Madonna ha aperto le porte della sua casa londinese a Vogue Italia per la serie Objects of Affection, e tra candele, stivali Saint Laurent del 2005 e quadri di Frida Kahlo, a colpire di più è un oggetto apparentemente piccolo: un carillon che suona Bella Ciao.
Lo tiene in bagno, la stanza che ama di più perché, dice, “lì nessuno la disturba troppo”. Ed è lì che conserva anche questo oggetto che per lei non è semplicemente decorativo. Madonna ne ha spiegato il significato con una precisione che molti artisti italiani non hanno dimostrato:
“Abbiamo una scatola musicale che qualcuno ha realizzato per me, e suona la mia canzone preferita, Bella Ciao, che è sostanzialmente la canzone dei partigiani italiani durante la Seconda guerra mondiale, che combattevano contro la dittatura, contro il fascismo, e che poi si è diffusa in tutta Europa come una sorta di inno”.
Madonna e Bella Ciao: amore vecchio, legame profondo
Non è la prima volta che Madonna incrocia Bella Ciao. Nel 2019, nell’album Madame X, ha incluso il brano “Ciao Bella”, un tributo esplicito al canto partigiano realizzato insieme al musicista Kimi Djabate. Quell’album nasceva da un periodo trascorso in Portogallo, ma Madonna lo riempiva di riferimenti all’Italia, alla resistenza, alla lotta contro ogni forma di oppressione.
Ora, nel pieno del lavoro sul nuovo Confessions II, quel carillon ricompare come un filo che attraversa decenni. Lo tiene sul bordo del lavandino, o sul davanzale, e suona le note di una canzone che, a suo dire, rappresenta “il simbolo della lotta al fascismo e all’oppressione”.
Delia al Concertone toglieva “partigiano”
Il contrasto con quanto accaduto solo due mesi fa in Italia è stridente. Il Primo Maggio 2026, sul palco del Concertone di Piazza San Giovanni, la cantante Delia Buglisi, uscita da X Factor, ha scelto di interpretare Bella Ciao sostituendo la parola “partigiano” con “essere umano”. L’intenzione dichiarata era quella di universalizzare il messaggio, collegarlo ai conflitti contemporanei. Il risultato è stato una bufera: l’ANPI ha parlato di “abuso”, definendo quella parola non un dettaglio sostituibile ma il cuore storico del brano.
“Delia lo avrà anche fatto in buona fede, ma è un abuso”, ha dichiarato Ottavio Terranova, presidente regionale dell’associazione partigiani: “Togliere la parola “partigiano” significa stravolgerne il senso e questo non è accettabile”.
Madonna, intanto, dalla sua casa londinese, spiegava ai lettori di Vogue Italia cosa significa Bella Ciao senza eliminare nulla, senza ammorbidire niente. La parola “fascismo” la pronuncia esplicitamente, e la collega direttamente all’inno partigiano.
Perché Bella Ciao è ancora una canzone politica
Bella Ciao è diventata nel tempo il canto di tutte le resistenze: quella contro il nazifascismo, ma anche quella di ogni popolo o comunità che abbia sentito il bisogno di opporsi a un invasore, a un’ingiustizia, a un potere percepito come oppressivo. La sua forza, secondo molti storici della musica, non deriva dall’essere universale in astratto, ma dall’essere storicamente precisa. È proprio quella radice a renderla capace di viaggiare.
Questa canzone sembra appartenere a tutti perché non appartiene mai davvero a nessuno, né nel tempo né nello spazio. Ma appartiene, eccome, a chi ne capisce l’origine. E Madonna, con quel carillon nel bagno di Londra, dimostra di capirla benissimo.
Per una donna che ha fatto dell’antifascismo un riferimento estetico e politico costante, da American Life a Madame X, tenersi Bella Ciao in casa è coerente. È un gesto piccolo con un peso specifico molto alto.
Madonna che conosce il significato di “Bella Ciao” meglio degli italiani al governo.
C’è da riflettere. pic.twitter.com/4YTgz7kqDi— severusmagiustu🧙🏻♂️ (@severusmagiustu) June 29, 2026

