GB: la ministra targata Opus Dei imbarazza Blair

Nel rimpasto di governo Tony Blair ha affidato a una seguace dell’Opus Dei l’incarico di vigilare su discriminazioni e pari opportunità, suscitando molte perplessità.

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LONDRA – Pioggia di critiche sul primo ministro britannico Tony Blair per avere nominato a capo del ministero per l’uguaglianza e le pari opportunità Ruth Kelly, un’affiliata della setta cattolica conservatrice Opus Dei. Se da un lato è certamente vero che durante gli anni del governo Blair la comunità LGBT inglese ha ricevuto attenzione e l’approvazione della legge sulle Unioni Civili dall’altro c’è quantomeno perplessità per aver incaricato la signora Kelly di rappresentare nel gabinetto di governo le istanze delle minoranze sessuali e di proteggerle dalle discriminazioni. Al contrario dei suoi colleghi di governo laburisti ad esempio Kelly non solo non ha appoggiato la legge sulle Unioni Civili ma è anche stata opportunamente assente da ogni importante voto che riguardasse l’uguaglianza e la lotta alla discriminazione contro gay e lesbiche sin dal 1997, anno in cui il partito laburista è al governo del paese, compresa quella che ha visto l’abolizione dell’omofoba legge Clause 28 voluta dalla signora Thatcher. Quando le è stato chiesto se considerasse l’omosessualità un “peccato” la ministra Kelly ha preferito rispondere in modo evasivo, dicendo che è possibile essere una praticante cattolica e avere incarichi di governo e che lei, credendo fermamente nell’uguaglianza e che nessuno dovrebbe essere discriminato, combettera’ ogni qual volta per far si che questo avvenga. Quando, in occasione della legge sulle Unioni Civili e del diritto all’adozione, le hanno chiesto se avrebbe dato il suo supporto alla norma non discriminatoria tuttavia ha detto: «Come individuo singolo sui voti che riguardano la coscienza mi atterro’ alle mie vedute».
Gli esponenti dell’attivismo LGBT britannico hanno espresso le loro riserve sulla nomina, visto il delicato ruolo che la ministra è chiamata a eseguire e visto che le sue personali credenze religiose potrebbero influenzare, o perlomeno rendere meno convinta, la sua attività di ministro su tematiche relative a gay, lesbiche e trans. Benjamin Cohen, editore capo di PinkNews, ha attaccato la nomina di Kelly a questo incarico: «Quello che pensa esattamente la signora Kelly delle persone gay non è ben chiaro, ma il punto di vista dell’Opus Dei è inequivocabile. L’omosessualità è considerata un peccato ed è dunque “male”.» La controversa prelatura dell’Opus Dei considera la santità una meta da raggiungere per chiunque sia battezzato e gli aderenti alla setta si prefiggono di raggiungere tale santità in cielo, dopo “aver combattuto la buona battaglia” della santificazione del lavoro, il che significa lavorare mettendo in atto nella propria attività professionale gli insegnamenti della Chiesa e delle cosiddette sacre scritture. Ben Summerskill del direttivo del gruppo Stonewall è tuttavia fiducioso: «Cosa fa Ruth Kelly a casa sua e con la sua chiesa sono fatti che riguardano solo lei. I suoi incarichi di governo la impegnano a promuovere e difendere l’uguaglianza e non abbiamo dubbio che sarà devota a tale impegno.» Certamente gli occhi dei gruppi LGBT seguiranno il suo operato con particolare attenzione e interesse. (Roberto Taddeucci)

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