Ve ne avevamo parlato il mese scorso, presentando i film LGBTQIA+ in cartellone al mitico Sundance Film Festival, ma l’horror Leviticus ha travolto la più celebre kermesse di cinema indipendente al mondo, conquistando la critica. Scritto e diretto da Adrian Chiarella, gay dichiarato con mamma cinese, papà italiano e sposato con Michael Lucas, Leviticus ha come protagonisti due adolescenti che devono sfuggire a un’entità violenta che assume le sembianze della persona che più desiderano: loro stessi.
Inquietante esordio, Leviticus è un horror di formazione ambientato in una sperduta cittadina australiana che ospita i mali del fanatismo religioso e le sue conseguenze per i giovani queer, creando un’atmosfera agghiacciante e quasi claustrofobica. Joe Bird e Stacy Clausen incarnano teneramente Naim e Ryan, adolescenti magneticamente attratti l’uno dall’altro che entrano nella loro sessualità, ma che si trovano ad affrontare violenza fisica e spirituale a ogni passo. Al centro di questa spietata narrazione c’è un’autentica riflessione su cosa significhi amare in modo queer nonostante i persistenti pericoli.
Leviticus di Adrian Chiarella, le reazioni della critica
“Una visione tesa, atmosferica e claustrofobica di un amore giovanile in un mondo pieno di odio”, si legge su Bloody Disgusting.
“Leviticus ha la forza e la convinzione di affermare chiaramente che a volte la casa e la famiglia sono irrecuperabili e vale la pena abbandonarle. Non si preoccupa tanto di cambiare cuori e menti, quanto di salvare vite“, aggiunge l’Hollywood Reporter.
“Il film di Chiarella è di piccole dimensioni ma dirompente nella sua gamma emotiva, scavando lentamente sottopelle. Una volta che vi avrà preso dimora, non ci sarà più modo di liberarsi dalla sua visione inquietante, straziante e sorprendentemente armoniosa“, scrive The Wrap.
Indiewire ha descritto Leviticus come un “fenomenale e avvincente debutto“, nonché un macabro punto d’incontro tra It Follows e Heated Rivalry.
La storia di un amore adolescenziale “sfortunato, reso ancor più complicato dal fatto che i due ragazzi vivono in una comunità religiosa eccezionalmente repressa“, dove “l’omosessualità è considerata un peccato”. I due giovani nascondono il loro amore, fino a quando non vengono visti l’uno tra le braccia dell’altro. Ed è qui che l’horror prende forza, scrive Indiewire, con il pastore che arruola un “guaritore” per liberare suo figlio e Ryan dai loro demoni, con un vero e proprio esorcismo. I ragazzi boccheggiano e cadono a terra, contorcendosi mentre la schiuma esce dalle loro bocche. Chiunque si sottoponga a questa terribile “cerimonia di liberazione” verrà successivamente perseguitato da una minaccia mutaforma invisibile a tutti tranne che alla persona “guarita”, mostrandosi con le sembianze della cotta della vittima. Una sorta di omofobia interiorizzata incarnata, conclude Indiewire, per un film ad oggi ancora senza distribuzione.
Genesi di Leviticus, parla Adrian Chiarella
Adrian Chiarella ha rivelato di aver scritto Leviticus dopo aver iniziato a sentire inquietanti racconti di esorcismi eseguiti su adolescenti queer. Un suo caro amico gli confessò di essere stato portato da un sacerdote taoista che “mimava il gesto di recidere la sua omosessualità con un coltello“.
Chiarella non ha mai sperimentato nulla di simile, ma da omosessuale ha subito sentito una connessione con simili storie dell’orrore, essendo anche lui cresciuto con una sorta di paura innata.
“Volevo interrogarmi sull’origine di quella paura e sul perché ci colpisca così profondamente“, ha precisato all’Hollywood Reporter. “Mi sembrava perfetto per un film horror”. “Mentre mi chiedevo sempre più ‘Come posso trasformare questo film in un horror senza dare l’impressione che l’omosessualità sia il mostro?’ – una trappola in cui è facile cadere – mi sono domandato: ‘Cosa sto cercando di dire in realtà?'”. “Un film horror deve contenere una sorta di mostro. Questo è l’archetipo. Alla fine sono arrivato all’idea che il mostro sia quella cosa che assume la forma della persona da cui si è più attratti. Abbiamo visto molti film horror sul trauma negli ultimi dieci anni circa, ma non so se qualcuno abbia davvero esplorato questo tipo di trauma in questo genere”. “Il fulcro della maggior parte dei grandi film horror non è ‘potrei spaventarmi’, ma la sensazione di ferire la persona che amo. … Ho sempre voluto che questo film parlasse di due adolescenti innamorati, incentrati su quest’idea.”


