Si ricomincia miei cari. La prima frescura ci ha appena attanagliato e le produzioni queer hanno già preso il via come una mostra del cinema qualsiasi. Giovedì partirà X Factor con la rinnovata giuria, mentre ora andiamo a narrarvi del big comeback di Pechino Express: arrivato alla quarta edizione sottotitolata “Nuovo Mondo”. Tutta la comunità omosessuale è in subbuglio: Costantino ha fatto un videomessaggio nel quale esorta tutti a riporre i vibratori e a spegnere Grindr. Un mio amico ha avuto questo abbordaggio su Romeo: “Quando ci vediamo?”. “Quando vuoi”. “Stasera?”. CIOÈ NON GUARDA PECHINO! Ignora, elimina, blocca, anatema della marchesa. Io, dall’ansia, ho cominciato a chiedere passaggi per strada a tutti gridando: PLIS PLIS MAI FREND ITS COMPETISCIO GO GO.

Ma cominciamo a parlare delle coppie che ci hanno colpito di più: i primi che mi stupiscono (ovviamente in maniera non positiva) sono “Gli illuminati”. Il figlio di Albano sembra Franchino del film Fantozzi, quello di Enrico Ruggeri sembra un profugo con i dread. Mi manca già Eva Grimaldi: meno male che la sua erede sia già sulla rampa di lancio. La amabile Paola Barale è infatti in gara, insieme al grande Luca Tommassini. Sono “gli Artisti”. Su di lui lancerei già il primo drinking game della serata. Tutte le volte che verrà detto “Luca ha lavorato con Madonna” o verrà mostrata una foto della stessa toccherà un gin lemon.
Un mio più personale va anche ai compagni. E non solo perché di Scialpi o Shalpi o Shalpy, pettinato come Amelia la strega che ammalia, ho timore perché è rinomata la sua propensione all’avvocato facile. Ma perché su di lui il web si è scatenato. Quello che amo di più è il fotomontaggio di lui nella versione Taylor di Beautiful. #separatiallanascita

Che a questo punto viene da pensare che se l’avessero fatto in Padania sarebbe stata un’edizione epocale. Tutta questa varia umanità a chiedere ospitalità nel varesotto o a casa di Salvini, lì sì che sarebbe stata una grande gara.
Peraltro ancora lunga quindi avremo ancora modo di dire cattiverie nei loro confronti ma non posso esimermi dal raccontare la prima sfida epocale di questa edizione: perché se in Italia si parla della cosiddetta “teoria gender” come il male del millennio, in Ecuador è tradizione prendere un Gesù Cristo e vestirlo che manco Barbie Drag Queen o come se fosse Britney a Las Vegas ogni sera. Una storia fantastica ed allucinante allo stesso tempo, soprattutto per come si percula un culto religioso in prima serata sulla Rai. Forse la luce in fondo al tunnel c’è. I concorrenti, infatti, dovranno trovare l’outfit adatto e poi portare il buon Gesù travestito in cima al vulcano ecuadoriano dove Costantino li attenderà.


Lo scopriremo nelle prossime puntate quando magari vedremo se questo superbo show riacquisterà un po’ quello spirito che lo rendeva veramente unico: quell’essere gay friendly ma un po’ ammiccante e non un reality ambientato domenica al Borgo.
A domani!
