Quando Libero mette insieme Marco Mengoni, il Natale e la parola “provocazione”, il risultato è quasi sempre lo stesso: un articolo costruito più per indignare che per informare.

Questa volta il pretesto della testata è un post Instagram dell’artista, liquidato come una sorta di attacco gratuito alla festività più sacra dell’anno.

Peccato che, ancora una volta, manchi completamente il contesto. O forse venga ignorato di proposito.

Marco Mengoni a Sanremo 2026?

Marco Mengoni: “Mi fa schifo il Natale”, l’ironia del cantante

Nel video diventato virale, Marco Mengoni dice: “Mi fa schifo il Natale”. Una frase secca, ironica, inserita all’interno di un carosello Instagram che racconta tutt’altro: la fine di un tour lunghissimo, sei mesi di concerti, oltre 45 date e più di 750mila biglietti venduti tra Italia ed Europa.

C’è la stanchezza fisica, il corpo che chiede tregua, l’ironia dissacrante che Mengoni usa spesso per raccontarsi. Nessuna guerra al presepe e neppure un attacco alla fede cristiana di nessuno.

Il dettaglio che Libero “dimentica”: il 25 dicembre è il compleanno di Mengoni

Qui arriva la parte più surreale dell’intera vicenda. Il famigerato 25 dicembre, tanto evocato come simbolo religioso violato, è semplicemente il giorno del compleanno di Marco Mengoni.

Da sempre l’artista ha raccontato il rapporto ambiguo con una data che, per chi nasce quel giorno, significa spesso feste condivise, attenzione divisa, celebrazioni che non sono mai davvero “solo tue”.

Altro che provocazione: è autobiografia, vissuto personale, racconto intimo.

Ma spiegare questo avrebbe reso l’articolo di Libero molto meno indignato. E quindi niente.

La nuova canzone non è una “furbata”, ma un racconto coerente

Secondo Libero, il post sarebbe anche una strategia per spingere Coming Home, la nuova canzone di Mengoni. Un sospetto lanciato come se parlare di sé, del proprio corpo stanco e del proprio compleanno fosse una colpa.

In realtà, il brano si inserisce perfettamente nella poetica dell’artista: introspezione, ritorno, bisogno di casa emotiva.

Altro che cinica operazione di marketing: è continuità narrativa.

Colpire Mengoni significa colpire anche chi lo ama

Non è un mistero che Marco Mengoni sia una delle icone pop più amate dal pubblico LGBTQIA+, ed è forse proprio questo che dà fastidio. Perché dietro l’attacco al post “anti-Natale” c’è il solito riflesso: delegittimare, ridicolizzare, trasformare un racconto personale in una colpa pubblica.

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Più che coming out, è l’ennesimo fraintendimento ideologico

Altro che coming out o triste provocazione. Qui c’è solo un artista che racconta se stesso, il suo corpo, la sua stanchezza e il suo compleanno. E un giornale che, pur di andare contro una figura amata e trasversale, sceglie ancora una volta la scorciatoia dell’indignazione.

Il Natale, per fortuna, è abbastanza forte da sopravvivere anche a un post ironico su Instagram. Il giornalismo pigro, invece, molto meno.

 

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“Coming home”, il nuovo singolo di Marco Mengoni

Dal 25 dicembre è disponibile in radio “Coming Home”, il nuovo singolo di Marco Mengoni che apre una fase diversa e più consapevole del suo percorso artistico. Il brano nasce come Amazon Music Original e segna un debutto importante: per la prima volta l’artista sceglie di cantare interamente in lingua inglese, spingendo il proprio racconto musicale oltre i confini abituali.

Coming Home è un esperimento vero e proprio, pensato per esplorare nuovi territori sonori e narrativi. Per questo progetto, Mengoni ha deciso di affiancarsi a Matt Simons, cantautore statunitense noto per la sua scrittura intensa e introspettiva.

Il risultato è un brano che conserva la cifra emotiva e soul che da sempre caratterizza Mengoni, ma la rilegge in chiave internazionale, con arrangiamenti e sonorità capaci di parlare a un pubblico più ampio e trasversale.

La scelta dell’inglese arriva in un momento di piena maturità artistica: dopo aver riempito stadi e attraversato l’Europa con un tour imponente, Mengoni sembra ora guardare con naturalezza a una prospettiva globale. Coming Home, pubblicata proprio nel giorno del suo compleanno, assume così il valore simbolico di un nuovo inizio, l’apertura di un capitolo inedito della sua storia musicale.

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