Uno ‘scandalo’ a luci rosse ha travolto Gaël Perdriau, 53enne sindaco di destra di Saint-Étienne, cittadina francese da quasi 200.000 abitanti.
Riconosciuto colpevole di “ricatto”, “appropriazione indebita di fondi pubblici” e “associazione a delinquere”, Perdriau è stato condannato a cinque anni di carcere, di cui quattro da scontare, a una multa di 50.000 euro e all’interdizione di cinque anni dai pubblici uffici, il tutto con effetto immediato. Ma andiamo con ordine.
Lo scandalo sex tape di Saint-Étienne
Nel 2022 la polizia avvia un’indagine su Perdriau, perché coinvolto in un complotto per filmare il “massaggio erotico” praticato nel 2013 in una stanza d’albergo a Parigi da un escort al suo vicesindaco, Gilles Artigues, cattolico che nel 2013 si disse contrario al matrimonio egualitario per motivi religiosi. L’escort non sapeva nulla del filmato. Il nastro viene successivamente utilizzato per ricattare Artigues per otto anni, impedendogli di sfidare Perdiau nella corsa a sindaco, fino a quando la notizia non diventa pubblica. Artigues intenta una causa penale contro Perdriau e il suo capo di gabinetto, accusandoli di “ricatto aggravato, organizzazione di un’imboscata e appropriazione indebita”.
La sentenza
“Signor Perdriau, non può più essere sindaco di Saint-Étienne“, ha sentenziato Brigitte Vernay, presidente della 16a sezione del tribunale penale di Lione, pronunciando il verdetto lunedì 1° dicembre. La pena detentiva è stata accompagnata da un mandato di cattura, che porterà inevitabilmente all’arresto del sindaco nelle prossime settimane, in attesa della sua convocazione da parte della Procura della Repubblica e delle sue successive dimissioni con decreto prefettizio, ponendo così fine al suo secondo mandato da primo cittadino. Una situazione paragonabile a quella di Nicolas Sarkozy, recentemente condannato a una pena detentiva con esecuzione immediata poi tramutata in arresti domiciliari.
La giudice che presiede il caso ha sottolineato “l’estrema gravità dei fatti”, contrapponendoli al “suo prezioso status di funzionario eletto” e al suo “dovere di dare l’esempio”, giustificando così la durata e l’esecuzione immediata della pena, che ha superato le richieste dell’accusa, rispettivamente di cinque e tre anni di reclusione, avanzate all’udienza del 29 settembre. Per l’ex assessore all’Istruzione Samy Kéfi-Jérôme, che posizionò la telecamera nascosta per incastrare la vittima Gilles Artigues, il giudice ha pronunciato una condanna a 4 anni. Pierre Gauttieri, per 10 anni capo di gabinetto di Perdriau, è stato condannato a 4 anni di carcere, di cui due con la condizionale. Identica pena a Gilles Rossary-Lenglet, che organizzò l’incontro in hotel pagando l’escort per incastrare Gilles Artigues, fondatore dell’associazione “Giovani per una fede” che promuove il cristianesimo.
Perdriau, invece, non ha mai ammesso le proprie responsabilità, negando di aver preso parte al ricatto.
