Ne avevamo scritto nel 2025 e ora è arrivata la sentenza. Silas H. Shelton, 49enne pastore di Wilmington noto per essersi più volte espresso contro la visibilità LGBTQ+ nelle scuole, si è dichiarato colpevole di tre capi d’accusa per reati sessuali illeciti con una minorenne. Shelton ha cambiato la sua iniziale dichiarazione da non colpevole a colpevole, pur di vedersi ridotta la pena.
Silas H. Shelton, il pastore omofobo condannato per abusi sessuali sui minori
Abusi iniziati nel settembre del 2019 e riguardanti una ragazza di 14 anni, membro della congregazione di Shelton presso la Blanchester Community Church, in Ohio, e proseguiti fino al mese di dicembre del 2019.
Lunedì 20 aprile Shelton ha raggiunto un accordo con la procura, prima dell’inizio del processo che sarebbe dovuto partire il 27 aprile. Shelton rischia una pena detentiva da 12 a 60 mesi, con una pena massima di 15 anni se le condanne dovessero essere inflitte consecutivamente. Se il tribunale dovesse decidere per una pena detentiva, Shelton sarebbe soggetto a un periodo di libertà vigilata fino a cinque anni dopo il rilascio. In base ai termini dell’accordo raggiunto con la procura il pastore verrà classificato come autore di reati sessuali di Livello II, il che lo obbligherebbe a registrarsi di persona ogni 180 giorni per 25 anni. Il giudice Andrew McCoy ha fissato l’udienza per la sentenza definitiva al 22 giugno. Nell’attesa Shelton rimarrà in libertà su cauzione.
I pubblici ministeri hanno affermato che Shelton ha abusato della sua posizione di autorità per adescare e manipolare la vittima, con l’atto d’accusa che indica più episodi avvenuti in diverse località. L’accordo con la procura ha portato all’archiviazione delle accuse più gravi, ovvero stupro, violenza sessuale aggravata e violenza sessuale. Le autorità hanno descritto un modello di sfruttamento legato al suo ruolo all’interno della chiesa. Durante l’estate del 2019, la vittima viveva a Wilmington con i suoi genitori e Shelton le chiese di iniziare a lavorare per la sua impresa edile. “La andava a prendere quasi tutti i giorni feriali e la riaccompagnava a casa nei giorni in cui di solito non c’era nessuno“, ha riferito il vice procuratore Andrew Sievers. Nell’estate del 2025 la vittima ha iniziato a ricevere telefonate moleste e false segnalazioni al suo datore di lavoro da parte di Shelton. Le forze dell’ordine hanno intimato al pastore di interrompere ogni contatto con la vittima, ma lui ha continuato a scriverle messaggi, inviarle e-mail e tartassarla sui social media, causandole un grave disagio psicologico. Tutto questo tra il 29 luglio 2025 e il 6 agosto 2025.
Prima del suo arresto, avvenuto il 16 ottobre 2025, Shelton si era ripetutamente espresso pubblicamente contro i contenuti LGBTQ+ nelle scuole durante le riunioni del consiglio scolastico del distretto frequentato dalla figlia dodicenne.
Shelton aveva definito “disgustose” le esposizioni di bandiere arcobaleno e si era battuto per la rimozione di libri come “Heartstopper“, esprimendo tutta la propria rabbia per il fatto che sua figlia lo avesse visto durante una fiera del libro scolastica. “Vi dico che mi sono sentito male leggendo quella roba“, disse Shelton nel 2023. Il pastore condannò l’inclusione dei libri di Alice Oseman all’interno della fiera cittadina precisando come non fosse “una questione di religione. È un rischio per la salute mentale”. “Non credo che i ragazzi dovrebbero mai mettere in discussione la propria sessualità. Non credo che i ragazzi dovrebbero mai esplorare la propria sessualità. Non credo che nessuna di queste cose dovrebbe mai essere presente nella nostra scuola”. “Eppure mia figlia è tornata a casa chiedendomi perché certi libri fossero in quella fiera del libro, libri gay. Uno di questi era Heartstopper, in cui un ragazzo gay fa pressione su un ragazzo eterosessuale per farsi baciare. Non capisco perché abbiamo questo genere di cose nelle nostre biblioteche”.
Mentre urlava tutto ciò il pastore Shelton abusava da anni di una ragazzina di 14 anni.

