
È stato un successo il "Milano Design Weekend – L’arte di vivere", manifestazione multidisciplinare conclusasi domenica 17 ottobre nel capoluogo lombardo. Tre giorni dedicati allo shopping e alla promozione del design per sostenerne la distribuzione con varie attività culturali di ampio respiro legate all’arte, all’architettura e all’arredamento. L’evento patrocinato dal Comune di Milano, in collaborazione con la Triennale e il Brera Design District, ha coinvolto tutti gli show-room monomarca, i negozi multimarca di arredamento e i department store della città. Tra gli appuntamenti più insoliti, ha destato particolare interesse "Milano Segreta", cinque itinerari di architettura e design con la guida di critici ed esperti d’arte alla scoperta della Milano più insolita e di alcuni spazi privati di architetti meneghini, da Brera-Garibaldi a San Babila, passando per affascinanti e rinomate case-museo quali Villa Necchi Campiglio, Casa Boschi di Stefano e il Museo Poldi Pezzoli. Venerdì e sabato si è presto arrivati al tutto esaurito per le visite di ben nove studi di architettura e design, rimasti aperti per mostrare ai più curiosi il proprio modo di progettare.

Fino al 24 ottobre è inoltre possibile partecipare al concorso "Prodotti Cult" collegandosi al sito www.milano-designweekend.it, registrandosi online e votando uno dei prodotti presentati, con la possibilità di vincere il medesimo tramite un’estrazione.
L’iniziativa è nata per avvicinare i cittadini al design che a Milano indubbiamente piace, ma non vende. Gallerie e showroom, infatti, faticano a restare aperti, complice la crisi generale, in una città dove la moda sta vampirizzando le risorse disponibili. "Si vende molto poco – spiega Alberto Bianchi Albrici, titolare della Galleria Post Design della Memphis che ha presentato durante il Milano Design Weekend una nuova miniatura della libreria Carlton a tiratura limitata -. I consumatori sono sempre più indecisi, chiedono sconti e faticano a pagare. La galleria sta soffrendo molto di più dell’azienda, abbiamo avuto un calo importante delle vendite, pari a circa il 40% rispetto a due anni fa. Milano non ha premiato il design tanto quanto ha premiato la moda. Tra i primi quindici contribuenti della città ci sono almeno tre o quattro stilisti e nemmeno una persona che lavora nel campo del design, anche se abbiamo dei colossi mondiali nel nostro settore. La moda è stata esposta in spazi pubblici, dove il design non è mai entrato".

"All’estero, nelle grandi città europee del design, non possono contare sul tessuto di attori e produttori che abbiamo noi" chiarisce Luisa Bocchietto, Presidente dell’Associazione Design Industriale. "Eppure promuovono iniziative molto più indirizzate al commercio, al consumatore. Milano ha un evento mondiale come il Salone del Mobile, ora si tratta di creare il resto – aggiunge la Presidente dell’A.D.I. -. Bisogna sostenere proposte dedicate ai non addetti ai lavori, al pubblico finale di consumatori. Iniziative mirate a favorire l’acquisto, non la presentazione di prototipi per i più curiosi".
