Ne vedremo Delle Belle è andato in onda con la sua seconda puntata che, ancora una volta, ha puntato i riflettori su Valeria Marini, diva capricciosa e intollerante alle critiche altrui, evidenziando un atteggiamento oltre che scomodo nemmeno tanto in linea con il programma e il rispetto delle regole (che pare rifiutare come la peste).
Perché diciamolo fuori dai denti, se esistesse il “premio simpatia”, Valeria Marini – anche in questo caso – si classificherebbe in ultima posizione.
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Valeria Marini, la ‘diva’ impossibile di Ne Vedremo Delle Belle
Durante la settimana, Valeria Marini non si è presentata alle prove ed ha anche abbandonato la chat di gruppo. Le altre ha ipotizzato il motivo della sua assenza: “Perché ha vinto Pamela Prati”, ha affermato Veronica Maya.
Adriana Volpe ha aggiunto un altro dettaglio: “Valeria se l’è legata proprio al dito tant’è che il giorno dopo non si è presentata alle prove. E noi abbiamo anche una chat. La cosa che mi ha stupito tanto è che lei ha abbandonato anche il gruppo”.
Valeria Marini, a distanza di un giorno, si è ripresentata in sala prove ed ha voluto subito fare delle precisazioni con un atteggiamento “passivo aggressivo” di fondo:
“Mi è giunta voce che avete detto che non sono venuta perché ha vinto Pamela. Io mi sono arrabbiata per un paio di cose. Innanzitutto perché Patrizia Pellegrino ha detto che mi ha conosciuta perché ero tra il pubblico mentre lei faceva già tv. Io sono molto più giovane di te”.
Poi, in diretta, ha aggiunto:
“Io sono stata malissimo il giorno dopo. Sono stata male per una serie di cose. Non sono andata perché stavo male, avevo un’emicrania lancinante. Ho anche il certificato. Stavo così male da non riuscire a parlare. Perché sono uscita dal gruppo? Perché sentivo i messaggi in continuazione. Davvero”.
Vi prego, qualcuno dica a Valeria Marini che le chat si possono silenziare così come la “vibrazione” che tanto le dava fastidio.
@Cinguetterai pic.twitter.com/BiVOKOxa80
— cinguettavideofoto (@cinguettavideo2) March 29, 2025
Nel frattempo, Patrizia Pellegrino si è classificata in ultima posizione e, anche lei, pare non averla presa bene tanto da attaccare Frank Matano (giudice del programma) dopo la diretta.
Il buon Frank, con una battuta nei suoi confronti, si è portato a casa un insulto: “Comunque Matano, un po’ stronz* con me”, ha scritto su Instagram la sostenitrice di Meloni.
Le concorrenti sono fortemente in competizione tra di loro e non fanno nulla per nasconderlo. Ed anzi, questo aspetto è prorompente, impattante e “disturbante”. Vederle litigare per i follower oppure per i “paragoni” tra di loro (Valeria Marini, durante un litigio con Patrizia Pellegrino, non ha fatto altro che ribadire: “Non paragonarti a me”), va proprio male ed è brutto da vedere.
Anziché essere un’occasione per esaltare la complicità e la forza femminile, il format ha finito per alimentare scontri, rivalità e dinamiche tossiche.
Critiche, battute al vetriolo e alleanze instabili hanno trasformato lo show in una gara di prevaricazione, piuttosto che in un dialogo costruttivo tra donne con esperienze diverse.
Ne vedremo delle belle: un’occasione mancata
Ne Vedremo Delle Belle è un’operazione nostalgia? Può darsi. Un meme vivente? Anche. Di certo, si è presentato come un esperimento irresistibilmente trash che si è trasformato – ben presto – in una occasione mancata.
Il programma, pur volendo giocare sulla nostalgia, si arena in una realizzazione tecnica che fa acqua da tutte le parti: regia incerta, montaggio discutibile, microfoni lasciati aperti nei momenti meno opportuni e tempi morti che appesantiscono lo spettacolo.
Senza contare una scenografia che sembra uscita direttamente dagli anni ‘90. Insomma, un mix di vecchio e “finto-nuovo” che lascia con l’amaro in bocca.
La vera domanda che lo show solleva, forse senza volerlo, è: perché queste artiste sono state allontanate dai riflettori? Negli anni ‘80 e ‘90 la televisione italiana ha costruito la propria estetica sulle loro figure, celebrandole quando erano giovani e rimuovendole non appena osavano invecchiare o, peggio ancora, mettere su famiglia.
Le showgirl di Ne Vedremo Delle Belle si prendono in giro, ma dietro la loro leggerezza c’è una realtà più amara: per troppo tempo il mondo dello spettacolo ha escluso le donne non più giovanissime, relegandole a ruoli marginali o, nel migliore dei casi, a ospitate nei reality show.
Se Ne Vedremo Delle Belle voleva essere una celebrazione dell’arte delle soubrette, il risultato è stato solo parzialmente riuscito. Il pubblico social si aspettava un trash consapevole, ma si è trovato di fronte a un prodotto che, tra budget limitato e scelte tecniche discutibili, ha finito per rendere queste artiste meno luminose di quanto meritassero.



