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Torture e stupri correttivi: scene dalla clinica in Ecuador che cura omosessuali e transessuali

La protagonista è la fotografa stessa, che ha ricreato le scene sulla base dei racconti ascoltati.

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Un progetto fotografico d’impatto, capace di accendere i riflettori sulle cliniche che in Ecuador utilizzano torture e stupri correttivi ai danni di persone omosessuali e transessuali: questo il senso di Until You Change di Paola Paredes.

Era il 2013 quando la fotografa ecuadoriana Paola Paredes sentì parlare per la prima volta di alcune cliniche – naturalmente illegali – in cui si cercava di convertire gay, lesbiche e persone transessuali con stupri correttivi, digiuni forzati e altre forme di maltrattamento. Dopo aver saputo dell’esistenza di queste strutture, Paola ha avviato una serie di ricerche sull’argomento, trovato e intervistato alcune ex pazienti e si è infiltrata in una di queste cliniche con la scusa di voler raccogliere informazioni per il trattamento di un parente.

All’esterno operano come strutture di trattamento destinate ad alcolisti e a tossicodipendenti, ma previo pagamento applicano le stesse pratiche a omosessuali, transessuali, alle adolescenti rimaste incinte e alle prostitute. Alcune di queste cliniche costringono i pazienti a studiare la Bibbia e li sottopongono a esercizi forzati.

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Paola non aveva ancora confessato la propria omosessualità in famiglia quando scoprì dell’esistenza delle cliniche: “Sì, ho immaginato che potesse accadere anche a me”. Così un giorno si è messa al tavolo con loro e si è liberata: “Sono lesbica”. Le immagini che ritraggono i loro discorsi e le loro sensazioni sono confluite nel suo altro progetto fotografico, Unveiled.

Until you change (in italiano “Finché non cambi”) è invece il risultato delle interviste realizzate: Paola Paredes ha ricreato alcune scene descritte dalle donne di cui ha ascoltato le esperienze utilizzando, come già in Unveiled, se stessa come protagonista.

© Riproduzione riservata.

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