Paolo Stella pubblica l’ultimo messaggio che Ornella Vanoni gli ha mandato: scoppia la polemica

Paolo Stella condivide l’ultimo messaggio vocale di Ornella Vanoni e scoppia il caso social. Tra chi apprezza il ricordo affettuoso e chi parla di violazione della privacy, il dibattito si infiamma: “Ma serviva davvero pubblicarlo?”.

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Paolo Stella pubblica l'ultimo messaggio che Ornella Vanoni gli ha mandato
Paolo Stella pubblica l'ultimo messaggio che Ornella Vanoni gli ha mandato
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Il lutto, si sa, è un tema delicatissimo. C’è chi si chiude nel silenzio e chi, invece, prova a trasformare il dolore in un ricordo pubblico. È quello che ha fatto Paolo Stella, creative director e influencer da quasi 400.000 follower, che ieri ha scelto di condividere l’ultimo messaggio in segreteria lasciatogli da Ornella Vanoni, scomparsa venerdì a 91 anni.

Un gesto che per molti è stato dolce, affettuoso, necessario. Per altri, invece, decisamente fuori luogo. E la domanda inevitabile diventa una sola: ma occorreva davvero postare questo messaggio mandando al diavolo la privacy?

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L’omaggio di Paolo Stella a Ornella Vanoni apre un acceso dibattito

Nel vocale pubblicato su X (l’ex Twitter), si sente la voce di una Ornella Vanoni affaticata, ma lucidissima nel suo stile diretto e affettuoso:

“Ciao ragazzi sono Ornella. Ci sentiamo domani mattina per decidere quando ci possiamo vedere, baciare e abbracciare. Baci, buonanotte”.

Paolo Stella accompagna il contenuto con una didascalia dal tono nostalgico:

“L’ultimo messaggio che mi hai lasciato in segreteria. Io che mi chiedo dove sei adesso, tu che con la tua solita ironia, rispondi”.

In poche ore il post vola tra migliaia di visualizzazioni, condivisioni, commenti. Ma insieme all’emozione arrivano anche le critiche.

Le critiche: “Che schifo”, “Nessuno tiene più niente per sé”

Se una parte dei follower ha accolto il post come un gesto d’amore, altrettanti l’hanno vissuto come una vera e propria invasione di un momento privato.

Tra i più duri c’è il giornalista Gabriele Parpiglia, che ha ricondiviso l’audio con un commento senza mezze misure:

“Ma non provi vergogna per te stesso nel rendere pubblico qualcosa di così intimo e privato? Che schifo”.

E non è stato l’unico. Un altro utente ha commentato: “Ormai nessuno tiene più niente per sé”.

E ancora:

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“Una cosa di pessimo gusto che avresti dovuto risparmiarti, ma probabilmente era più forte la necessità di apparire”.

“Niente non ce la fate proprio ad avere un minimo di rispetto e decoro neanche davanti alla morte. Per un like vi vendereste vostra madre. Che vergogna”.

“Posso dire troppo?? C’è un limite a tutto e sorry secondo me lo hai superato. Un po’ di pudore non guasterebbe”.

“L’ultimo messaggio avresti dovuto custodirlo come un bene prezioso, non barattarlo per qualche like…”.

La domanda sul tavolo è chiara: in un’epoca in cui tutto diventa contenuto condivisibile, dove si traccia il confine fra ricordo e spettacolarizzazione del dolore?

La scelta di Paolo Stella: lasciare tutto online

Nonostante il polverone, Paolo Stella non ha rimosso il post né ha risposto alle polemiche. Un silenzio che, volente o nolente, comunica una posizione: il messaggio resta dov’è.

Per alcuni è un modo per custodire un frammento personale prezioso. Per altri la conferma che oggi la privacy, anche delle persone che non sono più tra di noi, rischia di diventare un optional.

E nel mare dei social, dove ogni gesto viene amplificato, il dibattito continua: ricordo commovente o violazione del pudore? Ognuno, come sempre, avrà la sua risposta.

© Riproduzione riservata.

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