Le facce caricaturali di Michael Kirwan

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Ci sono fumettisti che sono entrati nell'Olimpo degli artisti, come Tom of Finland. Ma anche Michael Kirwan con le sue illustrazioni grottesche e visi caricaturali.

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La pornografia può essere considerata arte? Considerando come cambia il concetto di pornografia e di arte nel corso del tempo è molto difficile dare una risposta definitiva. Tuttavia è innegabile che un certo tipo di pornografia possa essere molto vicina al concetto di arte sotto diversi punti di vista, e che alcuni illustratori prettamente pornografici siano considerati degli artisti al pari di tanti loro colleghi che evitano la rappresentazione esplicita del sesso. In ambito gay Tom of Finland è ormai un esempio classico, ma ci sono molti artisti contemporanei che a loro modo non sono da meno, anche se per diversi motivi non dono mai diventati popolari come lui. Uno di questi à Michael Kirwan.

La sua è una storia decisamente originale: nato a New York nel 1953, aveva dimostrato fin da piccolo una certa predisposizione artistica ma la sua famiglia era indigente e non era in grado di sostenere la sua passione, tant’è che si ritrovava a disegnare sui sacchetti di carta della spesa. Tuttavia, frequentando una scuola cattolica, aveva avuto la fortuna di rientrare in un programma dell’arcidiocesi di New York che permetteva ai ragazzi più dotati delle scuole medie di frequentare corsi artistici di tipo universitario. Per tre anni il talento di Michael Kirwan ebbe modo di sbocciare ma lo aspettava un brutto risveglio: finito il programma speciale, lo aspettava il rientro nel classico liceo cattolico di provincia, l’unico che poteva permettersi, che offriva dei corsi artistici a dir poco elementari in un clima molto castrante.

Disilluso e amareggiato dalla vita mediocre a cui sembrava destinato, divenne un ragazzo cinico, caustico e ribelle, accantonò i suoi sogni e finì per sposare la ragazza che frequentava, anche perché l’aveva appena messa incinta. Purtroppo per lui una ciambella lanciata addosso ad una insegnante lo fece espellere prima del diploma, e con una famiglia da mantenere iniziò a fare il magazziniere.

Era la fine degli anni ’70, e Michael Kirwan iniziava ad essere consapevole della sua omosessualità, tant’è che la moglie scelse il divorzio proprio a causa delle sue crescenti scappatelle gay. A quel punto decise di tagliare col passato e di iniziare a lavorare nell’ambiente gay, come inserviente nelle saune e come chef nei ristoranti. Nel 1990, però, decise di ritentare la carta dell’illustrazione e iniziò a collaborare con varie riviste gay: il buon successo lo spinse a fare della sua arte una professione, e da allora in poi i suoi lavori sono diventati un classico dell’arte omoerotica contemporanea.

La particolarità delle sue illustrazioni, oltre che un’abile uso dei colori e della composizione, sta nei suoi soggetti. Non ci sono mai maschi del tutto perfetti e manichini senz’anima ma un infinito campionario di varia umanità, di tipologie e di difetti fisici più o meno accentuati. In qualche caso l’artista utilizza anche soggetti con evidenti handicap e malformazioni fisiche, quasi a voler sottolineare la legittimità universale del sesso e del piacere.

In effetti, guardando con attenzione le sue illustrazioni erotiche, quello che sembra emergere è proprio la volontà di rappresentare il sesso gay e la sua energia in un rimedio universale per le brutture e gli squallori della vita. I soggetti delle sue illustrazioni hanno espressioni grottesche e visi caricaturali. Spesso e volentieri non comunicano altro che il loro desiderio sessuale ma osservandoli con più attenzione riescono a dare esattamente l’idea dell’energia sessuale e di quello che può rappresentare nelle sue varie forme, dal sublime al meschino. Cosa che spesso gli artisti omoerotici che puntano su soggetti troppo idealizzati non riescono a fare. Stranamente, però, solo ora esce la prima antologia che raccoglie alcuni dei migliori lavori che Michael Kirwan ha realizzato in questi anni, per opera della Gmuender e con il titolo Just so Horny ("Davvero eccitato"). In questo modo si rende finalmente giustizia ad uno degli artisti omoerotici più rappresentativi degli ultimi decenni, e uno dei pochi in grado di rappresentare con tanta efficacia le luci e le ombre della sessualità gay. Tanto di cappello.

Per maggiori informazioni http://brunogmuender.com/ e http://www.kirwanarts.com/

di Valeriano Elfodiluce

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