Dissing: l’aggressività del rap si limita a svelare ciò che non ammettiamo della nostra società

Inutile demonizzare un fenomeno musicale che si lmita ad impiegari gli "strumenti" radicati nel profondo del nostro rimosso sociale: razzismo, misoginia, patriarcato che ci fa comodo non vedere. Il dissing è in fondo una seduta di autocoscienza collettiva. Il contributo di Eugenia Nicolosi.

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Dissing: l'aggressività del rap si limita a svelare ciò che non ammettiamo della nostra società - dissing trap cover - Gay.it
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No, nel dissing tra Tony Effe, Niky Savage e Fedez non ci ‘rimettono le donne’. Il problema dei maschi che si esprimono con un linguaggio sessista nel rap e nel trap non è un problema musicale che atterra sulle fidanzate e sulle mogli dei rapper o sulle ragazze che ascoltano il rap: è un problema culturale di cui dobbiamo farci carico tutte e tutti.

Chi fa rap e trap in Italia scopiazza le cifre sessiste delle gang americane perché è lì che il rap nasce, nelle strade delle gang americane. Ed è stato per molti anni lo strumento espressivo dei giovani delle comunità nere: è solo per questo (e le ragioni sono più che comprensibili) che il suo linguaggio è fondato su riferimenti alla rabbia, alle ingiustizie, alla violenza, alla droga, al disordine pubblico.

Il tutto condito da misoginia (che essendo fondante della nostra cultura non si capisce perché ci sorprende quando viene espressa nel rap e nel trap) e omofobia (per la stessa ragione) e stereotipi razziali.

Alla rabbia si accompagna, in seconda battuta, il sentimento di riscatto che partendo da una cultura maschilista non può che misurarsi in termini di numero di donne possedute o in quantità di soldi guadagnati: ma se oggi la riduciamo a ‘violenza’, per molti anni è stato il fedele racconto di uno spaccato sociale.

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Un vero ‘racconto ‘sociale’ che poi è diventato uno ‘stile’, con il linguaggio delle origini che è diventato una formula da copiare e ripetere per essere considerati credibili.

È troppo facile leggere il rap o il trap come una causa della misoginia e della violenza tra i giovani o come un megafono di violenza, in questo caso sessista. Ma va letto come un effetto di quel maschilismo (violento e misogino) che è tutta la società.

Il rap si limita a raccontarlo, a rappresentarlo e a metterlo in scena perché è letteralmente il trionfo degli elementi fondativi della nostra cultura. A cominciare dalle relazioni intese come rapporti di potere e le donne come oggetti da contendere. Quello che dovremmo chiederci non è perché il rap crea ed esporta quei modelli, ma perché non si riesce a uscire da quella cultura che fornisce al rap la cassetta degli attrezzi.

Di Eugenia Nicolosi, giornalista 

© Riproduzione riservata.

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stefano belli 22.9.24 - 20:00

Sinceramente ho sempre pensato che Fedez sia omosessuale e, se fosse, non capisco perché continui a nasconderlo...