Seth Peterson, attore porno gay, è stato trovato morto nella sua casa di Los Angeles. Il performer, tra i volti più noti dell’industria del cinema per adulti, aveva 28 anni. Al momento non sono state rese note le cause del decesso. La notizia è stata diffusa inizialmente da siti di settore e confermata dal compagno Cyrus Stark, che ne ha annunciato la scomparsa attraverso i social.

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L’annuncio del compagno di Seth Peterson: “Il mio cuore è spezzato”
A comunicare la scomparsa è stato proprio il compagno di Seth Peterson, conosciuto anche come Kobe Marsh, attraverso un messaggio pubblicato sull’account X (ex Twitter) dell’attore il 22 marzo scorso:
“È con il cuore pesante che condivido la scomparsa del mio fidanzato e migliore amico Seth. Non riesco davvero a trovare le parole e il mio cuore è spezzato. Per chi volesse offrire supporto in questo momento estremamente difficile, può farlo utilizzando il link qui sotto”.
La notizia si è diffusa rapidamente tra fan e addetti ai lavori. Contestualmente, è stata avviata una raccolta fondi su GoFundMe per coprire le spese funerarie e sostenere il compagno in questo momento difficile.
Il ritrovamento in casa e la raccolta fondi
Ulteriori dettagli emergono proprio dalla pagina GoFundMe, dove si legge: “Seth è stato trovato nella nostra casa all’inizio della giornata di oggi. Era profondamente amato e ci mancherà immensamente. I fondi raccolti serviranno a coprire le spese funerarie e qualsiasi supporto in questo momento difficile è profondamente apprezzato”.
Una testimonianza che conferma il ritrovamento del corpo nell’abitazione condivisa, senza però fornire elementi sulle cause della morte, che restano al momento sconosciute.
Secondo quanto riportato dal sito Str8UpGayPorn, una seconda fonte vicina all’attore avrebbe confermato la notizia nelle ore successive, rafforzando quanto già diffuso inizialmente.
Al momento della pubblicazione, non è stata diffusa alcuna causa ufficiale della morte. Né il compagno né altre fonti hanno fornito dettagli sulle circostanze del decesso. Mancano ancora comunicazioni ufficiali da parte delle autorità.
Una carriera in rapida ascesa

Seth Peterson era considerato uno dei performer più popolari della nuova generazione del cinema per adulti gay. Aveva iniziato la sua carriera nel 2020 con Helix Studios, per poi lavorare con numerosi altri studi, tra cui MEN, FratX e NakedSword.
Il suo aspetto, spesso paragonato a quello dell’attore Taylor Lautner, e la sua presenza scenica lo avevano reso rapidamente riconoscibile, contribuendo a costruire una fanbase ampia e internazionale.
Nel corso degli ultimi anni aveva ottenuto anche diverse nomination ai premi di settore, consolidando la sua posizione come uno dei volti emergenti più apprezzati dell’industria.
Una serie di morti che interroga l’industria del porno gay
La morte di Seth Peterson si inserisce in un contesto più ampio che negli ultimi mesi ha sollevato interrogativi all’interno dell’industria del porno gay. La scomparsa prematura di diversi attori ha alimentato una domanda sempre più ricorrente nella comunità LGBTQIA+: esiste davvero una maggiore mortalità rispetto alla media?
La risposta, come evidenziano studi e analisi sociologiche, è complessa. Non esistono statistiche ufficiali complete, ma numerose ricerche indicano una maggiore esposizione a fattori di rischio legati a precarietà lavorativa, stigma sociale, uso di sostanze e fragilità nella gestione della salute mentale.
A incidere sono anche dinamiche strutturali dell’industria: ingresso molto precoce, ipervisibilità del corpo contrapposta a una scarsa tutela della persona, carriere brevi e instabili, assenza di supporto psicologico. Più che una “maledizione”, emerge un sistema che spesso consuma rapidamente corpi e identità senza offrire strumenti adeguati per affrontarne le conseguenze.
Dietro visibilità e successo, il settore del cinema per adulti continua infatti a essere attraversato da criticità spesso poco raccontate: pressioni legate alla performance, precarietà economica, isolamento e difficoltà di accesso a un supporto psicologico strutturato.
Temi complessi che emergono ciclicamente soprattutto in seguito a eventi tragici come quello che ha coinvolto Seth Peterson e che chiamano in causa l’intero sistema produttivo, dalle case di produzione alle piattaforme di distribuzione.
Le morti nel porno gay negli ultimi mesi
Negli ultimi dodici mesi, una serie ravvicinata di decessi ha colpito l’industria del porno gay, alimentando interrogativi e preoccupazioni sempre più diffuse.
A marzo 2025 è morto Tim Kruger, 44 anni, figura iconica del settore. Secondo quanto comunicato dal suo sito TimTales, il decesso sarebbe avvenuto a causa di un “tragico incidente domestico”. Poche settimane dopo, ad aprile 2025, è scomparso Damien Stone, 32 anni, in circostanze su cui sono emersi pochi dettagli pubblici.
Nel mese di maggio 2025 è morto Colton Ford, 62 anni, icona storica dell’industria. Il decesso sarebbe legato a un incidente durante un’escursione, anche se le cause non sono state confermate ufficialmente.
A giugno 2025 è arrivata la notizia della morte di Koby Falks, 42 anni. A darne notizia è stato il compagno Sam Brownell; anche in questo caso, le cause non sono state rese note.
Nel novembre 2025 è morto Scott Finn (Rhett Douglas Messerly), a soli 27 anni. Il decesso è stato annunciato dalla famiglia, senza ulteriori dettagli sulle circostanze.
Poche settimane dopo, a dicembre 2025, è scomparso Blake Mitchell, 31 anni, morto in un incidente stradale in moto in California secondo quanto riportato da TMZ.
Infine, nel marzo 2026, la morte di Seth Peterson, 28 anni, trovato senza vita nella sua casa di Los Angeles, ha riacceso l’attenzione su una sequenza di morti che, per frequenza e dinamiche, continua a sollevare interrogativi profondi su un’industria ancora priva di tutele adeguate e troppo spesso incapace di prendersi cura delle persone oltre la performance.
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