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“Non mi sento rappresentato dal punto di vista sociale e politico. Le nostre identità vengono sistematicamente ignorate“.
Abbiamo incontrato e intervistato l’attivista Majid Capovani (@majid_capovani), giovane studente di Filosofia. Classe ’00, Capovani è unə ragazzə transgender, non-binary, bisessuale, queer, asperger e kemetista (chi segue il Kemetismo, un insieme di nuovi movimenti religiosi variamente afferenti all’antica religione egizia, ndr).
Majid ci ha raccontato come l’intera comunità trans è resa invisibile nel nostro Paese e quanto non si sente rappresentato dalla società e dalla politica italiana.
“In Italia è già complesso affrontare il tema della sessualità per le persone cis, quindi figuriamoci per i corpi trans* e le soggettività trans*. Noi andiamo in contro a certi cambiamenti che ci vengono spiegati solo in minima parte, mentre tante cose le scopriamo da soli”.

“In base ai nostri cambiamenti cambia tutto il modo di vivere l’intimità e la sessualità insieme ad un’altra persona che magari è una persona cis, quindi essa stessa non ha minimamente presente il modo in cui cambiano i nostri corpi e il modo con cui ci approcciamo alla sessualità. Un esempio è il disagio che si può provare verso determinate zone del corpo.”
Intervista a cura di Daniel Fioraso

