Eurovision 2025, proteste anti-Israele al Turquoise Carpet: bandiere palestinesi e tensioni “aperta una indagine” – (VIDEO)

“Genocide Song Contest”, il Turquoise Carpet dell'Eurovision 2025 si apre con una protesta anti Israele: bandiere palestinesi e fischi, interviene la sicurezza.

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Eurovision 2025, proteste anti-Israele al Turquoise Carpet
Eurovision 2025, proteste anti-Israele al Turquoise Carpet
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L’Eurovision Song Contest 2025 ha ufficialmente preso il via a Basilea, segnando la 69ª edizione di un evento che ogni anno cattura l’attenzione di oltre 160 milioni di spettatori in televisione e milioni online. Ma, come spesso accade quando la musica incontra la realtà geopolitica, lo sfondo è tutt’altro che neutro. 

La settimana dell’Eurovision è iniziata con il tradizionale Turquoise Carpet lungo 1,3 chilometri – il più lungo nella storia della manifestazione – che ha visto sfilare i rappresentanti dei 37 paesi in gara, tra fan entusiasti, bande musicali e l’immancabile sfarzo. 

L’Italia è rappresentata da Lucio Corsi, secondo classificato al Festival di Sanremo 2025 dopo Olly, che ha scelto di non partecipare.

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Proteste a Eurovision 2025: bandiere palestinesi e slogan forti

Fin da subito, un elemento ha dominato la scena, ricordandoci che il mondo reale bussa prepotentemente alle porte dello spettacolo: la protesta contro la partecipazione della delegazione israeliana, e in particolare contro la cantante Yuval Raphael, in gara con il brano “New day Will Rise”.

Le contestazioni per la partecipazione di Israele all’Eurovision non sono una novità; già un anno fa ci furono proteste e fischi durante le esibizioni. Quest’anno la situazione si è ripetuta. 

Durante la sfilata sul Turquoise Carpet, prima, durante e dopo il passaggio delle delegazioni, un folto gruppo di fan nelle prime file ha sventolato bandiere palestinesi. In un punto, è stato esposto uno striscione eloquente con scritto “Genocide Song Contest”. Queste presenze erano ben visibili, sebbene il tono generale fosse descritto come pacifico.


Le bandiere palestinesi sono apparse in diverse zone lungo il percorso del Turquoise Carpet, affiancate in alcuni casi anche da bandiere rainbow, un simbolo solitamente associato all’inclusione e alla diversità che qui si unisce a un messaggio di solidarietà politica. 

Cartelli e slogan chiedevano “Stop alla guerra”, “Israele: aprite i confini di Gaza. Lasciate entrare gli aiuti”, “Sionismo: colonialismo”, “Salvate Gaza”, “Fermate subito Israele”, “Non c’è spazio sul palco per il genocidio”, “Benvenuti al Genocide Song Contest”, “Israele toglie la vita ai bambini”, “Fermate il genocidio, Palestina libera”.

L’intervento della sicurezza

Parallelamente, si sono verificati episodi che hanno richiesto l’intervento della sicurezza. Un manifestante è riuscito a eludere il cordone e a infilarsi sul Turquoise Carpet stesso, venendo poi spostato di peso dalla Gendarmeria. Va riconosciuta la gestione dell’episodio, che ha permesso alla parata di proseguire in sicurezza senza che nessuno si facesse male.

Tuttavia, un momento particolarmente increscioso ha macchiato l’evento. Mentre la delegazione israeliana passava, uno spettatore tra il pubblico ha mimato il gesto del taglio della gola rivolto direttamente alla cantante Yuval Raphael.

La delegazione israeliana ha prontamente inoltrato una protesta ufficiale alla polizia svizzera e all’EBU. Le indagini sono aperte. È probabile che, una volta identificato, l’uomo venga semplicemente bannato da futuri eventi, ma il segno lasciato da questo gesto è ben più profondo.

Chi è Yuval Raphael, la cantante israeliana sopravvissuta all’attacco di Hamas

In mezzo a queste tensioni, emerge la figura di Yuval Raphael, la giovane artista israeliana. La sua storia personale è segnata da un trauma profondo: è una sopravvissuta all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 al festival Supernova, dove è riuscita a salvarsi nascondendosi sotto i cadaveri. Quell’attacco spietato ha causato oltre 1200 vittime e 250 ostaggi.

Nonostante le contestazioni e i fischi al passaggio della sua delegazione – accolta solo da pochi applausi – Yuval ha continuato a sorridere, sventolando la bandiera del suo paese, imitata dai membri della sua squadra.

La sua canzone “New Day Will Rise”, interpretata in ebraico, francese e inglese, è pensata per trasmettere un messaggio di solidarietà. Yuval Raphael stessa ha spiegato: “Voglio portare un messaggio di pace, unità e amore”. E ha aggiunto, riferendosi al suo passato: “Soprattutto visto quello che ho passato, ora voglio portare un messaggio di pace, unità e amore. La mia canzone in ebraico, francese e inglese contiene il mondo”.

Yuval ha anche condiviso un lato più leggero, esprimendo la sua gioia e familiarità con la Svizzera, avendo vissuto a Ginevra da piccola e viaggiato molto nel paese. Ha descritto Basilea con aggettivi come “Bellissimo paesaggio, verde e bellissimo fiume”, mostrando di apprezzare la bellezza del luogo che ospita l’evento.

Speriamo che la musica, alla fine, riesca a fare quello che la politica spesso non riesce: unire.

© Riproduzione riservata.

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