Durante l’incontro stampa di giovedì 19 febbraio a Milano a cui ha partecipato anche Gay.it, Ditonellapiaga ha parlato della sua partecipazione al Festival.
La cantante sarà in gara a Sanremo 2026 con il brano “Che Fastidio!”.
A fare da apripista al Festival e a segnare l’inizio di una nuova fase artistica, ricca di uscite nei prossimi mesi, c’è il singolo con videoclip “Sì lo so”.
Il 10 aprile 2026 arriverà invece il terzo album “Miss Italia”. Scritto insieme ad Alessandro Casagni, il disco nasce dopo un periodo di incertezza sul piano musicale, una pausa necessaria per fermarsi, rimettere ordine e ritrovare la propria direzione.
Nell’autunno 2026 tornerà anche dal vivo con due date prodotte da Magellano Concerti, il 27 novembre all’Atlantico di Roma e il 30 novembre al Fabrique di Milano.
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Ditonellapagia a Sanremo 2026: il nome d’arte, l’identità e l’immaginario
Il nome d’arte Ditonellapiaga nasce come semplice nickname su Instagram, ma nel tempo è diventato parte essenziale del suo immaginario.
È un nome spigoloso, ironico e riconoscibile, proprio come la sua musica. Sul palco, grazie a una presenza magnetica, la dimensione live diventa l’estensione più immediata del suo universo sonoro.
Artista completa, si muove con disinvoltura anche tra audiovisivo e cinema, ampliando ulteriormente i confini del suo percorso creativo.
La cantante ha raccontato anche il rapporto complicato con quel nome:
“Il mio nome? Non vi nego che a un certo punto è stato anche un problema, nel senso la mia immagine di ragazza carina e sorridente non funziona con un nome del genere che spesso viene percepito come respingente, soprattutto per una donna.
Mi sono ritrovata a vivere una reticenza nell’essere aperti rispetto a un progetto come il mio che sicuramente non è un progetto educato, ecco”.
Ditonellapiaga svela anche di avere avuto problemi discografici per la scelta del suo nome d’arte:
“Ad un certo punto, lo racconto senza problemi, è stato anche messo in discussione il mio nome, c’è stato un momento in cui è stato considerato di cambiarlo, secondo me follia perché come cazz* mi chiamo? Margherita Carducci improvvisando con la chitarra che manco suono?
Quindi c’è stato un momento di grandissima confusione. Aderire a un modello che non è il mio mi faceva stare male, ma poi tra l’altro non funzionava, nel senso non sarebbe stata una scelta giusta”.
La recitazione e i progetti futuri
Durante l’incontro con la stampa, Ditonellapiaga ha parlato anche della recitazione e della sua importanza nella sua carriera:
“Ho fatto un percorso di studi legato anche a un’accademia teatrale e poi ho scelto di non fare l’attrice, ci saranno delle motivazioni.
La recitazione è comunque una passione che voglio coltivare e approfondire. Non voglio che diventi il mio lavoro perché il mio mestiere è fare musica, però non nego che nel futuro mi piacerebbe provare a cimentarmi in altre cose”.
Ha commentato anche l’ipotesi Eurovision:
“Onestamente io non penso, anche perché credo che porti anche un po’ sfiga pensare a questa cosa della vittoria. Non penso che arriverò mai neanche nella cinquina. Quindi in questo momento mi sto concentrando sul festival, però ci penserò”.
Il nuovo album “Miss Italia”
Ditonellapiaga ha svelato anche come è nato il nuovo album:
“E’ stato scritto in seguito a un mio momento di crisi in cui mi sentivo paralizzata dalle aspettative che avevano gli altri su di me e dall’idea che avevano gli altri di me.
Parla del rapporto con i canoni, con il mondo esterno, e sono contenta che non sia un disco per niente legato all’amore, è un disco che parla di me, del mio rapporto con me stessa e con le mie aspettative, i miei fallimenti e i desideri”.
La cover con TonyPitony
Ditonellapiaga ha parlato anche di TonyPitony, con lei sul palco durante la serata di venerdì sera dedicate alle cover:
“Il mio percorso a Sanremo è all’insegna dell’irriverenza e della follia, della teatralità. E sinceramente non potevo avere persona migliore al mio fianco, perché Tony è un maestro di ironia, ma soprattutto di teatralità, perché è un attore.
E preparatevi perché la sua voce è incredibile, ha una vocalità sensazionale. Io avevo l’esigenza di fare una cosa poliedrica e musicalmente molto diversa dal mio brano in gara, però sapete già la cover qual è.
Volevo fare una cosa che fosse in contrasto con il brano dance che porto e conoscerlo e poterci lavorare mi ha fatto proprio bene perché ci siamo trovati molto complici nel modo di approcciare alle cose.
Teatrali, performativi, divertenti. Lui ha proprio tantissimo gusto musicale e tantissima padronanza vocale. E’ veramente bravo e mi ha spronato anche a migliorarmi.
Quello che penso è che la sua produzione debba essere presa come un ridere di lui e non ridere con lui, come può essere la produzione di Checco Zalone.
Io lo prendo così, però capisco che le sensibilità siano diverse. E’ da sottolineare il fatto che lui sia molto ironico e sia un personaggio caricaturale proprio delle contraddizioni della nostra società.
Io la vedo così, però questo non mette in discussione il fatto che ci siano persone che abbiano sensibilità diverse e che non a tutti possa arrivare la stessa cosa, ci sta”.
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Il ricordo di Ornella Vanoni
La cantante ha parlato anche della recente scomparsa di Ornella Vanoni:
“La sua morte secondo me è stato proprio un lutto nazionale culturale, non solo musicale.
Mi meraviglio di aver potuto conoscere personalità come quella di Ornella. Quando l’ho conosciuta durante il soundcheck, ho sentito la sua voce ed ho avuto un brivido, perché è impressionante! La senti nel vinile e poi a un certo punto la senti sul palco dal vivo con te.
Quando siamo andate a cena insieme ho proprio sentito il peso culturale che lei aveva.
Era veramente una intellettuale, non riesco a considerarla soltanto una cantante e quando mi ha raccontato della caduta del muro di Berlino e mi ha detto che ha preso subito i biglietti per andarci perché mi aveva detto che suo figlio non poteva perdersi un evento storico così importante.
Mi sono proprio sentita piccolissima”.
Le pagelle dei giornalisti e la reazione
Ditonellapiaga ha raccontato anche la sua reazione a caldo dopo le pagelle dei giornalisti al seguito dell’ascolto in anteprima del brano in gara:
“Quando ho letto le pagelle ho pensato fosse un cortocircuito, non mi sembrava verosimile”.
“Che Fastidio!”: il significato del brano
“Che fastidio” parla di un grande momento di fragilità:
“Questo brano nasce da uno sfogo, da una discussione coi miei discografici. Una discussione che poi ha portato a un epilogo sicuramente positivo. Sicuramente tratta di un senso di alienazione, di costrizione verso dei rituali sociali, delle formalità che a volte ci stanno strette.
Penso sia un brano estremamente autoironico, perché tutte le cose che elenco, quasi tutte, le faccio e ne faccio parte. Vorrei che non venisse preso con arroganza o con cattiveria, perché è un brano estremamente simpatico in realtà.
È un po’ come quel parente che vedi a Natale. E’ tua zia, le vuoi bene, però ogni tanto dice quella parola e dici “Sì, però questa cosa la potevi tenere per te”, no? Però le vuoi bene, è fastidiosa, ma comunque le vuoi bene.
È nata da una discussione con loro rispetto al mio futuro discografico, perché il mio percorso è un po’ difficile per certi versi, perché mi sento sempre fuori posto.
Sono sempre troppo pop per l’underground e sempre troppo alternativa per il pop mainstream. Questo non avere una casa e non essere troppo etichettabile in questo momento è un problema.
Nel momento in cui le strade diventano due, io automaticamente ho scelto, con grande fatica, di cercare di costruirmi una terza strada: se non è A e non è B, deve essere C, e devo essere molto chiara nei miei intenti nel definire questa strada.
Questo pezzo, secondo me, è un brano che rispecchia al 100% la mia identità musicale e contenutistica”.
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