I Mondiali di Calcio di Canada-Messico-Stati Uniti 2026 sono sempre più imminenti, con via ufficiale l’11 giugno con il match di apertura tra il Messico allenato da Javier Aguirre e il Sudafrica di Hugo Broos.

L’attesa a Città del Messico è enorme, 40 anni dopo i quarti di finale raggiunti nel mondiale del 1986, ospitato proprio dal Paese sudamericano alla sua 2a edizione casalinga dopo quella del 1970. Ma cresce anche l’allerta per i tifosi messicani, tristemente celebri per intonare l’osceno coro “put0” durante le partite interne della nazionale. Proprio per questo motivo, come segnala OutSports, la Federazione calcistica messicana ha lanciato una campagna incentrata sullo slogan “La Ola Sí, El Grito No“. Ovvero “la Ola sì, il coro no”.

Un’onda di allegria che coinvolga gli stadi messicani, mettendo a tacere l’ignobile e offensivo grido discriminatorio.

La campagna messicana contro i cori omofobi al Mondiale di Calcio

Nel 1986 “l’onda messicana” passò alla storia, per quanto spettacolare. Nell’ambito della campagna promozionale diversi ex giocatori di quella mitica nazionale hanno celebrato l’ultimo torneo di casa, con  vari video di “La Ola Sí, El Grito No” che si possono trovare sul canale YouTube e sui canali social della Federazione messicana. L’ex calciatore Felix Cruz ha ricordato come un arbitro interruppe una partita di quel mondiale proprio per guardare la ola che si propagava per tutto lo stadio, con l’attuale nazionale Mario Trejo che ha implorato il pubblico di oggi a replicare la stessa energia di un tempo. Il coro “put0” non viene mai menzionato all’interno della campagna, ma lo slogan “Ola Sí, Grito No” proprio a questo si riferisce.

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I tanti, troppi precedenti di omofobia negli stadi messicani

Nel 2024, durante un’amichevole tra Messico e USA, i tifosi di casa intonarono il coro omofobo nei primi minuti di gioco. Carlos Rodriguez dell’Associated Press scrisse: “Nonostante i messaggi sui maxischermi che invitavano i tifosi ad astenersi dall’utilizzare il coro e a gridare invece “Messico”, la folla ha urlato “put0” al portiere statunitense Matt Turner“. Il presidente FIFA Gianni Infantino si disse “estremamente deluso“, precisando che i responsabili avrebbero dovuto “rispondere delle loro azioni“.

Questo perché il Messico era ed è recidivo, avendo pagato multe da centinaia di migliaia di dollari per i cori dei propri tifosi negli ultimi 20 anni. Secondo l’organismo antidiscriminazione nel calcio FARE, quella fu la 25esima volta in 5 anni con cori omofobi durante le partite della nazionale maschile messicana. Un triste record.

Arrivati ad un passo dal mondiale di casa, con il Messico che ospiterà ben 13 partite della competizione, la Federazione ha optato per una campagna ad hoc, onde evitare cori omofobi in diretta intercontinentale. Ma basterà?

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