Paolo Bonolis torna in prima serata alla guida di “Taratata”, storico format musicale nato in Francia, con due appuntamenti in programma questa sera, lunedì 9 febbraio, e il 16 febbraio.
La prima puntata andrà in scena dalla ChorusLife Arena di Bergamo e vedrà salire sul palco alcuni dei nomi più amati della musica italiana, tra cui Biagio Antonacci, Emma, Elisa, Giorgia, Ligabue e Max Pezzali.
Prevista anche la partecipazione speciale di Giorgio Panariello.
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Bonolis difende Pucci e Povia e parla di Sanremo
Intervistato dal Fatto Quotidiano, Bonolis ha parlato di Povia e Andrea Pucci.
In merito al cantante di “Luca era gay”, il conduttore ha affermato:
“Penso che Povia possa calcare il palco dell’Ariston. Era bella sia ‘Luca era gay’ che il pezzo del 2005 ‘ I bambini fanno oh’, che poi non è entrata in gara perché l’aveva cantata prima.
Politicamente può risultare indigesto per taluni, ma fondamentalmente quello che scrive è scritto bene ed è godibile, laddove dovessi mai tornare a Saremo, ma non succederà lo chiamerei”.
E sul “caso” che sta coinvolgendo Andrea Pucci, ha dichiarato:
“Andrea, lo conosco, è un bravissimo comico e mi dispiace che abbia subito polemiche e minacce come dice. Ma se ha rinunciato penso abbia fatto più che bene”.
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Il parere di Mario Manca sul “caso” Pucci
Tuttavia, il pensiero comune sulla sua rinuncia è un altro. Mario Manca, giornalista di Vanity Fair, ha espresso un pensiero molto condivisibile:
“Caro Andrea Pucci, non sono un tuo fan ma chi sui social ti ha visto in teatro mi assicura che i tuoi spettacoli sono carichi di ironia e brillantezza, e non lo metto in dubbio.
Quando ho saputo della tua partecipazione al Festival di Sanremo come co-conduttore ammetto che, lì per lì, sono rimasto un po’ perplesso perché ricordo ancora due episodi non poi così antichi che mi hanno fatto alzare gli occhi al cielo: quello in cui, a teatro, avevi detto che Tommaso Zorzi avrebbe gradito se qualcuno gli avesse messo un tampone per il Covid nel deretano e quello in cui, in una Storia su Instagram, hai consigliato alla segretaria del PD Elly Schlein di rifarsi il naso e le orecchie, cosa che mi è sembrata più un attacco personale che non una satira ficcante.
A mente fredda ho pensato, però, che Sanremo sarebbe stata per te una preziosa opportunità per dimostrare di che pasta sei fatto visto che, di fronte alle critiche e ai pregiudizi, è giusto che un comico risponda attraverso l’arte della parola, dell’ironia e della satira. A me non importano le tue idee politiche perché viviamo, per fortuna, in un Paese libero e democratico: mi importa vedere come un artista combatta quelle critiche confezionando uno spettacolo intelligente capace di far rimangiare la parola agli scettici e gli aggressivi.
Rinunciando all’incarico – non sapremo mai se per tua volontà o dietro un progetto preciso, visto che i leader politici hanno gridato alla «censura» anche se il ritiro non te l’ha imposto né Carlo Conti che ti ha scelto né tantomeno la sinistra, che non mi sembra abbia molta voce in capitolo – penso che tu abbia perso un’occasione perché avresti potuto dare prova del tuo talento e della tua versatilità, e questo è un peccato. Perché sei un artista di lungo corso e, se Conti ti ha scelto, è perché ha visto qualcosa in te.
Mostrarlo al pubblico di Rai1 sarebbe stato un modo per dimostrare che i detrattori si sbagliavano, ma facendo un passo indietro hanno perso tutti. Incluso te”.
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