Fabio Canino, giudice di Ballando con le Stelle ed attualmente impegnato nello spin-off del programma ballerino di Rai1, Sognando Ballando con le Stelle, nei giorni scorsi si è espresso duramente contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Presidente del Senato Ignazio La Russa. Parole che, secondo le recenti indiscrezioni, avrebbero scatenato reazioni dai piani alti dell’azienda Rai.

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A finire nel mirino dei vertici di Viale Mazzini sarebbero state, in particolare, due sue Instagram Stories pubblicate nelle passate ore e riprese da Giuseppe Candela, penna di Dagospia. Fabio Canino ha usato toni fortemente polemici per scagliarsi contro la premier: “Sta coatta rappresenta il male, il diavolo, il maligno”.
Punto di partenza dello sfogo di Canino sarebbe stato un post di Simone Alliva, giornalista di Domani, condiviso dal giudice di Ballando. Il post in questione titola: “‘Inaccettabili discriminazioni sui figli delle unioni civili’ la bacchettata di Mattarella a Meloni sulla legge Morandi”, tratto da un articolo sul quotidiano dello scorso 15 aprile, in merito alla promulgazione della legge “Ponte Morandi” figlia di un lungo percorso di elaborazione durato quasi cinque anni -, pensata per risarcire le vittime e i familiari della tragedia del crollo del ponte nel 2018. Tuttavia, Mattarella ha evidenziato un problema di discriminazione nella legge: i figli delle vittime che provengono da convivenze o unioni civili non sono inclusi nei beneficiari dei risarcimenti, cosa che il Presidente definisce “inaccettabile” e potenzialmente incostituzionale, in quanto viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione. Mattarella invita quindi Parlamento e Governo a rivedere la legge per estendere i risarcimenti a tutti i figli delle vittime, indipendentemente dallo stato civile dei genitori.
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Fabio Canino, però, stando alle sue parole, non confiderebbe troppo sull’intervento del governo in risposta all’appello del Presidente della Repubblica. Da qui il suo sfogo durissimo nei confronti della premier.
Anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa è finito nel mirino di Canino, autore di un commento sarcastico che fa riferimento a una recente dichiarazione di Re Carlo III sulla difesa e tutela della lingua italiana. Nel post, il giudice di Ballando con le Stelle ha ironizzato sul ruolo di La Russa, suggerendo in modo provocatorio che sarebbe lui, e non certo il monarca, a influenzare negativamente l’uso e la purezza della lingua italiana: “‘Spero di non rovinare la lingua di Dante’ dice Carlo III. No, tranquillo, a quello ci pensa il camerata coatto La Russa”, tuona Canino.
Fabio Canino: “Meloni coatta che rappresenta il male. Il diavolo, il maligno. La Russa camerata coatto”. #Ballandoconlestelle pic.twitter.com/uvWRapAUSy
— Giuseppe Candela (@GiusCandela) April 16, 2025
Le reazioni dei vertici Rai
Come avrebbero reagito i dirigenti di Viale Mazzini alle esternazioni di Fabio Canino contro Giorgia Meloni e La Russa? Il giornalista Giuseppe Candela per Dagospia, ha lanciato un’indiscrezione sulle presunte reazioni dei vertici Rai, ai quali non sarebbero affatto sfuggiti gli sfoghi social del giudice di Ballando. Ecco cosa scrive Candela sul portale di Roberto D’Agostino:
“A Viale Mazzini non sono passate inosservate due stories pubblicate su Instagram da Fabio Canino. Nel mirino del giudice di Ballando con le Stelle Giorgia Meloni (“Sta coatta rappresenta il male, il diavolo, il maligno”) e il presidente del Senato Ignazio La Russa (“Spero di non rovinare la lingua di Dante” dice Carlo III. No, tranquillo a quello ci pensa il camerata coatto La Russa)”.
Secondo Candela, “Il fastidio non sarebbe solo dovuto all’appartenenza politica della Premier e del Presidente del Senato, i dirigenti avrebbero ricordato la necessità di toni più rispettosi verso le cariche istituzionali”.
La Tv pubblica non tollera più il dissenso?
I dirigenti di Viale Mazzini, secondo fonti di Dagospia, non avrebbero gradito i toni usati da Fabio Canino, chiedendo maggiore rispetto verso le cariche istituzionali. Tuttavia, la vera domanda è se l’azienda pubblica possa o debba limitare la libertà di espressione di un personaggio noto per la sua schiettezza, soprattutto se esprime opinioni personali e non legate al suo ruolo professionale.
Canino, con il suo stile diretto, tocca temi e personaggi che, per motivi di opportunità o diplomazia, molti evitano. Definire Meloni e La Russa con epiteti forti è certamente provocatorio, ma rappresenta anche una denuncia dello stato di insofferenza verso un certo modo di fare politica percepito sempre più come repressivo.
In un Paese in cui la televisione pubblica dovrebbe essere spazio pluralista e libero, l’ennesimo caso Canino dimostra quanto la Rai sia ormai diventata “TeleMeloni”: una macchina comunicativa sempre più piegata agli interessi e alla sensibilità del governo. Le (presunte) reazioni sdegnate dei vertici Rai alle Stories di Fabio Canino – giudicate troppo dure verso Giorgia Meloni e Ignazio La Russa – potrebbero non essere preoccupate dal merito, ma dal dissenso. Non è la volgarità a scandalizzare, è il coraggio di parlare.
