Non c’è più sentimento tra i giovani?

Cosa deve fare un ragazzo, oggi in Italia, per trovare una persona con cui passare il resto della sua vita?

sentimento
6 min. di lettura

Federico ha un quesito complicato: è ancora possibile amare? E’ rimasto ancora quel sentimento? Non perché non ne sia capace, ma perché non riesce a trovare una persona con cui condividere più di una notte di sesso. Ecco il suo messaggio dalla Community di Gay.it.

Dov’è finito il sentimento dell’amore?

Salve a tutti, vi prego di perdonarmi se ho scritto un poema, ma ho cercato di riassumere la frustrazione che sto vivendo in questi giorni. Magari chi di voi riesce a sopravvivere alla lettura saprà darmi qualche consiglio.
Sono sinceramente esasperato. Sono deluso. Amareggiato. Afflitto. E una serie di altre sensazioni negative. Probabilmente questo post sarà percepito come generalista, impreciso e magari anche offensivo per alcuni. Ed è questo il motivo per il quale ci tengo a precisare fin da subito che quanto segue è conseguenza della mia personale esperienza, del mio essere me stesso, che però potrebbe, spero, riguardare anche altre persone come me, una minoranza assoluta in una società asettica.

[…] In una società che si priva dell’etica, dove i soggetti che vivono nel mondo non hanno più una morale, perché la loro unica morale è solo godere quanto più possibile senza preoccuparsi delle conseguenze, io mi sento terribilmente isolato. Io lo vedo, lo vedo nel numero crescente di “coppie aperte”, la monogamia che viene accusata di essere una specie di trappola, insieme all’uso sempre maggiore di siti di incontri adoperati esclusivamente per scambio sessuale, immagine perfetto della società dei consumi, schiavizzata dalla tecnica e dal bisogno di rapidità, efficienza e commerciabilità, anche delle persone.

[…] Sono gay, e già questo mi pone in una condizione minoritaria, ma mai quanto la mia seconda peculiarità: ho dei sentimenti. Ebbene sì, che ci crediate o meno, anche io li provo. Lo stereotipo del gay è solitamente quello di una persona sensibile, ma lasciate che vi dica che nulla potrebbe essere di più lontano dalla realtà. Mi sento l’unico fedele allo stereotipo, anche se non penso di sapermi vestire bene o di gesticolare come invece fanno ancora fare ai personaggi gay in certe commedie italiane di sesta categoria. Sono stato fidanzato per cinque anni per poi rendermi conto di aver vissuto in un’illusione, perché la persona che è stata con me per cinque anni ha confessato di sentirsi “imprigionata” da un mio comportamento. Quale, vi starete chiedendo, ero forse possessivo? Gli leggevo i messaggi? Dovevo sapere dov’era in ogni momento? No, nulla di tutto ciò.

Ammetto di essere caratterialmente molto geloso, ma non mi sono mai ritenuto possessivo, né mi è mai stato recriminato di esserlo. Infatti, la mia unica colpa mortale è stata quella di provare almeno un sentimento. Di chiedere, quelle rare volte in cui vivevo un brutto momento, un po’ di conforto emotivo. O addirittura di sconvolgermi quando, verso la fine di questa relazione “oppressiva”, mi venne proposto di diventare una coppia aperta.

Alla fine, ero talmente oppressivo che comunque lui si era già dato il permesso di fare il poligamo da solo dopo i primi anni, ma visto che lui i sentimenti non ce li aveva, mentre io si, ha pensato bene che era molto più comodo fingere che andasse tutto bene, e farmi fesso cinque anni, dicendomelo solo alla fine, quando proprio si era stancato di me e non gli servivo più per il sostegno psicologico (perché io lo davo, almeno).

Ora, la situazione in cui mi trovo catapultato è una certa solitudine. Sono una persona molto timida. Pochi amici, detesto i luoghi caotici e affollati. La mia serata ideale sarebbe in qualche posto tranquillo (meglio se dentro quattro mura) in compagnia di pochi amici a chiacchierare, ridere e scherzare insieme. Odio la musica alta. Ho l’oclofobia, se sono in un posto affollato mi sento mancare l’aria. Sono astemio, non fumo e soprattutto (peccato imperdonabile) sono anche vegano.

Vi chiedo: una persona nelle mie condizioni, che dovrebbe fare? Sapete com’è, nella totale solitudine proprio non ci so stare, è più forte di me, e visto che non è mia intenzione pagare lo stipendio a uno psicanalista perché mi aiuti a superare la depressione, ho bisogno di sapere se nel mondo esista qualcuno con cui condividere il mio percorso di vita. Esclusi luoghi ed eventi caotici, cosa può fare un povero disgraziato come me per cercare qualcuno?
Se non ci siete arrivati suggerisco io: siti di incontri. Si tratta dell’unica soluzione logica. Perché da un lato evitano lo scoglio della statistica, visto che sai per certo che tutti gli iscritti ad un sito di incontri gay saranno a loro volta gay. Dall’altro, si evita anche il mio problema per i “locali”, dove non potrei resistere un minuto senza soffocare.

Inizialmente sono partito abbastanza ottimista, e mi sono iscritto alle due principali chat gay: Grindr e Romeo. Tutti hanno in testa una cosa sola: ottenere sesso facile il più velocemente possibile. A nulla è servito completare la mia descrizione specificando che ero lì per incontri, perché nessuno la legge, e ti mandano comunque la foto del pitone dando per scontato che tu sia come loro. E sapete qual è la cosa orribile? Che sono autorizzati a pensarlo perché è vero: loro sono la maggioranza assoluta degli iscritti, e dunque sono autorizzati a pensare che quel sito sia un ufficio di collocamento del sesso.

“Possibile che non esista nessuno come me?”, questo ho iniziato a chiedermi. La questione non è solamente avere intenzioni serie, dato che mi rendo perfettamente conto che magari qualcuno in cerca di una relazione possa disdegnare certi siti e mettersi a cercare, ma… dove? Dove si mette a cercare? Non ne ho idea, perché i locali o gli eventi sono frequentati dalle stesse persone che poi stanno anche sui siti, ma oltretutto se qualcuno è timido come me? Si f*tte. Selezione sociale: vanno avanti solo gli scopatori seriali.

La conversazione che mi ha definitivamente demoralizzato, è stata con un ragazzo che mi ha scritto su Romeo. Quando gli rispondo, parafrasando, che cercavo “gente di sentimento” e non sesso facile, questo si scandalizza e, quasi offeso a morte, mi replica che questo “imperativo” ai sentimenti non lo trova giusto. Il ragazzo continua, quasi dovesse difendersi in tribunale, dicendo che non tutti sono obbligati a provare un qualsiasi sentimento, che lui non li ha, o almeno non ne sente il bisogno, e che il suo ideale di rapporto umano è “diverso” dal mio.

Umani senza sentimento. Mi sono autorizzato a considerare la dichiarazione di questo squilibrato (perché a questo punto ho perso ogni forma di rispetto verso tali persone) come una testimonianza della condizione in cui versano tutti quelli che cercano “divertimento”, come loro stessi amano definirlo. Io personalmente non ci trovo nulla di divertente in ciò che fate, ma ammesso che lo sia per voi, non capisco quale genere di minaccia costituisca la mia presenza, dal momento che ogni volta (e giuro che non scherzo) che devo giustificare la mia necessità di cercare un rapporto umano più profondo e non una semplice botta e via, mi vedo rispondere una sequela di insulti con tono supponente e autoritario, che vogliono dirmi sostanzialmente che la mia esistenza non è ben accetta e che tanto non troverò mai quello che cerco né lì né da nessun altra parte.

È come se la mia esistenza li terrorizzasse, perché sta lì a ricordargli che non siamo ancora estinti del tutto, che l’essere umano prova un sentimento, e che continuare a nasconderli per paura di conoscersi e di prendersi delle responsabilità, per poi dire di non averne bisogno, è solo una delle tante rimozioni che vi condurranno ad una vita svuotata di ogni significato.

“Il romanticismo è passato di moda”, mi dicono. Come se ogni sentimento fosse stato inventato durante il romanticismo, e dunque non esistessero prima. Un po’ come se una persona non avesse un proprio mondo soggettivo. Come se non gli facesse piacere che questo mondo venisse in qualche modo compreso anche da altri. Invece ci trinceriamo dietro questo devastante egoismo, credendo di non aver bisogno di nessuno, di bastare a noi stessi, e che l’unico problema sia dar sfogo a quella libido che si ripresenta ciclicamente. E dunque non facciamo differenza tra persona e persona, tra soggetto e soggetto, perché è scaricare la libido l’unico scopo, è avere davanti il pezzo di carne che ci eccita, senza impegno, senza preoccupazione.

Volete andare a letto ogni sera con un ragazzo diverso? O magari con più di uno insieme? Ma sono c*zzi vostri. Quello che non capisco è per quale motivo vada imposto pure a me, e soprattutto, quello che non riesco a realizzare e ad accettare, è che fine abbiano fatto i sentimenti. Possibile che sia rimasto l’unico gay sulla terra ad averne? Dove siete? Dove vi siete nascosti? Siete davvero morti tutti? Perché se c’è ancora uno solo che vive e lotta per sopravvivere, vi prego di dirmi che cosa deve fare un povero sventurato come me. Maledetto dalla timidezza, dalla sensibilità e da un orientamento sessuale di minoranza. Cosa fare, per provare a essere felice in questo mondo di persone oggettificate. In questo incubo di automi che mercificano quel che rimane di un amore polverizzato.

Cosa rispondere a Federico? Che fine ha fatto il sentimento dell’amore? Di trovare qualcuno che ci sia vicino per il resto della nostra vita?

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Kevin 11.11.19 - 0:43

Un ragazzo timido che preferisce i posti tranquilli al posto dei locali affollati? Praticamente il mio tipo. Mi piacerebbe conoscere meglio Federico, magari incontrandolo a tét-a-tét.

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Franzc Dereck 10.11.19 - 17:40

A Federico non mi permetto di dare alcun consiglio , poiché ogni essere umano recepisce il mondo in modo assolutamente personale . Ma gli invio la mia personale esperienza : da quanto scrive enuncia punti fermi e fissi ( vegano , ama questo e non sopporta quest'altro) ; ecco se vuoi stare accanto a qualcuno poco più dello spazio di una notte , tutto questo devi scordarlo : il compromesso è essenziale per costruire qualcosa in DUE ! E te lo scrive un attempato signore che , avendo trovato qualcuno della stessa educazione e livello sociale ( moglie e buoi dei Paesi tuoi....) , vive con lui da 45 anni e da poco la Cirinnà ci ha permesso di legalizzare la nostra storia. Auguri Federico .

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lorenzopigna78gmailcom 10.11.19 - 12:51

il ragazzo è prolisso a dir poco, ragazzo rassegnati, circondati delle persone giuste, poi qualcosa viene fuori. continua a cercare quelle persone esistono, non dubitarne.

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patrizioarnoneyahoocouk 10.11.19 - 12:13

Caro Federico, facciamo parte di una categoria che da quando nasce a quando fa coming out è abituata a creare maschere ed ha soffocare la propria autentica autostima. Noi non abbiamo i genitori che ci insegnano ad amare perché loro "non sanno", peggio ancora se demandiamo questa opzione alla società. Inoltre, devi pensare che naturalmente dopo il coming out, ognuno di noi da sfogo al narcisismo adolescenziale, diamo sfogo a quell'adolescenza negata e questo atteggiamento potrebbe durare tutta una vita. Ad un certo punto, bisognerebbe fermarsi e riflettere, cercare di maturare, pensare che l'amore non è solo bei corpi, barbe, maschi muratori per sentirsi donne renissive... Ma l'amore è comprensione, crescita, rispetto, responsabilità, premura... Per una persona ancora in fase adolescenziale è come parlare in aramaico. Aggiungerei che esistono poi casi di omofobia interiorizzata non trascurabili. E'vero, ti ho descritto un paesaggio da chiodi, ma non farti cambiare dal giudizio degli altri, lascia per un pò le chat che sono tane di solitudine e di mancanza di autostina. È difficile trovare colui che si ascolta dentro e non cede al suo vuoto concedendosi a droghe, alcol, palestra, cibo, sesso facile;ma non impossible. Frequenta luoghi dove lo sponsor non sia sempre lo stesso:sesso facile.

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Alvise 10.11.19 - 10:17

caro Federico, non sei solo e non sei l’unico.

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