo Katy O’Brian di Love Lies Bleeding, nel ruolo dell’eterna rivale di Martin, poi diventata sua moglie, Lisa Holewyne, e Ben Foster nei panni dell’ex marito James Martin.
Sydney Sweeney e il caso dei jeans American Eagle

La scorsa estate Sydney Sweeney ha diviso l’America grazie alla pubblicità dei jeans American Eagle, incentrata sullo slogan “Sydney Sweeney Has Great Jeans“, con gioco di parole sui “geni” e relativa indignazione social, con l’azienda accusata di “propaganda nazista”. Da parte dei democratici c’è stato chi ha chiesto il ritiro della campagna, mentre tra i repubblicani Sydney è diventata un’icona.
“È una repubblicana registrata? Oh, adoro la sua pubblicità! Sareste sorpresi di quante persone siano repubblicane… Se Sydney Sweeney è una repubblicana registrata, penso che la sua pubblicità sia fantastica!”, commentò Donald Trump, con il vice JD Vance che aggiunse: “Il mio consiglio politico ai Democratici è di continuare a dire a chiunque pensi che Sydney Sweeney sia attraente che sia un nazista. Questa sembra essere la loro vera strategia”. Da parte della diretta interessata sono seguiti mesi di silenzio fino alla scorsa settimana, quando via GQ è tornata sulla diatriba American Eagle:
“So chi sono. So cosa apprezzo. So di essere una persona gentile”. “So di amare molto e so che non vedo l’ora di vedere cosa succederà. E quindi non lascio che siano gli altri a definire chi sono”. “Ho fatto una pubblicità di jeans. Voglio dire, la reazione è stata sicuramente una sorpresa, ma adoro i jeans. Indosso solo jeans. Indosso letteralmente jeans e maglietta ogni giorno della mia vita. Alla fine sapevo a cosa serviva quella pubblicità, ed erano jeans fantastici, non mi ha influenzato in alcun modo“.
Sweeney ha definito “surreale” l’interento di Trump sulla sua campagna, per poi precisare di non aver seguito le furenti polemiche estive: “Ho semplicemente messo via il telefono”. “Stavo girando tutti i giorni. Sto girando Euphoria, quindi lavoro 16 ore al giorno e non porto il telefono sul set, lavoro e poi torno a casa e vado a dormire. Non ho visto molto.”
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