Oggi 46enne, Conrad Ricamora è diventato famoso nel 2014 grazie al personaggio di Oliver Hampton in Le regole del delitto perfetto. Indossati gli abiti del grande amore di Jack Falahee (Connor Walsh) per 82 episodi, Ricamora ha ritrovato la serialità tv con The Resident, si è fatto vedere in Fire Island di Andrew Ahn ed è soprattutto tornato a teatro, suo grande amore, strappando una nomination ai Tony Award grazie al musical queer Oh, Mary!, in cui ha interpretato il ruolo del marito sofferente e represso di Mary Todd Lincoln.

Da due anni felicemente sposato con Peter Wesley, Conrad Ricamora ha parlato della rappresentazione gay asiatica tra piccolo e grande schermo dalle pagine di PinkNews. Di origini filippine, Conrad non aveva in programma di diventare un attore. Ha trascorso l’infanzia tra le varie basi dell’aeronautica militare statunitense, dove lavorava suo padre filippino-americano, e non sapeva dell’esistenza del teatro fino all’età di 20 anni. La sua prima esibizione su un palco è stata alla Queens University, con suo papà che non voleva facesse l’attore perché sperava potesse prendere un dottorato dopo essersi laureato in psicologia.
Conrad Ricamora e il sesso gay di un uomo asiatico in tv
La svolta nel 2014 con il suo Oliver in How To Get Away With Murder. Un personaggio asiatico, omosessuale, sieropositivo, premuroso, sexy. Una prima volta assoluta per la serialità televisiva.
“Mai avrei mai pensato di vedere una scena gay – beh, diverse scene di sesso gay nel corso delle stagioni – in prima serata. How To Get Away With Murder andava in onda su ABC, che è di proprietà della Disney!”. “È stata una grande vittoria per la rappresentazione delle persone LGBTQ. E poi, da uomo asiatico? Non ricordavo di aver mai visto un uomo asiatico in una scena di sesso. Non avevo nemmeno un riferimento”.
Non a caso seppur Le regole del delitto perfetto sia finita da 5 anni, l’affetto del pubblico non è mai diminuito. “Ancora oggi, asiatico-americani e asiatici in altre parti del mondo mi contattano per dirmi che quella è stata la prima volta in cui hanno visto un uomo asiatico avere una vita sessuale tridimensionale in TV, che non era una caricatura o uno stereotipo, e quanta sicurezza ha dato loro per vivere appieno la loro vita e per affrontare la propria sessualità con sicurezza”. “Perché se non lo vedi, è difficile esserlo“, ha precisato Conrad a PinkNews.
Da Fire Island a Il Diavolo Veste Prada 2
Poi è arrivato Fire Island, altro unicum cinematografico, perché film queer scritto dall’attore gay dichiarato Joel Kim Booster, con un cast che comprendeva anche altri asioamericani gay. “Per un lungometraggio con un cast così ricco di asioamericani, mi chiesi: ‘Oh, come si fa ad ottenere il via libera?’, perché di solito ci deve essere uno di noi e poi, tipo, un sacco di altri, tipo i bianchi, intorno a noi”. “Ho interpretato il nerd in Le regole del delitto perfetto per sei anni, quindi non pensavo che interpretare il rubacuori fosse nelle mie possibilità”. E invece così è stato, tanto dal bramare un sequel di Fire Island che ad oggi è ancora solo idea teorica.
Recentemente visto in Dying for Sex, Conrad Ricamora ha già girato il drama The Last Day e sarà tra le new entry di Il Diavolo Veste Prada 2, in questi giorni a Milano per delle riprese impreziosite dalla comparsata di Lady Gaga, guest star di peso del sequel più atteso del 2026.


