Iran, il ministro degli affari esteri difende la pena di morte per i gay

Secondo Mohammad Javad Zarif la pena di morte per le persone LGBT è necessaria, in difesa dei principi morali del proprio Paese.

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Mohammad Javad Zarif è il ministro degli affari esteri dell’Iran nel governo di Hassan Rouhani. Ebbene il 59enne diplomatico ha letteralmente difeso la pena di morte per i gay, attualmente presente nel proprio Paese.

Secondo gli articoli 114-119 del codice penale iraniano, la “sodomia” tra adulti consenzienti è punita con la morte. Il metodo di esecuzione è scelto dal giudice della sharia. Il massaggio o sfregamento delle cosce o delle natiche commesso da due uomini è invece punito con 100 frustate: alla quarta infrazione, la punizione è la morte. E non è fintia qui. Se due uomini “stanno nudi uno sull’altro senza nessuna necessità”, saranno puniti entrambi fino a 99 frustate e se un uomo “bacia un altro con lussuria” la punizione è di 60 frustate. Gli atti di lesbismo tra donne adulte sono infine puniti da 100 frustate e dopo la quarta infrazione, la punizione è la morte.

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Mohammad Javad Zarif, intervistato da giornalista politico tedesco Paul Ronzheimer, ha difeso tutto ciò.

La nostra società ha dei principi morali. E viviamo secondo questi principi. Questi sono principi morali relativi al comportamento delle persone in generale. Ciò significa che la legge deve essere rispettata.

Circa 70 Paesi in tutto il mondo criminalizzano l’attività sessuale consensuale tra persone dello stesso sesso, secondo un rapporto dell’ILGA.

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Franzc Dereck 13.6.19 - 14:58

La prova provata che il vero nemico di noi gay è la religione islamica. Le altre due religioni " semite" , l'ebraismo ed il cristianesimo hanno perso il potere laico. L'ultima , l'islam , ha ancora il calendario fermo a 700 anni fa.