Lele e Alice di Un medico in famiglia, Dawson (o Pacey) e Joey di Dawson’s Creek, ma anche Marco ed Eva de I Cesaroni. Ci sono coppie che ci hanno fatto sognare con le loro tormentate vicende amorose in tv, e da quando è stato annunciato il ritorno proprio della famiglia più simpatica della Garbatella molti hanno sperato di rivedere tutto il cast originale di nuovo sul piccolo schermo.
Se Claudio Amendola e Antonello Fassari (Cesare Cesaroni, fratello di Giulio) hanno confermato la propria presenza, diverso è il discorso per gli altri protagonisti. Elena Sofia Ricci (Lucia Liguori) per ora si trincera dietro un: “Non svelo niente”, mentre Alessandra Mastronardi (Eva) già lo scorso anno aveva escluso qualsiasi ritorno usando parole forti:
Non prenderei parte a un eventuale ritorno dei Cesaroni. I cicli si chiudono, non avrebbe senso far tornare il mio personaggio, che nel frattempo dovrebbe essere diventata nonna. Ho preso una decisione e quando lo faccio non torno indietro: non ero più io, volevo alzare l’asticella.
A questo punto ci si chiede se almeno Matteo Branciamore, il romantico Marco con la passione per la musica, tornerà sul set. Intervistato da La Stampa si limita a dire “No comment” e riflette così sul desiderio del pubblico di rivedere in azione tutta la famiglia Cesaroni:
È normale, le persone si sono innamorate di quella serie. Ho iniziato a recitare da ragazzino, non pensando minimamente al fatto che tutti per tutta la vita potessero seguire la mia crescita. Non è banale, in un Paese per cui sei eternamente giovane. Ci voleva il coraggio di Pietro di affidarmi finalmente il ruolo di un laido quarantenne.

Il riferimento è al personaggio da lui interpretato in Enea di Pietro Castellitto:
Mi ha divertito moltissimo, il 70% del pubblico che ha visto il film ha faticato a riconoscermi. Era ora. Pietro, con il coraggio che oggi in Italia non ha nessuno, mi ha affidato un ruolo da cattivo, agli antipodi di quello che il pubblico si aspetta da me dai tempi de I Cesaroni. Perché noi attori non ‘saimo’ i personaggi, li interpretiamo.
Ci tiene a ribadirlo Branciamore, che non si è mai sentito – nella vita vera – come Marco Cesaroni:
Questa differenza non fu colta, vuoi per la mia età, vuoi per l’aderenza al personaggio. Ma io non sono mai stato Marco, non ero così timido, introverso, romanticone. Avevo vent’anni e non passò come un lavoro di attore, purtroppo.
Un ruolo che comunque lo ha fatto conoscere al grande pubblico donandogli un’ondata di popolarità notevole: “Eravamo una sorta di Beatles: urlavano il nostro nome, aspettavano ore solo per vederci, ci rincorrevano ovunque per una foto”. Una fama che, assicura l’attore, non gli ha dato alla testa: “Per fortuna mentre la vivevo mi prendevo molto in giro, alla fama non ho mai creduto davvero. So che è tutto effimero nel nostro mestiere”. E chissà che Branciamore non decida di dare ancora una chance al suo Marco per farsi riabbracciare dal pubblico che lo ha seguito con tanto affetto.
