Educazione sessuo-affettiva, la Lega vuole vietarla anche alle scuole medie

Il partito di Salvini e Vannacci ha presentato e fatto approvare un emendamento al ddl sul consenso informato a scuola promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

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Rossano Sasso e Jacopo Coghe
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Un blitz in in commissione Cultura alla Camera, per distogliere l’opinione pubblica dal flop elettorale in Toscana. La Lega di Matteo Salvini, Roberto Vannacci e Rossano Sasso ha presentato e fatto approvare un emendamento al disegno di legge sul consenso informato a scuola promosso dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Grazie a questo emendamento, dopo essere già stata esclusa alle scuole materne ed elementari l’educazione sessuo-affettiva sarà vietata anche nelle scuole medie.

Firmato dalla leghista Giorgia Latini, l’emendamento estende l’esclusione delle attività didattiche e progettuali «nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità» oltre alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria, come precedentemente già previsto, anche «alla scuola secondaria di primo grado».

Gli alunni delle scuole medie, in sostanza, neanche con il consenso informato dei genitori potranno fare progetti sull’educazione all’affettività e alle differenze, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulla prevenzione delle gravidanze precoci, sul contrasto alla violenza sessuale.

Festeggiano Lega e Pro Vita

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La Lega in commissione Cultura della Camera

Capogruppo leghista in commissione Cultura e relatore del ddl Vaditara, Rossano Sasso ha sostenuto che “troppe volte abbiamo assistito a episodi di tentativi di indottrinamento da parte di attivisti di estrema sinistra Lgbt, e anche oggi i colleghi dei partiti di sinistra hanno dimostrato tutta la loro avversione ideologica alle famiglie”. Secondo Sasso, l’emendamento “non vieta affatto l’educazione alla sessualità né impedisce l’accesso a informazioni corrette: si limita a escludere dalle scuole primarie e secondarie di primo grado attività didattiche che esorbitino da quanto previsto dalle indicazioni nazionali, che già includono, e anzi potenzieranno, contenuti su relazioni, empatia e rispetto“.

Immediati sono arrivati i complimenti di Pro Vita e Famiglia. Jacopo Coghe, suo portavoce, ha parlato di “proposta liberale e democratica che impedisce alla politica di trasformare le scuole in sezioni di partito. Il divieto di affrontare questi temi alle elementari e alle medie è una misura di totale buonsenso contro chi in questi anni è entrato nelle classi per parlare di utero in affitto, pillola abortiva, cambio di sesso e favole gay”.

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Opposizioni sul piede di guerra

Di diverso avviso le opposizioni. “In un Paese ancora scosso dall’ennesimo femminicidio di una giovane donna, la risposta politica del governo è quella di restringere ulteriormente gli spazi dedicati all’educazione all’affettività e al rispetto dell’altro nelle scuole“, ha dichiarato Irene Manzi, responsabile scuola del Pd. “Un modello censorio che lascia il campo libero alla disinformazione, fondata sul sessismo e la cultura della sopraffazione, che circolano indisturbati in rete”.

“Così l’Italia torna nel Medioevo”, ha aggiunto l’europarlamentare Alessandro Zan.

Elisabetta Piccolotti, di Alleanza Verdi e Sinistra, ha parlato di “deriva oscurantista della scuola“, accusando il Governo di essere “ispirato dal fondamentalismo e dall’estremismo religioso”. “La maggioranza è riuscita nell’ardua impresa di peggiorare il provvedimento sul consenso informato del ministro Valditara: un attacco alla laicità della scuola, alla libertà di insegnamento e infine di una gravissima negazione del diritto soggettivo di tutti gli studenti e le studentesse ad avere accesso ad un’istruzione completa e di qualità“.

La cultura patriarcale uccide“, hanno ricordato le pentastellate Stefania Ascari, Anna Bilotti, Alessandra Maiorino e Daniela Morfino, ribadendo l’importanza “dell’educazione affettiva e sessuale” nelle scuole.

E adesso la modifica al DDL Valditara voluta e fatta approvare dalla Lega dovrà passare il parere delle Commissioni, per poi approdare prima alla Camera e poi al Senato.

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