Le strade di Giulia Davanzante e di Matrimonio a prima vista si sono incrociate quasi per caso. Psicologa clinica e specializzanda in psicoterapia sistemico-relazionale, collaboratrice di Paolo Crepet e parte del progetto di ricerca Schermi Futuri, Davanzante è entrata nel team degli esperti del programma di Real Time al posto di Mario Abis, storico volto del format.
Intervistata da Vanity Fair, ha raccontato cosa significa mettere le proprie competenze al servizio di un esperimento televisivo che continua a dividere e a incuriosire:
“Pensavo fosse complicato mantenere concentrazione e naturalezza davanti alle telecamere. Ma grazie anche al supporto di Nada Loffredi e Andrea Favaretto mi sono subito sentita a mio agio. Ho scelto di comportarmi esattamente come in studio, senza troppi giri di parole: sono stata me stessa”.

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Matrimonio a prima vista: perché sposare uno sconosciuto? Lo spiega la terapeuta
A chi giudica il format “estremo”, Davanzante risponde che in realtà chi partecipa “ha un forte desiderio di mettersi in gioco emotivamente e si affida agli esperti per sentirsi rassicurato. È un atto di coraggio, specie se confrontato con le dinamiche più impersonali delle app di incontri”.
E quando le coppie non funzionano?
“Il partner perfetto non esiste. Bisognerebbe ricordare che Matrimonio a prima vista è un contesto protetto che ti permette di lavorare prima su di te e poi sull’altro. Se ci si blocca per mancanza di scintilla immediata, si rischia di dare colpe a chi ti accompagna nel percorso, ma in realtà è un’occasione di crescita personale”.
Matrimonio e fluidità: coppie gay nel programma? “Perché no!”
Il tema del matrimonio, oggi, per Davanzante ha un significato molto diverso rispetto al passato:
“Venendo meno l’aspetto religioso, molte coppie scelgono di sposarsi soprattutto per motivi legali. La tradizione ha lasciato spazio a una maggiore fluidità e libertà”.
Un concetto che apre la porta anche alla possibilità di vedere finalmente coppie omosessuali nel programma:
“Certo, perché no? Dipende sempre dai profili che arrivano, non è semplice trovare il match perfetto, ma so che in passato ci sono stati candidati gay. Semplicemente non si è ancora creata la coppia giusta”.
Un’apertura importante, che mette l’accento su quanto format come questo possano diventare specchio di una società sempre più inclusiva e lontana da schemi rigidi. Senza entrare troppo nei dettagli, la psicologa promette un’edizione “scoppiettante” di Matrimonio a prima vista 2025, con coppie “molto interessanti” che non mancheranno di sorprendere il pubblico.
